Cagliari non è leghista! Per il venditore di rose bengalese raccolti quasi 2000 euro! Animur: “Grazie a tutti”

Posted on 7 gennaio 2012

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I responsabili dell’associazione Il Raglio erano sicuri: “Dentro ci sono almeno cinquecento euro”. Invece nello scatolone utilizzato per raccogliere le offerte a favore di Animur Islam i cagliaritani hanno lasciato la bellezza di 1811 euro (e 40 centesimi), raccolti in appena mezza giornata. Serviranno al venditore bengalese per aiutare la sua famiglia nei prossimi mesi nei quali sarà costretto all’immobilità a causa dell’aggressione subita martedì notte in piazzetta Savoia. Un balordo ubriaco (già identificato) gli ha infatti fratturato seriamente una gamba e il giovane venditore di rose rischia di non poter lavorare per un po’ di tempo.

Per questo è partita subito la mobilitazione dell’associazione Il Raglio. All’appello (grazie anche a questo blog e ai numerosissimi rilanci su Facebook) hanno risposto in tantissimi, che ieri si sono recati in piazza San Cosimo dove, nel banchetto messo a disposizione dall’Anpi di Cagliari (nell’ambito della manifestazione “La Piazza della Solidarietà”), l’associazione ha raccolto i fondi.

Questo pomeriggio la cifra è stata consegnata ad Animur. All’Ospedale Marino c’erano il presidente del Raglio Salvatore Bandinu, il presidente dell’Anpi di Cagliari Antonello Murgia, e l’assessore comunale alle politiche sociali Susanna Orrù.

Inutile raccontarvi la sorpresa del giovane bengalese che si è visto letteralmente rovesciare addosso le banconote tirate fuori dallo scatolone! È a Cagliari da due anni ma ancora non parla molto bene l’italiano. È ancora molto scosso da quanto è successo. La frattura è seria e il periodo di riabilitazione rischia di essere lungo. È chiaro che i soldi raccolti serviranno alla sua famiglia a poter vivere serenamente nei prossimi mesi. Animur ha ringraziato tutti, e attraverso questo blog io vi giro il suo pensiero.

Quanto avvenuto ha dello straordinario ma dovremmo anche smettere di stupirci. Cagliari è una città civile, dove i sentimenti di solidarietà nei confronti dei più deboli sono forti e radicati.

Ora però è necessario che questa disponibilità venga sostenuta e si trasformi in qualcosa di ancora più strutturato. Ci sono tutte le condizioni perché la nuova amministrazione comunale di centrosinistra attivi delle politiche di integrazione e faccia di Cagliari un laboratorio a livello nazionale.

Tante associazioni lavorano a favore degli immigrati, ma ora si può fare di più. Penso ad esempio, alla possibilità di creare un centro sociale in cui far confluire le attività e scambiare esperienze. Ci sono senegalesi, filippini, bengalesi, ci sono le donne dell’est europeo, che arricchiscono la città. L’integrazione deve essere qualcosa di continuo e di visibile. La città deve puntare su questo forte senso di solidarietà e di condivisione che si sta esprimendo in maniera sempre più evidente (vi ricordate la mobilitazione a favore dei giovani tunisini provenienti da Lampedusa? Eccezionale).

La mobilitazione a favore di Animur deve spingere i nostri amministratori a non avere paura. Cagliari non è leghista, grazie a dio. Cagliari è una città civile. Ed è bello, in giorni come questo, essere cagliaritani.

 

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Posted in: Cagliari, Sardegna