Ci scrivono: “Al Businco di Cagliari mancano infermieri, hanno chiuso la Weekly Therapy e non posso fare la chemioterapia. Perché?”

Posted on 7 dicembre 2011

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Sempre più spesso mi giungono segnalazioni di casi difficili dal mondo della sanità a Cagliari, più in particolare da quello dell’oncologia. Sono situazioni limite alle quali si cerca di porre rimedio ricorrendo a reti di amicizie che possano superare lo sconcerto e la paura dalla quale si viene aggrediti. La situazione è difficile, ma soprattutto mi sembra che stia degenerando, nel silenzio più totale.

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Sono una paziente dell’Ospedale Businco di Cagliari che da circa un anno è costretta a fare, una settimana sì e una no, la chemioterapia che per poter essere efficace deve essere fatta continuativamente e non saltuariamente come vorrebbero farmi fare i dirigenti dell’Ospedale: perché?

Ho capito che la situazione è molto grave. Avrei dovuto fare la chemio ai primi di dicembre ma il reparto ora è chiuso, mi hanno detto che mi chiameranno appena lo riapriranno.

D’estate (a luglio e ad agosto) di quest’anno hanno anche chiuso un’ala (l’ala D del quarto piano), perché dovevano mandare in ferie gli infermieri già spremuti all’eccesso.

Perché i signori Dirigenti “fregandosene” dei numerosi pazienti che come me fanno la terapia salvavita, hanno pensato bene di chiudere il reparto della Weekly Therapy del quarto piano per mancanza di personale, in quanto non hanno rinnovato il contratto di assunzione a un certo numero di infermieri.

In quel reparto si sta bene in quanto, a differenza di altri, si sente meno la sofferenza e il paziente affronta la malattia con più serenità e pazienza, confortata soprattutto dagli angeli del reparto che sono: l’oncologo dottor Tedde, tutto il personale infermieristico, OSS e volontari compresi che con professionalità, amore e tanta umanità alleviano il nostro dolore, sia fisico che morale.

Sicuramente i dirigenti lamenteranno la mancanza di fondi necessari per rinnovo del contratto di assunzione al personale, ma se questa è la motivazione mi è difficile capire con quale criterio sono stati spesi circa 450 mila euro per “abbellire” l’ingresso, la facciata e altro in occasione della visita del Prof. Veronesi, avvenuta qualche mese fa, e non si trovano i fondi per il rinnovo del contratto del personale di un reparto di vitale importanza per i numerosi pazienti che lo frequentano!

E meno male che all’I.E.O. di Milano, alcuni mesi fa mi è stato detto di affidarmi con fiducia all’Ospedale Oncologico di Cagliari in quanto un centro di “eccellenza”. Alla faccia dell’eccellenza se poi chiudono i reparti creando disagi ai pazienti!!! Forse l’eccellenza è riferita esclusivamente a tutte quelle persone che giornalmente si prodigano per la salute dei pazienti.

Faccio appello a tutte le persone che possono intervenire per sbloccare questa situazione.

Lettera firmata

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Posted in: Cagliari, Sardegna