Secondo voi c’è crisi? Macchè! “Sardegna, cresce l’occupazione”: il magico mondo del Centro Studi Unione Sarda

Posted on 6 gennaio 2012

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Ultimi giorni di ferie, di vita normale. Sveglia ad orari umani, colazione a casa, giornali letti con rilassatezza. Seguo il mio solito ordine: prima Sardegna Quotidiano. Apertura: “L’ultimatum. Sindacati duri: Risposte anti-crisi o il voto”. La situazione economica in Sardegna sta evidentemente degenerando. Pagina 2: “I sindacati ancora compatti: risposte o subito voto”.

Passo a Sardegna 24. Apertura sulla questione morale, poi l’alt di Cappellacci alla centrale Sorgenia. In alto, “Nuovo allarme dei sindacati: c’è alta tensione”. Vado a pagina 8: “Il 2011? Il peggio comincia proprio ora”. E ancora: “Nuovo allarme di Cgil, Cisl e Uil: la tensione sociale è incontrollabile, l’isola è alla disperazione, pronti a un’altra grande mobilitazione. Seguono i dati: 1102 aziende in crisi, 15 mila lavoratori dipendenti con ammortizzatori sociali, un tasso di disoccupazione al 13 per cento, 350 mila persone sotto la soglia di povertà, 100 mila persone che usufruiscono degli ammortizzatori sociali, l’85 per cento delle pensioni erogate dall’Inps sono sotto i mille euro, 10 mila posti di lavoro per si in tre anni dall’industria.

La Nuova Sardegna: l’apertura è su un fatto di cronaca, poi di spalla: “Nell’isola oltre 1000 aziende in crisi: persi in un anno 7600 posti. Cgil, Cisl e Uil, la Sardegna affonda”. L’intera pagina tre è dedicata all’argomento: “Così l’economia sarda affonda. Tutti i settori in calo, non si costruiscono alternative”. E ancora: “Giunta incapace, subito il voto”.

Dulcis in fundo, l’Unione Sarda. Apertura di prima pagina, il titolone insomma: “Occupazione in aumento”. Ah sì? E dove? “I dati Istat danno la Sardegna in controtendenza”. Cess! “Nel terzo trimestre 2011 lavoro in crescita. I sindacati contro la Regione”.

Una domanda sorge spontanea allo sprovveduto lettore: perché i sindacati sono contro la Regione se l’occupazione è in aumento? Che cattivi questi sindacati!

A pagina due Cgil, Cisl e Uil strillano: “Il baratro è vicino”, ma Cappellacci replica rassicurante: “Indicatori migliorati, ora il dialogo”.

Ma quali sono questi indicatori migliorati? Pagina tre: “Sardegna, cresce l’occupazione. Per l’Istat oltre 22 mila addetti in più in un anno. Secondo il giornalista “il quadro è più che positivo”. Continuo a leggere, incredulo: “Per una volta la Sardegna si muove in controtentenza rispetto al dato nazionale e fa rilevare numeri assolutamente positivi, come spiega il Centro Studi Unione Sarda, che ha rielaborato i dati Istat”.

Fermi tutti! I dati Istat sono stati “rielaborati” dal Centro Studi Unione Sarda? Ah, ora ho capito. Ecco da dove nasce la notizia: dalla “rielaborazione” fatta dal Centro Studi Unione Sarda! E vuoi che l’Unione Sarda non ne approfitti! C’ha lo scoop in casa e se lo lascia scappare?

E infatti, sempre a pagina tre, un titolo rassicurante: “Cassa integrazione dimezzata”. Certo; però, come spiega il sindacalista, “la crisi del sistema industriale si è consumata e ormai non ci sono più le opportunità di accedere a questa forma di sostentamento”.

Inebriati da tanta conoscenza, non ci resta che goderci il commento. Titolo: “Agricoltura e costruzioni fanno meglio dell’industria”. L’attacco è, come si suol dire, di una sincerità disarmante: “Il mondo del lavoro cambia pelle in Sardegna almeno a leggere i dati rielaborati dal Centro Studi L’Unione Sarda”. In effetti, a leggere gli altri giornali la realtà è decisamente un’altra. “Ciò che colpisce è è il marcato incremento dell’occupazione femminile”, dice l’esperto. Un “dato incontrovertibile, che fa ben sperare per il futuro anche se per esultare si dovrà attendere il dato annuale”. Sì, forse è meglio aspettare, non si sa mai che poi esultiamo adesso e facciamo una figuraccia.

Comunque, meno male che c’è il Centro Studi Unione Sarda a darci un quadro scientifico della situazione, altrimenti eravamo veramente messi male, costretti a brancolare nel buio dell’ignoranza e della cattiva informazione. E io che credevo che in Sardegna c’era la crisi e la disoccupazione! Che poi l’esperto in questione sia anche il marito di una asssora della Giunta Cappellacci, ovviamente non influisce sulla notizia e non può, al contrario, che rassicurarci.

Ah, dimenticavo: il centro studi Unione Sarda non c’entra niente. Il dato della crescita dell’occupazione è stato pubblicato nell’ultimo numero di Congiuntura Lavoro Sardegna, pubblicazione trimestrale edita dall’Agenzia regionale per il Lavoro. Il comunicato stampa è arrivato stamattina. Ma evidentemente quelle volpi dell’Unione lo hanno scovato prima. E lo hanno contrapposto alla denuncia dei sindacati. Geniali.

***

Cagliari, 6 gennaio 2012 – Nel terzo trimestre 2011 (luglio, agosto e settembre) l’occupazione in Sardegna è cresciuta di 22mila unità, portandosi quasi ai livelli pre-crisi, vale a dire quelli registrati nel terzo trimestre 2008 (619mila).

E’ questo il dato saliente che si legge nell’ultimo numero di Congiuntura Lavoro Sardegna, pubblicazione trimestrale edita dall’Agenzia regionale per il Lavoro,

Nel terzo trimestre 2011 – spiega il periodico che analizza ogni tre mesi i dati del mercato del lavoro dell’Isola sulla base di dati di fonte statistica e amministrativa – l’indagine dell’ISTAT ha evidenziato un importante incremento dell’occupazione, sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto allo stesso periodo del 2010.

Più dettagliatamente, gli occupati rilevati dall’Istat nel terzo trimestre 2011 si sono attestati sulle 615mila unità, portandosi su livelli superiori rispetto al 2009 (599mila) e al 2010 (593mila). Questo miglioramento è dovuto soprattutto alla domanda turistica che ha visto far crescere gli occupati nel settore degli alberghi e ristoranti di 25mila unità. Nel periodo compreso fra luglio e settembre risultano essere quindi migliorati tutti gli indicatori del mercato del lavoro, vale a dire il tasso di disoccupazione, passato dal 13% del secondo trimestre 2001 all’11,2% del terzo; il tasso di occupazione passato dal 52,1% al 53,3% e il tasso di attività, passato dal 60,0% al 60,1%.

Inoltre – evidenzia Congiuntura Lavoro – la Sardegna, nel confronto con le altre regioni italiane si contraddistingue per una maggiore vocazione turistica, in quanto il tasso di disoccupazione nel periodo estivo è migliorato portandosi al di sopra della media del Mezzogiorno, meglio di quanto riescano a fare invece, regioni come, ad esempio, la Puglia e la Basilicata.


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