Apocalittico Todde! “Con Zedda, cemento selvaggio a Tuvixeddu e in tutta Cagliari!”. È vero? Secondo me no. E vi spiego il perché

Posted on 7 febbraio 2012

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Radio Londra (nonostante Er Ciccio) ci scrive:

Dalla giunta Zedda via libera al cemento sul colle di Tuvixeddu”. 
Questa notizia è vera?

Stiamo parlando dell’intervento dello scrittore Giorgio Todde pubblicato ieri con grande risalto da La Nuova Sardegna, ripreso poi da Sardegna Democratica e rimbalzato un po’ dapperttutto su Facebook.

Dunque la notizia è vera? Zedda ha dato il via libera al progetto di Coimpresa?

No, la notizia non è vera. E non lo è per due motivi. Il primo è di una evidenza sconcertante. L’atto sotto accusa, cioè la delibera adottata lo scorso 11 gennaio dalla Giunta Zedda (la trovate alla fine di questo post), diventa operativa solo dopo il voto del Consiglio comunale. Senza il via libera dell’aula, la delibera semplicemente non vale nulla. Quindi al momento non c’è nessun (neanche eventuale) via libera al cemento.

Il secondo motivo è sostanziale. Che la delibera consenta che “a pochi metri dagli antichi sepolcri si potranno costruire palazzine e strade” (come riassume oggi La Nuova Sardegna) è una libera interpretazione dello scrittore Giorgio Todde. Da dove Todde desume questa verità assoluta? Dal fatto che nella delibera (molto complessa) c’è scritto anche che

il perimetro di cento metri della fascia di tutela condizionata possa essere ridotto, compatibilmente con il criterio della fruibilità del paesaggio dettata dai principi ispiratori del P.P.R., senza compromettere la tutela stessa del bene e che la disciplina delle tutele dovrà in ogni caso tener conto delle destinazioni urbanistiche individuate dal P.U.C.

Secondo Todde, tenere conto del Puc significa dunque dare il via libera alla cementificazione di Tuvixeddu. È una sua interpretazione, secondo me abbastanza opinabile se espressa in maniera così netta. Un conto è lanciare un’allarme, un altro non avere dubbi e scrivere senza tema di smentita “riappare il cemento a Tuvixeddu”, scatenando il panico tra gli elettori del censtrosinistra e facendo credere ai lettori de La Nuova Sardegna che a Cagliari nulla è cambiato rispetto ai tempi del centrodestra.

Allo stesso modo, Todde obietta il mancato adeguamento del Piano Urbanistico Comunale al Piano Paesaggistico Regionale. “Una procedura che non è un’opzione, è un obbligo, e che non è stata neppure avviata”, scrive, e che consentirebbe a Cagliari di essere “curata e custodita”.

Detta così, sembra che basti una firma e via. In realtà, per adeguare il Piano Urbanistico al Ppr occorrerà un lavoro lungo più di un anno, che l’assessore all’Urbanistica Paolo Frau sta predisponendo. La Giunta Zedda è in ritardo con la tabella di marcia? Forse. Ma ancora non capisco come partendo da una situazione simile, si possano utilizzare toni così apocalittici sul futuro di Tuvixeddu.

Cosa non dice Todde? Che nella delibera non c’è scritto neanche una volta “Accordo di Programma”. Qualcosa vorrà dire, o no?

Cosa ignora Todde? Che la delibera (come fa notare nel suo blog il consigliere del Pd, Matteo Lecis Cocco Ortu in un post dal titolo “Sicuri che la Giunta Zedda dia il via libera al cemento?”) “in sostanza serve per riportare in capo al Sindaco, e non ai tecnici comunali (come pretendeva la Regione), le decisioni da prendere nella fase di copianificazione con Soprintendenza e Regione”.

Non solo: Todde non dice (o forse ignora) che su questa delibera c’è stato un vertice di maggioranza lo scorso 31 gennaio. Il consigliere dell’Italia dei Valori, Giovanni Dore, infatti scrive oggi sul suo profilo Facebook: “Stiamo esaminando la recente delibera della Giunta e valutando le criticità dell’intera vicenda in modo da evitare errori”. Nel senso che la delibera è sotto osservazione da settimane, e non certo per effetto della intemerata di Todde!

Ma alla fine, perché Giorgio Todde, da persona autorevole qual è, ha voluto lanciare non un allarme ma un accusa durissima alla Giunta Zedda, con valutazioni nette che travalicano il caso stesso di Tuvixeddu, e sembra non dare scampo alla nuova amministrazione?

Cagliari non cambia la pasta di cui è fatta. E forse non la cambierà mai. E’ trascorso un anno dalla sentenza del Consiglio di Stato che affermava l’inedificabilità di Tuvixeddu. E otto mesi dall’elezione del nuovo sindaco di Cagliari. In tanti abbiamo pensato che finalmente avrebbe «vinto» un’idea nuova di città. In tanti abbiamo pensato che si sarebbe realizzata un’idea di città non fondata sul cemento, che l’urbanistica avrebbe prevalso sull’edilizia, che avrebbe vinto il verde, che i viali sarebbero stati ombrosi, i centri storici restaurati e rispettati. Invece una delibera di giunta, di questa giunta, ci toglie ogni ingenua illusione.

In realtà, dietro questo articolo c’è solo la riproposizione dello scontro già avvenuto questa estate tra gli ambienti soriani e gli ambientalisti legati a Italia Nostra, e la Giunta Zedda (ricordate i miei tanto contestati post?). Todde e Italia Nostra ritengono che il sindaco Zedda stia vanificando il successo ottenuto con la sentenza del Consiglio di Stato che blocca ogni edificazione sul colle, riaprendo le trattative con i privati. In una vicenda giuridicamente molto complessa, Zedda afferma di non disconoscere quella sentenza, e punta anche a prendersi in prima persona un ruolo di mediazione con gli altri soggetti interessati, ad allungare i tempi e ad evitare di dover pagare penali da capogiro nel caso in cui qualcosa andasse storto. 

Perché quella di Tuvixeddu è una partita a scacchi molto complessa, dove ogni atto prelude al successivo. Dove per recuperare anni di mosse sbagliate è necessaria una paziente azione politica e giuridica.

Ecco, a Todde e ad Italia Nostra tutto questo modo di procedere di Zedda non piace, lo ritiene un tradimento del patto elettorale. E chi è su posizioni diverse rischia di essere associato a Cualbu e a tutti i peggiori cementificatori del mondo. Da qui i toni apocalittici ed inverosimili sparati in prima pagina, che coinvolgono anche altre decisioni della giunta (cosa c’entra lo stadio? E perché opporsi al nuovo campus universitario a La Plaia?).

Infatti, Tuvixeddu a parte, avrei tante altre cose da dire sull’intervento in questione. Ma non fatemi litigare, che già Todde non mi saluta più e neanche ho capito bene il perché.

***

Deliberazione della Giunta N. 1

OGGETTO: ATTIVITA’ EX ART. 49 N.T.A. P.P.R. – LINEE DI INDIRIZZO – PROPOSTA AL CONSIGLIO COMUNALE

LA GIUNTA COMUNALE

Premesso:

che il Consiglio Comunale, con deliberazioni n° 59 del 05.11.2002 e n° 64 del 08.10.2003, rispettivamente pubblicate sul B.U.R.A.S. del 18.02.2003 e del 20.01.2004, ha approvato in via definitiva il Piano Urbanistico Comunale ed il Regolamento Edilizio;

che con deliberazione del 5 settembre 2006 n° 36/7 la Giunta Regionale ha approvato il Piano Paesaggistico Regionale, emanato con Decreto del Presidente della Regione del 07.09.2006, n° 82 e pubblicato sul BURAS del 08.09.2006;

che nelle norme di attuazione del P.P.R. suddetto, l’articolo 48 definisce le “Aree caratterizzate da edifici e manufatti di valenza storico culturale”, e che le stesse vengono distinte in “beni paesaggistici” e “beni identitari”, meglio specificati entrambi nell’allegato 3 delle Norme di Attuazione medesime;

che il successivo art. 49 detta le prescrizioni normative da applicare alle aree di cui al punto precedente prescrivendo per i beni sopracitati, sino all’adeguamento del PUC al P.P.R., una fascia “di tutela” di larghezza minima di m. 100 dal perimetro esterno del bene;

che, ai sensi dell’art. 49 sopra citato, tale fascia “di tutela”, inizialmente imposta della dimensione non inferiore ai 100 mt., deve essere analiticamente individuata e normata, d’intesa con la Regione ed il competente Ministero per i Beni e le attività Culturali (MIBAC), in sede di adeguamento del PUC al P.P.R.;

che successivamente la RAS ha approvato la Legge Regionale del 4.08.2008, n.13 con la quale oltre a chiarire quali sono i beni paesaggistici tutelati e disciplinati dal Piano Paesaggistico Regionale, stabiliva all’art. 2, per la ridefinizione delle fasce di tutela, la procedura, che si concludeva con una determinazione del Direttore Generale della Pianificazione Urbanistica della RAS, a mezzo della quale sono stati ridefiniti i perimetri cautelari dei beni paesaggistici e identitari;

che, con riferimento alla norma suddetta, sono stati costituiti appositi Tavoli Tecnici convocati per l’esame dei beni elencati nel “Mosaico” – BURAS 20 maggio 2008;

che al fine di definire, in coerenza con quanto disposto dalla L.R. n. 13/2008, le analisi relative alla delimitazione analitica ed alla disciplina di tutela delle fasce di rispetto dei Beni Paesaggisti sono state espletate le attività di studio mediante incontri di Tavoli Tecnici tenutisi tra i competenti Enti: la Regione Autonoma della Sardegna, il Comune di Cagliari, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna e la Soprintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio, il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico della Sardegna;

che le suddette attività si sono concluse con la emanazione, da parte della R.A.S. di apposite determinazioni come previsto dall’iter dettato dalla citata L.R. n.13/2008;Atteso che restano ancora da delimitare e disciplinare alcuni beni paesaggistici ricadenti nel territorio del Comune di Cagliari per i quali si rende necessario espletare l’iter di cui all’art. 49 delle N.d.A. del P.P.R.; Atteso altresì:

che, relativamente al bene paesaggistico localizzato dal P.P.R. nel comparto Tuvixeddu- Tuvumannu e classificato come “aree caratterizzate da preesistenze con valenze storico- culturali”, il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1366 del 03/03/2011, ha ritenuto legittima la individuazione disposta dalla R.A.S. su detto territorio, comparto peraltro già oggetto del verbale n° 1 del 16/101997 della Commissione Provinciale per la tutela delle bellezze naturali della Provincia di Cagliari con il quale si proponeva l’apposizione del vincolo paesaggistico ex L. 1497/39 sul comparto Tuvixeddu-Tuvumannu;

che nella stessa sentenza il Consiglio ha precisato che la “regolamentazione definitiva dell’area è rinviata ad un’intesa tra Comune, Regione e MIBAC” ai sensi dell’art. 49, secondo comma, delle N.d.A. del P.P.R.;

che la Regione Autonoma della Sardegna, con nota del 31-05-2011, in ottemperanza alla suddetta sentenza del Consiglio di Stato ha attivato, invitando i suddetti Enti interessati, le procedure indicate nel richiamato art. 49, secondo comma, delle N.d.A. del P.P.R.;Considerato che, per quanto sopra indicato, appare opportuno procedere con le attività indicate nel richiamato art. 49, secondo comma, proposte dalla R.A.S. per il bene paesaggistico riguardante il comparto Tuvixeddu-Tuvumannu e per i restanti beni ancora non disciplinati; Dato atto:

che, al fine di dare attuazione alle procedure suddette, risulta necessario partecipare ad incontri da tenersi tra il Comune, la Regione ed il MIBAC;

che con le suddette attività si determinerà la disciplina da applicare nelle fasce di tutela per i beni in argomento;

che i rappresentanti degli Enti suddetti devono essere muniti di delega atta a esprimere le volontà dell’Amministrazione che gli stessi rappresentano;

Atteso:

che il bene paesaggistico riguardante il comparto Tuvixeddu-Tuvumannu, imposto con il Piano Paesaggistico Regionale si estende anche alle aree a contorno delle stesse così come individuate nell’allegata planimetria sotto la lettera “A”;

che per le aree comprese nel vincolo occorre valutare la compatibilità delle previsioni del PUC vigente con la disciplina dello stesso vincolo al fine di definire le relative norme di tutela integrale e condizionata;Ritenuto:

che per i beni paesaggistici di cui all’elenco denominato “Elenco dei Beni Paesaggistici Esterni al Centro Storico – Mosaico del PPR”, per i quali il P.P.R. stesso genericamente individua una fascia di tutela non inferiore ai 100 metri dal perimetro del bene, in linea di principio, si possa prevedere:

°  che la fascia di tutela integrale possa essere fatta corrispondere con la superficie del bene sottoposto a vincolo ministeriale;

°  che il perimetro di cento metri della fascia di tutela condizionata possa essere ridotto, compatibilmente con il criterio della fruibilità del paesaggio dettata dai principi ispiratori del P.P.R., senza compromettere la tutela stessa del bene e che la disciplina delle tutele dovrà in ogni caso tener conto delle destinazioni urbanistiche individuate dal P.U.C.;

che per quanto riguarda la definizione della disciplina del bene paesaggistico definito “aree caratterizzate da preesistenze con valenza storico culturale” individuato nel comparto “Tuvixeddu-Tuvumannu”, occorre tener conto degli elementi seguenti:

°  i beni paesaggistici, quali la “Grotta della Vipera” ed altri per i quali sono state già completate le procedure di “copianificazione” ai sensi dell’art. 2 della L.R. 13/2008;

°  le diverse classificazioni della zonizzazione urbanistica del P.U.C. presenti all’interno della perimetrazione del bene paesaggistico;

°  l’individuazione puntuale delle aree effettivamente caratterizzate da preesistenze con valenza storico culturale rispetto a quelle prive di tali requisiti;Considerato:

che, al fine di esprimere la volontà dell’Ente rappresentato negli incontri da tenersi tra il Comune, la Regione ed il MIBAC, indicati in premessa, si rende necessario fornire le linee di indirizzo per le attività riguardanti:

°  i beni paesaggistici ancora da disciplinare, meglio individuati nell’elenco denominato “Elenco dei Beni Paesaggistici Esterni al Centro Storico – Mosaico del PPR”, che si allega alla presente deliberazione sotto la lettera “B” del quale costituisce parte integrante e sostanziale;

°  il vincolo paesaggistico del comparto “Tuvixeddu-Tuvumannu”, come individuato nelle Tavole del Piano Paesaggistico, che lo classifica “aree caratterizzate da presistenze con valenze storico-culturali” dell’Assetto Storico Culturale

Visto il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica espresso dal Dirigente del Servizio Pianificazione del Territorio Ing. Riccardo Castrignano, ai sensi dell’art. 49, comma 1 del T.U.E.L. (D.lgs 18.08.2000, n.267);

Con voti unanimi legalmente espressi

di proporre al Consiglio Comunale:

DELIBERA

– di dettare, per le aree individuate nella planimetria allegata sotto la lettera “A” e per le attività inerenti gli incontri da tenersi tra il Comune, la Regione ed il MIBAC, indicate in premessa, le seguenti linee di indirizzo:

per i beni paesaggistici ancora da disciplinare meglio individuati nell’elenco denominato “Elenco dei Beni Paesaggistici Esterni al Centro Storico – Mosaico del PPR”; già allegato alla presente deliberazione sotto la lettera “B”:

o che la fascia di tutela integrale possa essere fatta corrispondere con la superficie del bene sottoposto a vincolo ministeriale;

o che il perimetro di cento metri della fascia di tutela condizionata possa essere ridotto, compatibilmente con il criterio della fruibilità del paesaggio dettata dai principi ispiratori del P.P.R., senza compromettere la tutela stessa del bene e che la disciplina delle tutele dovrà in ogni caso tener conto delle destinazioni urbanistiche individuate dal P.U.C.;

per il bene paesaggistico riguardante il comparto “Tuvixeddu-Tuvumannu”, come individuato nelle Tavole del Piano Paesaggistico, che lo classifica “aree caratterizzate da preesistenze con valenza storico culturale” dell’Assetto Storico Culturale occorre tener conto, tra gli altri, dei seguenti elementi:

o beni paesaggistici, quali la “Grotta della Vipera” ed altri per i quali sono state già completate le procedure di “copianificazione” ai sensi dell’art. 2 della L.R. 13/2008;

o le diverse classificazioni della zonizzazione urbanistica del P.U.C. presenti all’interno della perimetrazione del bene paesaggistico;

o l’individuazione puntuale delle aree effettivamente caratterizzate da preesistenze con valenza storico-culturale rispetto a quelle prive di tali requisiti;

– di dare mandato al Sindaco per lo svolgimento delle attività inerenti gli incontri da tenersi tra il Comune, la Regione ed il MIBAC, come indicate in premessa, che per le relative funzioni operative si avvarrà del competente Servizio Pianificazione del Territorio;

– di dare atto che la presente deliberazione non comporta impegno di spesa né diminuzione di entrate;

– con voti unanimi, legalmente espressi, di dare alla presente IMMEDIATA ESEGUIBILITA’, ai sensi dell’art. 134 comma 4 del D.Lgs. n. 267/2000.

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