Dalla politica al potere, ecco la svolta di Cappellacci: con due padrini d’eccezione: Beppe Pisanu e Giorgio Oppi

Posted on 23 settembre 2011

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Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano  con il titolo “Dalla politica al potere, ecco la svolta di Cappellacci”.

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Tra fare politica e gestire il potere c’è una bella differenza. La prima è un’attività nobile il cui scopo è quello di perseguire il bene comune; la seconda ha soltanto obiettivi individuali e non condivisi, se non da gruppi ristretti.

Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, da qualche settimana ha varcato il suo personale Rubicone. Scelto nel 2009, prima da Berlusconi e poi dagli elettori, per fare gli interessi della Sardegna, ha subito pagato a caro prezzo la sua inesperienza politica e la sostanziale indifferenza del centrodestra nazionale alla sorti dell’isola.

Finito dopo due anni in un vicolo cieco, incapace di farsi ascoltare a Roma anche dai suoi compagni di partito, Cappellacci per disperazione ha reagito. Piuttosto che scomparire, ha preferito ribellarsi. Il successo mediatico e politico dell’istituzione della flotta sarda lo ha convinto a osare e ad andare da solo. Mossa vincente: perché oggi il presidente della Regione è in una posizione di forza. Se rompe con Berlusconi può legittimamente rappresentare il centrodestra sardo del futuro; se ricompone la frattura con il Pdl può dire di avere sconfitto le logiche romane.

Nella realizzazione della sua prospettiva personale, Cappellacci si sta mostrando estremamente deciso e spregiudicato. Ha piazzato i suoi uomini in posizioni chiave e ha a disposizione risorse ingentissime con le quali ora tenta di convincere i sardi della bontà della sua “politica”. La campagna contro il Piano paesaggistico è solo la prima. Ma dare soldi ai giornali e alle televisioni non significa creare consenso. Due esempi: nel 2004 Soru ha vinto avendo contro il più grande gruppo editoriale isolano, idem più recentemente per il sindaco di Cagliari, Zedda.

Ma Cappellacci ha deciso: per lui passare dalla politica al potere è una necessità. Incapace di salvare la Sardegna, il presidente sta in realtà pensando solo a prolungare la sua carriera politica. Non è un caso che in questa fase sia sostenuto da due veri e propri maestri del “potere senza politica”: Beppe Pisanu e Giorgio Oppi. Due straordinari personaggi da decenni sulla scena e di cui tutti ignoriamo l’idea di Sardegna che hanno in testa, e questo semplicemente perché quell’idea non esiste. Due politici che però hanno tanto consenso personale.

Lo riverseranno su Cappellacci il giorno in cui il presidente deciderà di ripresentarsi alle elezioni? E dopo due anni di gestione fallimentare di tutte le grandi vertenze sarde, basterà al presidente mostrarsi agli elettori come il politico ribelle che all’improvviso rompe gli schemi? Perché ci sono tanti sardi che, più di Cappellacci, si sono ribellati all’arroganza del centrodestra romano: quelli che, ad esempio, il centrodestra non lo hanno mai votato.

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