La Chiesa italiana, maestra di egoismo. Non paga l’Ici, bacchetta Fiorello sul profilattico, e si mostra per quello che oggi è: un potente fattore di sottosviluppo

Posted on 7 dicembre 2011

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In tempi di referendum, se qualcuno trovasse il modo di chiedere agli italiani se sono favorevoli all’abolizione della norma che esenta la Chiesa dal pagamento dell’Ici sugli immobili non di culto, beh, penso che farebbe bingo.

Da qualche giorno circola sul web anche un appello da inviare al governo (lo trovate alla fine di questo post), segno che il tema è di enorme attualità.

In tempi di sacrifici, la norma che garantisce alla Chiesa un privilegio del genere è assolutamente insensata. Un autorevole intellettuale cattolico come Alberto Melloni sul Corriere della Sera di qualche mese fa scrisse “L’Ici no , ma qualcosa la Chiesa deve fare“. A leggere l’intervento, in realtà oggi Melloni secondo me direbbe sì anche all’Ici

Chissà se la proposta, oggi avanzata in maniera esplicita mi sembra solo dai Radicali, diventerà oggetto di discussione parlamentare: sarebbe interessante sentire il laicissimo Monti a riguardo.

Peraltro, se la Chiesa facesse un gesto di generosità di questo genere (anche solo simbolico), riconquisterebbe un po’ di credibilità e si schiererebbe veramente dalla parte delle persone che oggi soffrono per colpa della crisi. Invece il cardinal Bertone si limita a dire che “i sacrifici fanno parte della vita”. Ma la mia domanda è questa: visto che tutti devono fare la loro parte, in che modo la Chiesa italiana vuole contribuire al risanamento economico del nostro paese?

Ma la Chiesa italiana è veramente su un altro pianeta. La notizia di oggi è che Famiglia Cristiana si è scagliata contro Fiorello per il suo appello pubblico a favore dell’uso del preservativo nel corso dell’ultima puntata della sua trasmissione andata in onda sulla Rai. L’articolo? Eccolo: “Fiorello, finale di cattivo gusto“.

Per carità, qui non si tratta di impedire a chicchessia di esprimere il proprio parere, Famiglia Cristiana può dire ciò che vuole, ci mancherebbe altro. Ciò che sconcerta è la protervia con la quale il giornale cattolico bacchetta Fiorello, l’arroganza che tradisce un atteggiamento duro a morire e che condanna (dai tempi del referendum sul divorzio) la società italiana a pagare un prezzo altissimo alla modernità. Questo prezzo è l’arretratezza culturale delle gerarchie cattoliche italiane, l’incapacità di mettere in fila i problemi.

Il mantenimento dei privilegi fiscali e la critica scomposta a chi si permette di dire che il profilattico salva dall’Aids sono solo segno del profondo egoismo che pervade la Chiesa cattolica italiana.

E così come Berlusconi ha messo i suoi processi prima dell’interesse pubblico, la Chiesa italiana ha preferito tutelare i finanziamenti alle scuole private, l’oscurantismo sulla legge sul fine vita e la campagna contro il profilattico piuttosto che fare ragionamenti di ampio respiro. Il punto che Berlusconi ha pagato, la Chiesa italiana ancora no. Né idealmente, né materialmente, né culturalmente E non c’è nessuno che gli presenti il conto.

Qui possiamo fare tutte le manovre del mondo, riformare in lungo e in largo le pensioni, tagliare i costi della politica. Ma all’Italia di oggi serve anche un altro approccio ai problemi. Se l’obiettivo è quello di far sì che tutti facciano la loro parte, la Chiesa italiana si sta evidentemente tirando indietro.

E lungi dall’essere adeguata nel suo modo di approcciare i problemi della contemporaneità, si sta manifestando per quella che è ed è stata negli ultimi anni in Italia: un potente fattore di sottosviluppo. Altro che Europa.

***

Se il governo Monti dovesse mantener fede ai buoni propositi esposti nel discorso di insediamento dovrà cercare, innanzitutto, di ridurre la distanza tra coloro che hanno, e che vengono garantiti, e  coloro che, invece, hanno molto poco e sono poco protetti.

Ora si parla di reinserire l’ICI per la prima casa. Ma se andiamo a guardare chi in Italia è il maggior proprietario immobiliare dovremmo constatare che è totalmente esentato dal pagamento dell’ICI. Difatti, lo Stato della chiesa non paga ICI non solo per i luoghi di culto, non solo per le abitazioni del clero, ma anche per tutti gli immobili di proprietà e destinati ad uso commerciale a partire dagli edifici scolastici, alloggi per pellegrini, edifici in affitto a terzi, etc.

Una stima per difetto degli importi che, per quest’ultima tipologia di immobili, non sono stati pagati negli ultimi anni allo stato italiano ammonta a oltre 40 miliardi di euro. Ora sa aggiungiamo i contributi per il sostentamento del clero, quelli per il restauro e la manutenzione delle chiese e degli edifici della chiesa le agevolazioni e le promozioni milionarie alle manifestazioni religiose con tale cifra saremmo vicini al pareggio di bilancio e probabilmente i nostri bond sarebbe più appetibili di quelli francesi. È un dato di fatto che sulle spalle dei contribuenti italiani pesa un secondo stato del tutto improduttivo ai fini del prodotto interno lordo.

Ora, visto il momento particolarmente critico, sembra essere cosa buona e giusta per i conti dello stato italiano chiedere un contributo a chi finora è stato così tanto agevolato e che così tanto sta contribuendo a rendere più critica la situazione dei nostri conti.

PRESIDENTE MONTI, CHIEDA ANCHE ALLO STATO DELLA CHIESA DI ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ E DI CONTRIBUIRE FATTIVAMENTE ALLA SOLUZIONE DELLA CRISI.

Se così non sarà dovremo trovare altri mezzi per sopravvivere ad una pressione fiscale già oggi eccessivamente pesante. Ad esempio, potremmo aggiungere un’immagine sacra in casa e modificare i nostri campanelli di modo che riproducano il suono delle campane: in questo modo potremo richiede di equiparare le nostre case a luoghi di culto esenti da ICI.

PER FAR SENTIRE LA VOSTRA VOCE POTERE INOLTRARE QUESTO APPELLO ALLA MAIL SEGRETERIAUSG@GOVERNO.IT <mailto:segreteriausg@governo.it>

Se ogni persona che riceve questa mail la invia a 10 nuovi indirizzi, in 8 passi saranno informate 100 milioni di persone *  <mailto:segreteriausg@governo.it>

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Posted in: Cultura, Politica