“Madonna di Bonaria, salvaci dal cemento!”. L’invocazione, con tanto di ex voto, di cinque artisti cagliaritani. Inizia Pia Valentinis!

Posted on 11 gennaio 2012

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La mobilitazione in campagna elettorale era stata forte e partecipata. Davanti alla Basilica di Bonaria, a Cagliari, c’è ancora uno spazio scampato al cemento che in tanti hanno chiesto di salvaguardare e trasformare in area verde attrezzata. Anche Massimo Zedda, allora in campagna elettorale, aveva preso un solenne impegno. Poi però da sindaco ha ammesso di non poter far niente e che bloccare i progetti edilizi avviato dalla precedente amministrazione Floris sarebbe stato troppo oneroso per le casse comunali.
Ieri in consiglio comunale la maggioranza di centrosinistra ha dato il via libera al progetto edilizio, tra i mugugni di qualche consigliere fedele a Zedda e lo sconcerto del comitato di cittadini, guidato dal regista Enrico Pau.
Tutto sembra compiuto, ma la protesta non si ferma. Un gruppo di artisti, con un appello ora si rivolge provocatoriamente alla Madonna di Bonaria perché fermi il cemento. Una richiesta seria, con tanto di ex voto. “Sperando che là dove gli umani non hanno potuto, o voluto, intervenire lo possa fare Bonaria con la sua grazia”.

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Noi semplici cittadini, profondamente innamorati di Cagliari, dopo aver chiesto, senza avere risposte, alla politica e ai suoi rappresentanti, di provare a salvare lo spazio verde davanti alla Basilica di Bonaria, di farlo senza ledere i diritti legittimi dei proprietari, di trovare ogni forma possibile per restituire al quartiere e alla vita sociale l’ultimo spazio libero rimasto, dove presto potrebbe sorgere un palazzo, ora ci rivolgiamo direttamente a Bonaria.

Per farlo abbiamo chiesto ad alcuni importanti artisti cagliaritani, Pia Valentinis, Eva Rasano, Igort, Federico Carta-Crisa, Otto Gabos, di creare degli ex voto per “grazia futura”, sperando che là dove gli umani non hanno potuto, o voluto, intervenire lo possa fare Bonaria con la sua grazia.

Il nostro intento rivolgendoci umilmente a Bonaria è quello di parlare direttamente al cuore della città, chiedendo aiuto a una delle sue icone, senza intenti blasfemi, nel rispetto assoluto del mito religioso, della passione che la sua storia e la sua leggenda suscitano nei cittadini e nei fedeli.

È per rispetto a tutto questo che riteniamo inopportuno costruire un palazzo a pochi passi dal sagrato, in un luogo insieme sacro e carico di storia.

Le icone verranno infine regalate al museo della Basilica di Bonaria a perenne testimonianza dell’amore di questi cittadini per i loro simboli e per la loro città e della bravura dei nostri artisti.

Il comitato per la salvaguardia del colle di Bonaria, la società civile, i semplici cittadini

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