Video del Brotzu, ci scrive il primario: “Niente di irriguardoso: prima di essere diffusa, la clip ha avuto il via libera dalle associazioni dei trapiantati”

Posted on 9 ottobre 2011

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Il dibattito su “Trapiantiamoci di felicità” si arricchisce grazie a quest’intervento (inviato a questo blog) del primario del reparto di Urologia e ideatore del video, Mauro Frongia, che ringrazio per il suo contributo.   

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Sono Mauro Frongia, l’ideatore della videoclip “diabolica” al centro della tormentosa discussione mediatica. Spero di aver contribuito a risvegliare dall’oblio le coscienze di tanti che in trent’anni di lavoro intorno ai trapianti, non ho mai visto adoperarsi con tanta energia per migliorare, cambiare suggerire o semplicemente condividere anche con una piccola azione di volontariato, i tanti problemi presenti nel mondo dei trapianti.

Naturalmente tutte le mie dichiarazioni sono totalmente prive di polemica e vanno nella direzione di un invito a riflessioni più profonde in un campo cosi delicato come quello della morte e della vita.

Caro Vito, ti ringrazio per aver dato spazio nel tuo blog, che talvolta seguo volentieri, ad un tema cosi delicato e difficilissimo da moderare. Ma veniamo al tema incriminato.

Questa videoclip l’ho ideata e realizzata (non certo con fondi pubblici) per presentarla al congresso nazionale sui trapianti di rene da noi organizzato a Cagliari la scorsa settimana.
La clip è stata trasmessa al termine dei lavori scientifici con l’intento di condividere con gli illustri partecipanti e addetti ai lavori un approccio ancora inusuale in Italia sul tema dei trapianti.

Il video vuole in parte riproporre in Italia quello che il dr. Patch Adams ha già da tempo introdotto negli ospedali americani: la terapia del sorriso.
Non contiene, grazie alla delicatezza e alla professionalità del suo regista, niente di irriguardoso o offensivo nei confronti dei familiari di coloro che con la morte hanno salvato altre vite. Nel web si sono scatenati i commenti e alcuni ci considerano insensibili, cinici, ridicoli e banali giullari.

Dal 1988 a oggi, nel mio reparto, sono stati eseguiti 772 trapianti di rene. Io personalmente ho eseguito almeno 500 di questi trapianti e ho vissuto la mia vita affianco ai pazienti condividendo il dolore dei familiari per i loro morti. Ma è giusto che si sappia che, prima della diffusione del video, personalmente mi sono premurato di sentire l’opinione delle associazioni dei trapiantati, ma ho sopratutto ritenuto opportuno
confrontarmi con l’associazione che si dedica all’assistenza dei familiari dei donatori (intitolata alla giovane donatrice Elisa Deiana).

Ringrazio di cuore il papà di Elisa per le dichiarazioni spontanee ed inequivocabili in favore della iniziativa rese oggi su l’Unione Sarda.
Inoltre aggiungo che il mio team è impegnato nel trapianto da donatore vivente che con la morte non ha nulla a che fare e dove la serenità e il buonumore, l’ottimismo e la speranza concorrono alla riuscita dell’intervento.

Le due ragazze trapiantate che hanno ballato con noi hanno avuto un percorso doloroso dopo il trapianto, con una lunga ospedalizzazione. Vederle oggi cosi serene restituite alla vita di tutti i giorni mi fa accettare serenamente gli insulti gratuiti che ho ricevuto, per fortuna, da pochissimi.

Aggiungo che la Sanità Italiana gratuita per tutti è invidiata in tutta l’Europa ed è considerata una delle migliori del mondo. Mi ha consentito di trapiantare un extracomunitario che in qualunque altro paese sarebbe morto senza una assicurazione. Dovrebbe essere coccolata da tutti: politici, giornalisti, avvocati, e invece è massacrata quotidianamente facendo aumentare la distanza tra medico e paziente; il primo perché non vuole rischiare e il secondo perché non si fida. Nel mio piccolo ho provato a ridurre questa distanza.

In conclusione, è irrilevante che il video possa piacere o meno. Importante è che ciascuno esprima liberamente i propri pensieri come nei paesi civili. Inaccettabile è invece che questo argomento sia strumentalizzato da rappresentanti della politica con un linguaggio greve e offensivo e con fini lontani dal mio mondo.

Caro Vito, ti ringrazio ancora per avermi ospitato, ma non interverrò più su questo argomento lasciando a voi i commenti.

Mauro Frongia
Direttore del Dipartimento di patologia renale e trapianto di rene
Azienda Ospedaliera Brotzu – Cagliari

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Posted in: Cagliari, Sardegna