Sardegna Uno salva in corner, Sardegna 24 ad un passo dal baratro. Ma che razza di editori abbiamo in Sardegna?

Posted on 26 gennaio 2012

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Una calda e una fredda. Anzi no: una tiepida e una freddissima. Non è un bel periodo per l’editoria sarda. Non abbiamo fatto a tempo a gioire per i mancati licenziamenti a Sardegna Uno che ci arriva la notizia della sempre più grave crisi di Sardegna 24.

Ad assumersi l’onore e l’onere di scoperchiare il pentolone è il sito Area 89, che oggi ha postato un articolo dal titolo poco rassicurante: “Sardegna 24 ad un passo dalla chiusura”.

A dire il vero, l’articolo racconta ciò che gli addetti ai lavori sanno già da qualche giorno. Con due particolari inediti. Il primo è che il destino del quotidiano “si chiarirà il 27 gennaio, quando una riunione del Cda deciderà se proseguire l’attività o se mettere in liquidazione il giornale. Ipotesi, la seconda, molto probabile, vista la mancanza di risorse finanziarie, i debiti accumulati e il deludente andamento delle vendite”.

L’altra notizia è che “l’amministratore unico Giancarlo Muscas ha rassegnato le dimissioni da circa due settimane”. Insomma, Sardegna 24 sarebbe allo sbando e anche nei guai seri. Sempre secondo Area 89, “il direttore-editore Giovanni Maria Bellu ritiene infatti nullo l’accordo che gli aveva permesso di rilevare le quote di maggioranza del giornale dai vecchi proprietari, questi ultimi tutti riconducibili all’area Soru. Circa duecentomila euro di debiti sarebbero rimasti nascosti al momento della firma dell’accordo, un rosso emerso solo nelle ultime settimane e che, per Bellu, cancella quanto pattuito due mesi fa”.

Insomma, la situazione è disperata. Area 89 si chiede come sia stato possibile arrivare a questo punto, tenuto conto che il giornale è in edicola da appena sette mesi. L’argomento, benché sgradevole, non può essere evitato.

In attesa degli ulteriori sviluppi attesi dalla riunione di domani, una cosa però secondo me si può dire subito. Ma che razza di imprenditori pensano di inventarsi editori se non sono in grado di garantire almeno un anno di vita al proprio giornale? Com’è possibile che abbiano buttato allo sbaraglio un manipolo di giornalisti senza avere un mano un piano credibile e soprattutto abbandonando la nave alle prime difficoltà?

Io non ho ricordo di un giornale che nasce con tante aspettative e dopo appena sei mesi è sull’orlo del baratro. Ma cosa avevano in testa gli imprenditori che hanno dato vita al progetto? Che idea si erano fatti del mercato editoriale? Il loro è stato un atteggiamento semplicemente irresponsabile.

Quello del direttore Bellu di acquisire le quote è stato poi un tentativo azzardato di inventarsi editore, un atto di generosità che al momento non sembra essere ripagato né dalle vendite né dagli eventi.

A Sardegna Uno invece si tira un sospiro di sollievo. Dopo una mobilitazione durissima, l’editore Giorgio Mazzella si è dovuto rimangiare il licenziamento di quattro giornalisti e ha accettato di sottoscrivere i contratti di solidarietà. La soluzione è stata dunque quella prospettata da subito dalla redazione, prima che Mazzella tentasse di agire fuori da ogni regola: prima annunciando l’allontanamento di quattro giornalisti su undici, poi tentando di trasferirli in sedi periferiche aperte ad hoc (Sassari, Nuoro e Olbia; il quarto probabilmente sarebbe finito a Palau o a Caprera, chissà). La redazione a questo punto si è ospposta in maniera compatta, e Mazzella (già provato da uno sputtanamento mediatico impietoso) ha dovuto capitolare.

Il comunicato con cui annuncia l’accordo è meraviglioso:

Ci tengo a precisare che ho percorso tutte le strade alternative prima di arrivare con profondo rammarico, alla scelta di dover applicare, per la prima volta il contratto di solidarietà”.

Infatti una delle strade alternative era appunto il licenziamento! Grande Mazzella!

Ora tecnici e redattori guadagneranno il 30 per cento in meno. Alla faccia della retorica sulla casta dei giornalisti! E segno che il problema per Mazzella non era economico.

Una cosa è certa: i lavoratori di Sardegna Uno hanno dato prova di responsabilità. Ora tocca all’imprenditore dotare l’emittente di un piano industriale ed editoriale credibile. Altrimenti fra un anno la situazione si riproporrà in tutta la sua drammaticità.

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VERTENZA SARDEGNA UNO: COMUNICATO DEI SINDACATI

Revocati i quattro licenziamenti e firmato l’accordo per il contratto di solidarietà a Sardegna 1. Scongiurata la soluzione traumatica voluta dall’editore, giornalisti, tecnici e impiegati si faranno carico della crisi dell’emittente. L’accordo è stato sottoscritto ieri dall’Associazione della stampa sarda, SLC CGIL e Uilcom Uil, con l’editore Giorgio Mazzella al termine di una lunga e difficile trattativa alla quale hanno partecipato anche il segretario nazionale della Fnsi Franco Siddi e il segretario regionale della CGIL, Enzo Costa. Le organizzazioni sindacali ritengono di aver salvato l’emittente dal pericolo di un graduale smantellamento, mettendola in condizione di riorganizzarsi e rilanciarsi nel panorama dell’informazione regionale e di continuare a garantire occupazione e pluralismo nell’informazione televisiva in Sardegna. Tutti i dipendenti rinunceranno a  parte del proprio stipendio per consentire all’Azienda di recuperare le risorse necessarie. Un concreto esempio di solidarietà per guardare al futuro con rinnovata speranza. Spetta ora all’editore il compito di mettere in campo tutte le azioni destinate alla ripresa. I sindacati ritengono tuttavia che sia indispensabile anche un rinnovato impegno delle istituzioni per garantire la sopravvivenza del settore, in accertato stato di crisi, con interventi concreti e trasparenti nell’ambito delle politiche attive per il lavoro. Appare non più rinviabile inoltre una nuova legge regionale sull’editoria in grado di rispondere ai problemi posti dalla crisi economica a garanzia del diritto dei sardi ad essere informati in un ambito di reale pluralismo.   

Cagliari, 25 gennaio 2012

VERTENZA SARDEGNA UNO: COMUNICATO DEI LAVORATORI

Amministrativi, tecnici e giornalisti di Sardegna 1 hanno raggiunto l’accordo con l’editore, Giorgio Mazzella, per avviare il percorso che porta all’applicazione all’interno dell’azienda del contratto di solidarietà.
Preso atto della crisi economica generale e delle difficoltà create dall’avvento del digitale terrestre, i dipendenti condividono la sfida dell’editore per il rilancio dell’attività. Si è assieme deciso di scegliere una strada che consenta di superare il difficile momento e permetta a tutti di conservare il posto, senza incidere sulla qualità del lavoro. L’idea è quella che tutti assieme, lavorando nella stessa direzione con rinnovato impegno, si possano raggiungere risultati positivi.
Apprezziamo in tal senso la scelta della proprietà di non depotenziare la redazione centrale e di proporre un piano di rilancio dell’emittente. Questo percorso viene ritenuto fondamentale dai dipendenti per dare all’azienda la possibilità di mantenere gli stessi livelli di qualità offerti sino ad oggi e di essere pronta con lo stesso organico e le stesse potenzialità ad affrontare le sfide del mercato editoriale.
Un risultato raggiunto grazie allo sforzo dell’editore Giorgio Mazzella e al contributo di CGIL, UIL, ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA SARDA e FNSI nella gestione della vertenza. Dal confronto l’emittente esce più solida, rafforzata dalla consapevolezza che solo con l’apporto di tutte le sue componenti si può vincere la sfida.
Si ringrazia, infine, l’opinione pubblica per l’attenzione riservata alla nostra emittente.

VERTENZA SARDEGNA UNO: COMUNICATO DELL’EDITORE GIORGIO MAZZELLA

Ho letto con grande piacere la lettera scritta da tutti i giornalisti , gli amministrativi, ed i tecnici di Sardegna 1 e vi ringrazio per la fiducia che mi avete dimostrato nell’accogliere la sfida che consentirà di avviare insieme un percorso strutturato per il rilancio della “nostra” azienda televisiva.
Ci tengo a precisare che ho percorso tutte le strade alternative prima di arrivare con profondo rammarico, alla scelta di dover applicare, per la prima volta il contratto di solidarietà.
So che i tagli sono sempre impopolari e comprendo il grande sacrificio che la strada che abbiamo scelto di percorrere comporta per tutti i dipendenti di Sardegna1, ma so con certezza che è l’unica che consentirà all’azienda, con la collaborazione di tutti voi, di superare il difficile momento di crisi che stiamo attraversando, garantendo la continuità aziendale e i livelli occupazionali, senza compromettere il livello della qualità dei servizi offerti.
La storia ci insegna che ogni periodo di crisi rappresenta un’opportunità di migliorarsi, di superare i propri limiti, di ottimizzare l’efficienza, di trovare strade alternative e nuove strategie e sono certo che se saremo capaci di lavorare insieme, ragionando con una logica di sistema, lo sforzo e l’impegno di ogni singolo individuo darà un contributo attivo al successo della nostra impresa e ci consentirà di essere pronti ad affrontare con successo le sfide del nuovo mercato editoriale.
Credo infatti che oggi come non mai, per la ripresa economica del nostro paese , sia necessaria una forte collaborazione tra imprese, dipendenti, organizzazioni sindacali, governi e società civile per far fronte alla complessità della crisi in un processo di globalizzazione come quello che stiamo vivendo e tutti gli attori in causa devono fare le loro parte perché il processo di crescita non si fermi.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti i dipendenti, l’ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA SARDA, la FNSI, la CGIL, e la UIL, per l’impegno dimostrato nel cercare soluzioni costruttive e condivise in questa dolorosa ma necessaria ristrutturazione aziendale.

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