“Per Natale mille lettere di studenti sardi ai soldati della Brigata Sassari in Afghanistan”: una vergognosa iniziativa dei militari con la complicità dell’Ufficio Scolastico Regionale

Posted on 2 dicembre 2011

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Riconosco che è necessario mantenere la calma quando si commentano certe notizie; perché si rischia di lasciarsi andare e non sta bene. Quindi prendo un bel respiro (prendetelo anche voi), e andiamo.

La Nuova Sardegna ci informa dunque che, su iniziativa del Comando della Brigata Sassari e dell’Ufficio Scolastico Regionale “mille lettere scritte dagli studenti della Sardegna saranno recapitate entro Natale ai militari della Brigata Sassari attualmente in missione in Afghanistan. L’iniziativa è stata presentata oggi durante una festosa cerimonia nell’aula magna della scuola media numero 3 “Pasquale Tola”, in via Monte Grappa a Sassari”.

Un altro respiro.

Alcuni bambini dell’istituto hanno letto il contenuto di parte delle lettere davanti ai giornalisti e a una delegazione dei “sassarini” rimasti in città, prima di consegnarle al comandante del distaccamento, il colonnello Maurizio Sulig. Scritti, disegni e pensieri verranno recapitati al Regional command west di Herat, dove i circa duemila militari sardi sono impegnati nella missione internazionale di pace.

Visto che ci siamo, andiamo fino a in fondo.

Il progetto “Un soldato italiano in Afghanistan, una lettera per Natale” è nato, riferisce il comando della Brigata, dalla convinzione che sia di grande importanza e autentico conforto che la terra d’origine e la gente siano vicine ai soldati e “a chi, in obbedienza agli ordini ricevuti, trascorrerà la più sentita delle feste sotto un cielo diverso”.

Ora, la Brigata Sassari fa il suo mestiere, e lo fa bene. Si pone come una istituzione in continuità con il passato glorioso, si propone come simbolo della Sardegna, e con questa iniziativa non fa altro che marketing: i bambini di oggi sono d’altronde i volontari di domani.

Ma ciò che lascia esterrefatti è come l’Ufficio Scolastico Regionale si sia abbassato a sostenere questa iniziativa propagandistica, inutile (le lettere ai militari al fronte sono un retaggio del secolo scorso, oggi ci sono internet e i telefoni satellitari, i militari non hanno certo bisogno delle lettere degli studenti), retorica, ma soprattutto diseducativa.

Cosa si può dire infatti della guerra in Afghanistan? Nemmeno noi adulti, a distanza di dieci anni dal suo inizio, abbiamo ancora capito perché l’Italia è lì e a fare che cosa. Cosa scriveranno dunque i ragazzi? E cosa diranno loro gli insegnanti? Quanta retorica ci sarà in quelle mille lettere di ragazzi?

La retorica militaresca sta uccidendo la Sardegna. Questa iniziativa è una schifezza bella e buona, una porcheria. Che l’Ufficio Scolastico Regionale si renda complice di questa operazione di marketing è veramente vergognoso. E mi fermo qui.

 

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Posted in: Cultura, Sardegna