Con Monti premier, Napolitano scherza col fuoco della Costituzione. Una prassi stravolta col rischio di restituire il potere alle destre

Posted on 14 novembre 2011

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Che maleducazione! Che mancanza di tatto! Festeggiare in piazza le dimissioni di Berlusconi?! Che vergogna! In un paese civile questo non si fa!

E sì, perché adesso il problema dell’Italia sembra essersi ridotto a una questione di mera buona educazione. Basta gridare, basta strepitare, non sta bene, e che diamine!

Al di la delle ipocrisie, a me la situazione sembra ben più insidiosa. Perché finché certe scempiaggini le dice Angelino Alfano è un conto. Ma se l’ispiratore di questa linea diventa il Corriere della Sera e una delle sue firme di punta, Aldo Cazzullo, allora le cosa cambiano. E si rivelano più pericolose.

Cosa scriveva ieri Cazzullo?

La folla assiepata nella notte romana sotto il Quirinale e Palazzo Grazioli – più quella che ha puntato su Palazzo Chigi deserto – a urlare insulti, invocare le manette e gettare monetine al passaggio del premier dimissionario rappresenta uno spettacolo preoccupante.

E perché?

Non occorre grande coraggio per andare a urlare sotto casa di Berlusconi, o davanti alla sedi istituzionali. Ne occorre di più per unire le forze nell’emergenza anche con chi ha un sentire diverso dal proprio, nel nome di un interesse e di una responsabilità che mai come oggi sono comuni.

Che dire? A me l’obiettivo sembra chiaro: iniziare a mettere le mani avanti per delegittimare ogni futura forma di dissenso. Non solo: la responsabilità delle proteste ricadrà sul centrosinistra, che per la borghesia italiana deve ancora dimostrare di essere credibile e affidabile.

Certo: peccato che quando tre anni fa Prodi ha lasciato Palazzo Chigi lo spread era a quota 37!

Ma il messaggio che i poteri forti che sostengono Monti mandano è chiaro: perché dunque ripristinare in tempi rapidi una corretta alternanza democratica quando da una parte c’è Berlusconi e dall’altra uno schieramento che manda i suoi elettori a “inscenare gazzarre”?

In questo momento politico il centrosinistra ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Ed è messo in crisi da Napolitano sta giocando col fuoco della Costituzione.

Se Monti non farà veramente riforme efficaci nel nome dell’equità e se resterà a palazzo Chigi più del dovuto (sei mesi al massimo), il Presidente della Repubblica avrà la responsabilità politica di aver stravolto le consuetudini costituzionali per preparare il terreno per il ritorno al potere di uno schieramento che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro.

Scusate, ma ci sarà anche l’emergenza ma a me sembra che in questa crisi Napolitano abbia giocato un ruolo anomalo e poco ortodosso, andando oltre le prerogative che gli assegna la Costituzione. L’irrituale nomina di Monti a senatore a vita è stata una “indicazione” per modo di dire, configurandosi come una chiara imposizione ai partiti. In una situazione normale Monti non sarebbe mai diventato senatore a vita.

 “Siamo in emergenza”, si risponde. Ma le regole sono pensate proprio per affrontare i momenti di crisi, anche eccezionale. Napolitano ha introdotto una nuova prassi che rischia in futuro di rivelarsi pericolossissima. Forse avrà salvato l’Italia dal default, chissà: ma ha certamente stravolto in maniera plateale una consuetudine costituzionale consolidata.

Questo ovviamente non lo dice nessuno, perché forse il prezzo da pagare per liberarsi di Berlusconi era quello di forzare le regole. Ma l’ex premier oggi ha buon gioco a dire che “se ne va senza essere mai stato sfiduciato”. In questo ha pienamente ragione e in questa frase sta la crepa che poi la destra cercherà di allargare nella prossima, terrificante, campagna elettorale che ci aspetta.

La strategia di Napolitano ha un senso se porta all’eliminazione della causa della crisi italiana, che è Berlusconi. Ma se invece si dà l’opportunità all’ex premier di sfruttare la situazione per tornare in sella, allora il rischio che stiamo correndo è veramente enorme.

Vedrete che fra un po’ Berlusconi accuserà Napolitano di avere forzato la mano, accuserà l’euro voluto dal centrosinistra(come ha fatto ieri nel suo videomessaggio) di essere la causa di tutto. I poteri forti capeggiati dal Corriere della Sera accuseranno invece la sinistra di essere inadeguta perché incapace di creare un clima sociale adeguato, come se oggi chi perde il posto di lavoro se ne deve stare zitto e buono altrimenti danneggia l’Italia.

 Il centrosinistra morso in questa stretta, che farà? Per questo io continuo a dire: elezioni in fretta, grazie.

Eppoi, basta con questa retorica! C’è una parte della società italiana che non è mai stata con Berlusconi e che non deve prendere certo lezioni di bon ton e competenza dal premier Monti. Ma questa adesso è la fase che stiamo attraversando. Speriamo che alla fine non ci sia la solita fregatura.

 

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Posted in: Politica