Dallo scontro Barracciu-Emanuele Sanna l’eterno quesito: quanto pesa la Massoneria nella sanità cagliaritana? E la sinistra che posizione ha a riguardo?

Posted on 13 ottobre 2011

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Da cosa nasce cosa, e dalla polemica sul video del Brotzu sui trapianti ora si è passati a questioni ben più spinose: come l’influenza della Massoneria nella sanità cagliaritana.

La vicenda è nota ma la riassumiamo per facilità.

Il video sui trapianti voluto dall’ospedale Brotzu scatena diverse reazioni. A un certo punto interviene anche la consigliera regionale del Pd (e vice segretario regionale del partito) Francesca Barracciu, che chiede le dimissioni del direttore generale dell’ospedale, Antonio Garau, nominato dal centrodestra.

Dopo qualche ora, l’autorevole esponente del Pd Emanuele Sanna interviene sui giornali per prendere a sorpresa le distanze dalla Barracciu e difendere apertamente Garau. A questo punto la consigliera del Pd reagisce male e in un comunicato stampa scrive:

“Grottesche e disarmanti sono le sortite del Sanna compagno di partito di lungo corso a cui non voglio prestare il fianco perché capisco essere indotte da un’affinata pratica, comune anche a Garau, a misurare le questioni con un compasso discrezionale e un solo occhio”.

Un’allusione chiarissima. Ieri Emanuele Sanna risponde:

“Per quanto riguarda le squallide insinuazioni su mie presunte contiguità con organizzazioni, alle quali non appartengo e alle quali non desidero in alcun modo essere accostato, la compagna Barracciu sarà chiamata a fornire i necessari chiarimenti nelle sedi politiche più idonee e, se necessario, nelle sedi istituzionali competenti per garantire l’onorabilità di ogni cittadino”.

Posto che non capisco perché Emanuele Sanna abbia voluto sostenere così platealmente Garau (che per difendersi non aveva certo bisogno del Sanna) e contestualmente attaccare una sua compagna di partito, è evidente che qui non stiamo più parlando di trapianti né di Brotzu, ma di sanità e Massoneria. Questo è il tema. Anche se i giornali non se ne accorgono o derubricano la questione a semplice querelle politica. Evidentemente non è così.

Non ho nessun pregiudizio contro la Massoneria. La mia formazione umana e culturale è stata fortemente influenzata dal più importante storico della Massoneria in Sardegna, Gianfranco Murtas. Da Gianfranco ho imparato tante cose, soprattutto che la Massoneria è solo uno dei tanti poteri che si trovano in circolazione. “In Consiglio regionale i massoni sono pochissimi” mi ha detto tempo fa, “le dita di una mano sono troppe per contarli”, e non ho motivo di dubitare.

Così come ho imparato (anche a mie spese) che le appartenenze partitiche e o professionali sono forti e omertose almeno quanto quelle (se non di più) che vengono imputate a coloro che una volta alla settimana si trovano dalle parti di piazza Indipendenza.

Ho imparato anche a vedere prima le persone, poi le appartenenze. Ho amici massoni con i quali ho portato avanti belle iniziative culturali e di cui ho apprezzato l’impegno civile e la rettitudine morale; allo stesso modo mi sono scontrato con persone che predicavano molto bene ideali di sinistra e poi razzolavano malissimo.

Tra i banchi del Consiglio regionale i massoni saranno pure pochissimi, ma nella sanità il discorso è diverso. La percentuale di dirigenti sanitari, nonché di primari iscritti ad una delle tante logge cagliaritane è impressionante. E prendendo in analisi gli ultimi vent’anni, è impressionante anche vedere il numero di direttori generali delle Asl o del Brotzu legati alla massoneria.

“Legati”, e non “iscritti”: e secondo me qua sta il punto. Non sempre chi fa favori alla Massoneria è un massone (anche perché nel tempo potrebbe anche essere uscito dall’organizzazione). I poteri parlano tra di loro, si riconoscono e si accreditano. Ci sono ambiti culturali contigui alla Massoneria (Rotary e Lions ad esempio, quasi un’anticamera dell’affiliazione). Va da sé poi che “la” Massoneria non esiste, perché ne esistono molte, sua in senso stretto (con diverse osservanze) che in senso culturale.

Ora però, la presenza massonica nella sanità cagliaritana è indubitabile e incontestabile. La domanda è: posto che essere massoni grazie a dio non è un reato, che valutazione diamo di questa concentrazione di grembiulini tra i primari e i dirigenti sanitari cagliaritani? La neghiamo? La riteniamo ininfluente? O fisiologica? Oppure dannosa e pericolosa? E perché ci sono tutti questi massoni in sanità e non, ad esempio, in altri settori professionali?

Breve amarcord: il primo a denunciare la situazione fu alla fine degli anni 80 l’allora sindaco di Cagliari Paolo De Magistris con una intervista alla Nuova Sardegna (su altri giornali il tema è evidente off limits, come le evidenti influenze di area massonica).

Altra questione. La sortita della Barracciu mi ha riportato indietro nel tempo, fino al 1993, quando si scatenò in Consiglio regionale una guerra sotterranea proprio all’interno dei Ds in merito al peso della Massoneria nella politica e nella burocrazia di via Roma. Il culmine della battaglia lo si ebbe ad ottobre, quando sulla Nuova Sardegna (di cui io ero giovane collaboratore) uscirono gli elenchi degli iscritti alla Massoneria a Cagliari. Fu un vero e proprio terremoto. Forse i nomi che tutti aspettavamo non c’erano (“sono iscritti a legge continentali”, ci dissero), ma qualcuno sì ed era legato politicamente alla sinistra.

Anche stavolta dunque lo scontro sul peso della Massoneria a Cagliari nasce tutto a sinistra, negli ex Ds. Mi rendo conto che chiedere al Pd oggi una posizione sul peso della Massoneria in città è ridicolo, visto in quale marasma ora il partito si trova. Però sarebbe interessante chiedere un parere agli elettori e ai simpatizzanti del centrosinistra su questa questione che sta tornando alla ribalta.

Io non ho niente contro la Massoneria, mi verrebbe da dire che anzi la rispetto. Ne contesto però la riservatezza, ormai antistorica. E che rischia di essere un coperchio per troppe pentole.

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