Cristiana Collu lascia il Man per il Mart, e siamo tutti orgogliosi. Il museo di Nuoro ora è ad un bivio: premiare il merito o lottizzare?

Posted on 5 dicembre 2011

7


Non lo so, forse il direttore di Sardegna 24 Giovanni Maria Bellu ha informazioni riservate che gli consentono di affermare che la direttrice del Man, Cristiana Collu, ha lasciato la guida del museo nuorese di arte contemporanea perché sconfitta dai “veleni del Gennargentu”. Vista dall’esterno, la decisione sembra in realtà maturata solo per la semplice volontà di una professionista di crescere e di proporsi grazie alle sue capacità in un ambito più grande e più prestigioso.

La nomina della Collu alla direzione del Mart di Rovereto (uno dei più importanti musei di arte contemporanea in Italia, sicuramente all’oscuro delle recentissime polemiche sullo stipendio della Collu) è, per la nostra isola, più un motivo di orgoglio che non una sconfitta. Dopo 14 anni in Sardegna, penso che Cristiana Collu avesse tutto il diritto di pensare il suo futuro professionale altrove. Se avesse voluto lasciare Nuoro in polemica con l’ambiente, in questi 14 anni non le sarebbero mancate né le occasioni né i pretesti. Ma non è avvenuto.

Certo è che poi i veleni ci sono sempre stati. Ricordo dei primi tempi della Collu al Man, la violenza e la cattiveria con la quale le élite accademiche trattavano questa under trenta, evidentemente mal sopportando il fatto che una giovane fuori da tutti i giochi e forte solo della sua preparazione fosse stata chiamata ad un ruolo così importante.

I principali nemici della Collu sono sempre stati nelle università di Cagliari e di Sassari. Perché gli atenei sardi si credono i più importanti produttori di cultura quando in realtà non sanno cogliere i veri fermenti che stanno fuori dalle aule e che fanno della Sardegna un ambiente culturalmente vivo.

Cristiana Collu ha spezzato l’egemonia degli atenei nel settore delle arti figurative e ha fatto di Nuoro un polo importante a livello nazionale. Questo risultato è indubbio e andrà preservato. Come?

Intanto dando fiducia ai giovani. Quando Cristiana Collu fu nominata alla guida del Man aveva appena 27 anni ed era praticamente una perfetta sconosciuta. La Provincia di Nuoro agisca con lo stesso coraggio non si faccia influenzare né dalla politica né dalla Fondazione Banco di Sardegna. Abbia il coraggio di guardare a questo punto fuori dai confini isolani. Chiami qualcuno anche dall’estero. Il Man deve mettere la Sardegna in contatto col mondo, non soddisfare i mediocri potentati locali.

Poi c’è Nuoro. Penso che la città continui ad essere danneggiata dal suo sentirsi “Atene sarda”. In realtà, è stato proprio il Man a dare una dignità culturale alla vita cittadina, per il resto abbastanza povera di opportunità (ma non di operatori, scarsamente sostenuti dalla politica e dal tessuto sociale). I veleni nel capoluogo barbaricino non mancano. In un commento lasciato sul sito della Nuova Sardegna, un tale Kastia scrive:

Nuoro si è finalmente liberato di un tumore maligno, la direttrice di un museo auto eletta reginetta della città, cosi succhiando un grosso malloppo dalle casse provinciali. Una Performanse Art, la sua, pagata coi soldi usurpati ai lavoratori sardi e nuoresi in particolare e sotto l’occhio di incompetenti politici,.. si spera che gli assessori alla provincia siano questa volta più responsabili e realistici nell’assumere un successore !!! Un indagine sullo sperpero dei fondi fatto al MAN sarebbe più che giustificata.Grazie Rovereto per il generoso gesto, ora e’ il tuo turno ad essere preso per il…..

Il Man ha dato un’identità culturale moderna alla città di Nuoro. Ora sta ai nuoresi decidere se continuare sulla strada tracciata dalla Collu o baloccarsi ancora con il fantasma di Grazia Deledda.

Tanti auguri a Cristiana Collu, molti più al suo successore.

Annunci
Posted in: Cultura, Sardegna