Uno sciopero imponente, la spesa sanitaria fuori controllo e il caso Valerio Vargiu: ecco le prove dell’assoluta inadeguatezza di Cappellacci e della sua giunta

Posted on 11 novembre 2011

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La crisi è globale, è vero. L’importante è che questa verità non sia però un alibi per non vedere le responsabilità locali. Mentre vi scrivo, una marea impressionante di persone sfila per le vie di Cagliari per lo sciopero generale convocato dai sindacati. Impressionante. Mentre la testa del corteo era già arrivata in piazza Yenne, penso che la coda fosse ancora in piazza Giovanni.

I sindacati vogliono incontrarsi con il presidente Cappellacci e mettere a punto un piano straordinario del lavoro, dopo il fallimento dell’accordo firmato oltre un anno fa.

Un piano per il lavoro dunque. Sì, ma con quali soldi? Oggi sui giornali sono uscite le cifre della prossima manovra finanziaria approvata dalla giunta. Tagli pesanti per tutti gli assessorati, tranne che per la sanità, che addirittura ha avuto un aumento. E questo è il segno della vera incapacità di Cappellacci, la responsabilità locale di questa crisi che sta travolgendo tutto e tutti.

La sanità rappresenta il 60 per cento del bilancio della Regione. È chiaro che se in questo settore non si razionalizza la spesa, nel momento in cui lo Stato taglia al bilancio regionale ben 500 milioni di euro, la Regione abbandona alla deriva l’intero settore produttivo isolano e  si limita a gestire praticamente solo ospedali e guardie mediche. I cui conti però sono drammaticamente fuori controllo.

Questa Finanziaria è la prova provata che la Giunta Cappellacci non ha uno straccio di idea per affrontare con gli strumenti che ha a disposizione questa crisi globale. Il fallimento della sanità è clamoroso e trascina tutti gli altri settori produttivi verso il baratro, nell’indifferenza del centrodestra sardo che ha nella sanità il cuore dei suoi interessi politici ed economici.

Che il settore andasse riformato lo dicevano anche loro. Infatti avevano mandato via i direttori generali delle Asl con uno stratagemma, annunciando una riforma che non c’è mai stata. Cappellacci ha dovuto liberarsi dell’assessore Antonello Liori per manifesta incapacità e lo ha sostituito con Simona De Francisci, giornalista televisiva alla prima esperienza politica, entrata in consiglio regionale grazie al listino, a lui politicamente molto fedele (cosa fondamentale in un momento in cui il Pdl si sta dissolvendo).

La De Francisci ora si trova sul groppone gli stessi problemi di sempre: dalla spesa farmaceutica da contenere alla peste suina da debellare. Alla collega consiglio di sfogliare le rassegne stampa degli anni 2004-2006 (in assessorato sono ben conservate) per capire quali deliranti dichiarazioni rilasciarono i suoi attuali compagni di partito in reazione al tentativo dell’assessore Dirindin di tagliare la spesa farmaceutica e di debellare la peste suina.

Ora si pagano i conti di quella opposizione irresponsabile e parolaia. Certo, li paga anche la De Francisci, ma li paga soprattutto la Sardegna.

La verità è sempre scomoda ma semplice da raccontare. La spesa sanitaria non si può toccare perché il leader dell’Udc Oppi (vero padrone di questa giunta) non vuole, perché il centrodestra non sa come fare e soprattutto perché non conviene a nessuno: quale partito non ha interessi nella sanità? Più soldi alla sanità dunque, e meno risorse a tutti gli altri settori.

Questa è la torta, e poi c’è la ciliegina. Cioè il caso Valerio Vargiu, riportato oggi da Sardegna Quotidiano. Il noto giornalista sportivo di Videolina fu scelto nel 2009 dal neo presidente Cappellacci quale addetto stampa della Regione. I due pero non si sono mai presi e dopo pochi mesi il presidente ha liquidato Vargiu. Che però si è opposto in giudizio contro questa scelta che giudicava lesiva dei suoi diritti di lavoratore e alla fine l’ha spuntata. Risultato: la Regione ora è costretta a pagare 200 mila euro di mancati stipendi e immagino anche a riprendersi Vargiu (altrimenti verrebbe pagato per non fare nulla, piccolino il danno erariale!).

Riassumendo: cinquantamila sardi in piazza, la sanità allo sbando e Cappellacci che non si sa scegliere manco il suo addetto stampa, e il conto lo paghiamo noi. Figuriamoci se è in grado di risolvere la crisi della Sardegna.

 

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Posted in: Politica, Sardegna