Tanti auguri a tutti per un buon 2012. E tanti auguri anche a me, che dal 1° gennaio non sono più il direttore di Radio Press

Posted on 31 dicembre 2011

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Tanti auguri a tutti, cari amici del blog. Buon 2012, vi auguro tutte le cose più belle. Ci lasciamo alle spalle un anno intenso. Ci siamo liberati di Berlusconi ed è arrivato Monti, a Cagliari si è chiusa l’era del centrodestra ed è arrivato Massimo Zedda. Cappellacci invece, è sempre lì.

Certo, parliamo di politica, della “cosa pubblica”, un argomento che ci unisce e che ci porta a discutere con passione. Ma è la sfera personale quella che conta di più e di cui non parliamo mai. Per pudore, certo. E allora vi confesso che mi manca tanto il mio amico Paolo. Spesso quando sono in giro per Cagliari penso “Ecco, ora Paolo sarebbe stato qui”. Invece non c’è più.

In una delle nostre lunghe sere in radio, passate a parlare di politica, di calcio e di musica, gli avrei confidato i miei progetti. E lui avrebbe capito (perché capiva sempre, Paolo).

Non ci sono “uomini per tutte le stagioni”, persone che vanno bene sempre in qualunque occasione. I cicli si aprono e si chiudono, e bisogna avere la lucidità di capirlo. Per questo cari amici, ho deciso di dimettermi dall’incarico di Direttore di Radio Press. Continuerò a condurre Buongiorno Cagliari e Mediterradio e a collaborare con l’emittente che ho contribuito a fondare nel lontano 1995 e che ho guidato negli ultimi cinque anni e mezzo.

Io nella vita ho deciso di fare il giornalista. È una professione che ha tanti nemici: il più insidioso è la routine. Infatti in vent’anni di giornalismo ho fatto tante cose, ho cambiato spesso lavoro. Mi rendo conto che oggi lasciare un contratto a tempo indeterminato può sembrare una follia. Ma era anche una follia lasciare la Regione nel 2006 con altri tre anni di contratto da addetto stampa all’assessorato alla Sanità per tornare in una radio allora allo sbando e scommettere che si sarebbe aperta una stagione straordinaria. Senza quella mia scelta non ci sarebbe stata un’emittente di informazione unica in Italia. Ma ora è venuto per me il momento di fare cose nuove.

Sono stati anni bellissimi ed esaltanti. Ho avuto tutto quello che un giornalista chiamato a dirigere un gruppo può desiderare di avere: un editore capace di lasciare i giornalisti liberi di dare tutte le notizie che vogliono (e chi ha ascoltato Radio Press se ne è accorto) e pronto a difendermi quando magari la politica alzava la cornetta per lamentarsi di qualche commento giudicato inappropriato. Grazie Alessandro, di cuore. Se esiste Buongiorno Cagliari è perché io ho avuto l’idea, Elio Arthemalle è un genio e tu ci hai lasciati liberi.

Poi ho avuto dei colleghi fantastici. Appassionati, innamorati del loro lavoro. Persone straordinarie perché persone perbene. Lavorare con Paola, Alberto, Nicola, Cristiano, e poi ancora con Giovanni, Monica, Lorenzo e Bruno è stato un piacere e un onore vero. Sono orgoglioso di avere condiviso con loro dei momenti di giornalismo vero.

Ma la radio è fatta di mille persone. I tecnici (mio fratello Claudio, Cristiano e Michele) sempre generosi. I tanti ragazzi che da tirocinanti o semplici collaboratori grazie alla radio si sono avvicinati al giornalismo. I programmisti: decine e decine di persone con le quali abbiamo condiviso un progetto. E poi Geo e, più recentemente, Erika, con le quali ho condiviso una gestione amministrativa. Grazie a tutti.

Ci sono stati dei momenti in questi cinque anni e mezzo in cui Radio Press era un gruppo di cinquanta persone che lavoravano tutte ad uno stesso progetto. Ed è stato meraviglioso.

Quando sei anni fa abbiamo preso in mano la radio in una sorta di autogestione non sapevamo che cosa sarebbe successo. Io però sapevo che c’erano le possibilità di scrivere una pagina importante per noi e per l’informazione a Cagliari. Sono felice di avere avuto ragione. Radio Press oggi è una voce indipendente e credibile, un luogo di libertà Ho fatto tante cose nella mia vita, credetemi: ma Radio Press è il mio più grande orgoglio.

E penso di avere ragione anche ora nel lasciare spazio ad altri. Paola Pilia sarà il nuovo direttore e vedrete che darà alla radio quella sferzata che occorre per fare un nuovo salto di qualità. Con lei ci sarà Nicola Muscas, e sarà una coppia che continuerà a fare di Radio Press una radio libera così come lo è stata in tutti questi anni.

Io continuerò a condurre Buongiorno Cagliari e Mediterradio. Bisogna mettersi in gioco per crescere e migliorare. Io voglio fare il giornalista. Dovrò farlo ora in maniera diversa e nuova per me. Ma ho voglia di crescere e di imparare cose nuove. Ho anche l’età giusta per permettermi il gusto di ricominciare, un’altra volta.

La mia vita è cambiata in questi anni, profondamente. E da questo rinnovamento non poteva essere escluso il mio lavoro. Io voglio fare il giornalista. Ancora oggi, quando qualcuno mi chiede che cosa voglio dalla vita, io continuo a dire che “voglio fare il giornalista”. “E perché, non lo fai già?”, mi rispondono. Sì, ma io lo vorrei fare sempre meglio, in maniera nuova e ancora più coinvolgente. Poi mi piacerebbe riprendere a scrivere spettacoli teatrali, a organizzare eventi culturali, vorrei scrivere libri (non romanzi, per carità!). Mi piacerebbe sperimentare con questo blog un modo per me diverso di proporre le notizie.

Ecco perché ho deciso di dimettermi: per consentire alla radio di aprire una pagina nuova della sua storia e a me di mettermi alla prova. Poi, prendetemi pure per matto. Ma io sono fatto così. E il mio amico Paolo mi avrebbe capito e mi avrebbe detto: “E’ la cosa giusta Vito, non avere paura”.

Buon 2012 a tutti, cari amici del blog.

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