Sardi! Se vi vergognate di Cappellacci, è perché non avete mai visto questo video del presidente della Lombardia Formigoni! (e andate subito al minuto 4 e 42…)

Posted on 21 dicembre 2011

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Gli esperti di comunicazione hanno tutta la mia stima e la mia invidia. Soprattutto quando riescono a infinocchiare i politici e a farsi pagare un sacco di soldi per prodotti inutili, se non dannosi . Il video che qualche genio del male ha prodotto per il governatore della Lombardia Formigoni è meraviglioso. Sembra finto da quanto è inverosimile. Ma ha anche una sua utilità.

Intanto ci dimostra per l’ennesima volta la distanza dei politici dalla vita reale. Formigoni non si accontenta di simulare una normalità (Berlusconi in questo è sempre stato un maestro) ma pretende di entrare direttamente in un mondo costruito sui modelli della pubblicità da una parte, e del mondo Mtv dall’altra. Il risultato è penosamente grandioso.

Qualcuno avrebbe dovuto dire a Formigoni che il tempo dei fuochi d’artificio è finito, e che dalla politica ora ci si attende credibilità e fiducia. E lui invece che fa? Si mette a sculettare. Un genio.

Ma in fondo l’obiettivo dei nostri politici è sempre e solo quello di far coincidere politica e comunicazione, per cui secondo loro basta fare una buona comunicazione per essere dei bravi politici. Ma è come se in un ristorante la simpatia e la parlantina dei camerieri contasse più della bravura del cuoco.

Anche il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, ormai orfano di Berlusconi (e dunque senza alcuna legittimazione politica), con l’obiettivo di salvare il salvabile ha imboccato la strada lastricata di buone intenzioni comunicative. Presto inaugurerà una web tv, dialoga attraverso facebook, twitta che è una bellezza. Ma per dire cosa?

E anche lui è caduto nella trappola del “Piano di comunicazione“. Perché quando un politico è in crisi, “è perché non sa comunicare” (per inciso, lo si diceva anche per Renato Soru, uno che la comunicazione con Tiscali l’ha gestita a livello mondiale! Ma riconoscere che la sua politica era per certi aspetti inefficace rischiava di essere una bestemmia in chiesa, e quindi era meglio far credere che la colpa era della “comunicazione”).

Ciò che molti politici chiedono al piano di comunicazione è solamente quello di  enfatizzare l’attività svolta. E infatti c’è scritto chiaramente anche nel piano commissionato da Cappellacci:

La Regione Sardegna ha il doppio obiettivo di:
– presentare l’azione di Governo nel suo insieme, facendo rilevare come vi sia un disegno complessivo dietro alle diverse azioni degli Assessorati;
– far emergere come vi sia un obiettivo politico di fondo per tutta la legislatura, conseguente di una forte elaborazione strategica ed operativa.

E’ evidente che non esiste nessun “disegno complessivo dietro alle diverse azioni degli Assessorati” della giunta Cappellacci, né tantomeno esiste “un obiettivo politico di fondo per tutta la legislatura, conseguente di una forte elaborazione strategica ed operativa”.

Ma proprio a questo servono Piani di Comunicazione: non solo a far credere che ai cittadini che il politico ha un piano, ma soprattutto a convincere il politico stesso che quel “disegno complessivo” esiste veramente. Gli esperti di comunicazione infiocchettano quattro banalità e fanno credere ai politici che loro sono dei bravi politici. Infatti hanno anche un piano di comunicazione! D’altra parte, non è forse vero che il Barone di Münchausen si tirò fuori dalle sabbie mobili sollevandosi per il codino? Quindi anche Cappellacci, se ha un Piano di Comunicazione, vuol dire che ha qualcosa da comunicare. E quindi è un politico!

In questo gioco di fraintendimenti, di ambiguità e di parole vuote, i politici credono di essere veramente dei politici e gli esperti di comunicazione fanno un sacco di soldi assemblando maldestramente dati e banalità, roba che nemmeno uno studente del primo anno di un qualsiasi corso di Scienze della Comunicazione avrebbe il coraggio di fare.

Gli esperti di comunicazione, dei miti. Quanto vorrei essere come loro!

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