Gazzosa romana per Ugo “Ikea” Cappellacci: “Con Monti apriamo due tavoli!”. Finisce nel nulla l’atteso vertice con il governo. Non ci credete? Ecco il video!

Posted on 2 febbraio 2012

6


Come lo vogliamo definire? Un incontro inutile? Inconcludente? Un flop? Il vertice romano tenutosi questo pomeriggio tra la delegazione sarda guidata dal presidente della Regione Ugo Cappellacci, e quella governativa capeggiata nientemeno che dal presidente del Consiglio Mario Monti, si è concluso con un solenne brindisi a base di gazzosa. Gazzosa purissima, però. Roba di classe che circola solo nelle migliori cantine della capitale.

Perché il risultato del vertice tanto atteso è (tenetevi forte) nientemeno che… l’apertura di due tavoli riguardanti i vari problemi sul tappeto! Cioè, boh, capito?? Come tutti i sardi, Cappellacci è andato a Roma e ha fatto un salto da Ikea e torna in Sardegna nientemeno che due tavoli! Come se della vertenza entrate, dei trasporti marittimi, di Equitalia e dei fondi Fas il governo non ne sapesse già abbastanza per poter dare quantomeno una prima risposta. Invece no. La delegazione sarda ha parlato, quella romana ha ascoltato e ha detto: “Ok ragazzi, di tutte queste cose ne riparliamo prossimamente. Tutti d’accordo?”.

Per rendersi conto dell’inconsistenza del risultato ottenuto oggi dalla Sardegna guardatevi il video della conferenza stampa finale, protagonisti il presidente Cappellacci e il sottosegretario alla Presidenza, Catricalà. Un quarto d’ora di aria fritta, segno che il vertice non ha portato a nulla se non a generici impegni.

Che dire? Il presidente Cappellacci incassa comunque la sua effimera vittoria politica. Allunga la vita del suo esecutivo e soprattutto coinvolge l’opposizione in una tattica di brevissimo respiro, impedendo al centrosinistra di continuare a denunciare l’inconsistenza di questa giunta regionale. E ha ragione il portavoce del Presidente Cappellacci a rinfacciare al capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, il silenzio davanti a Monti, a fronte di dichiarazioni di fuoco rilasciate al termine del vertice.

La verità è che non bastano mille vertici con il presidente del Consiglio per colmare l’inconsistenza del centrodestra sardo che disgraziatamente governa la Regione da due anni e mezzo, e la confusione del centrosinistra isolano.

L’isola sconta la pochezza di Cappellacci, la sua subalternità a Berlusconi nei primi tragici anni di questa legislatura. Perché il vertice di oggi avrebbe dovuto tenersi qualche anno fa, quando realmente si poteva avviare un confronto politico serio, quando le dimissioni di Cappellacci dal Pdl potevano essere un’arma potente e non quella farsa che si è dimostrata essere, quando i parlamentari sardi di centrodestra potevano far cadere il governo Berlusconi e non ora che non contano assolutamente nulla.

Ora ci si dovrà accontentare dell’attivazione di tavoli tecnici, cioè lo smembramento della Vertenza Sardegna in una serie di partite singole dove la Regione verrà imbrigliata dai funzionari ministeriali che porteranno per le lunghe la soluzione di ogni singolo problema. Leggete cosa ha scritto oggi Paolo Maninchedda sul suo blog riguardo la vertenza entrate e vi renderete conto che i tavoli tecnici sono peggio delle paludi vietnamite se prima non c’è un chiaro impegno da parte del Governo in grado di orientare la valutazione dei funzionari.

La delegazione sarda doveva affrontare politicamente il tema della crisi, non ridurlo ad una sommatoria di vertenze, doveva portare a casa qualcosa di più della promessa generica ad affrontare i problemi dell’isola. Serviva invece l’impegno (tutto politico) che i problemi della Sardegna sarebbero stati risolti. L’impegno non è arrivato.

D’altra parte, chi sono i parlamentari sardi in grado di influenzare il governo e più in generale di contare qualcosa sul piano nazionale? Pisanu? Cicu e Pili che sulla vertenza Alcoa presentano al parlamento due documenti contrapposti? Antonello Soro? Chi?

Con il vertice di oggi è stato toccato il fondo. Il quadro politico sardo è ancora più confuso, l’orizzonte ancora più incerto. Un modo per uscirne c’è: sono le elezioni. E vedrete che davanti allo stallo in cui Cappellacci ha condotto la Sardegna, nel vicolo cieco di un confronto improduttivo con il Governo nazionale, gli alleati del Pdl supereranno le ultime esitazioni e, dopo la tornata amministrativa della prossima primavera che segnerà una nuova batosta per il centrodestra, manderanno a casa Cappellacci. Scommettiamo?

***

VERTICE COL GOVERNO, IL COMUNICATO STAMPA DEL PRESIDENTE CAPPELLACCI

Roma 2 febbraio 2012 – Insularita’, questione entrare, trasporti, vertenze industriali, fondi fas, problematiche legate al sistema di riscossione: sono questi i temi al centro dell’incontro tra il governatore Ugo Cappellacci e il presidente del Consiglio Mario Monti svoltosi questo pomeriggio a Palazzo Chigi. “E’ stato un incontro positivo – ha dichiarato Cappellacci, al termine del confronto -. Abbiamo ipotizzato un percorso che, attraverso la costituzione di una serie di commissioni miste governative e regionali, deve portare ad affrontare non solo le emergenze, ma anche quei nodi storici che nel tempo hanno limitato lo sviluppo della nostra Isola”.

Il governo ha preso atto dello spirito della Regione Sardegna, presentatasi con una delegazione che e’ un esempio di quell’Italia dialogante che intende crescere sulla base di processi virtuosi. “A fronte di questa composizione che rappresenta tutto lo schieramento politico-istituzionale – ha spiegato Cappellacci –  c’e un processo che vede l’intera societa’ sarda coesa che prova a trovare una sintesi comune su problemi molto antichi. Problemi che oggi danno luogo a manifestazioni particolarmente forti di malessere con un’escalation preoccupante. Non sono manifestazioni a tutela di interessi di parte, ma il grido di una terra che soffre a causa di problemi antichi. Abbiamo avviato un percorso di leale collaborazione istituzionale – ha concluso Cappellacci – che auspichiamo possa portare quanto prima a risultati significativi sia sul fronte delle emergenze sia su quello della rilancio del nostro sistema economico-sociale”.

Roma, 2 FEBBRAIO 2012 – “Andiamo avanti in un clima di correttezza istituzionale e di dialogo, ma senza sconti”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, dopo l’incontro a Palazzo Chigi. “La Sardegna deve essere coesa, forte e determinata. La questione entrate, l’insularità e tutte le altre materie che compongono la vertenza Sardegna sono battaglie rispetto alle quali si può e si deve portare avanti – conclude il Governatore – una battaglia comune, come comune e’ la determinazione di rivendicare ciò che spetta alla nostra Isola affinché i diritti del popolo sardo possono avere piena effettività”. 

Annunci
Posted in: Politica, Sardegna