L’Europa dichiara guerra alla Grecia. Nel silenzio generale e in nome della finanza, milioni di persone ridotte in povertà. E la sinistra italiana tace

Posted on 10 febbraio 2012

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Da europei, dovremmo seriamente chiederci quale colpa tremenda stiamo facendo scontare ai greci, ai quali le nostre autorità politiche ed economiche (insieme al Fondo Monetario Internazionale) stanno chiedendo di adottare misure economiche terrificanti in cambio del salvataggio del paese dal default. Solo una guerra causa danni di questo genere, ma almeno una guerra si combatte. Qui ci sono solo dei cittadini che da due anni vengono progressivamente strangolati nell’indifferenza sostanziale dell’opinione pubblica europea, con misure via via sempre più impressionanti e che non sembrano risolvere mai il problema.

Il piano approvato ieri”, leggo da Il Sole 24 Ore, “prevede il taglio del 22 per cento del salario minimo, ridotto a 586 euro al mese (lordi, e la misura riguarda 300 mila lavoratori, ndr), la riduzione di 150 mila dipendenti pubblici in esubero entro il 2015 di cui 15 mila nel 2012, privatizzazioni per 50 miliardi di euro, 600 milioni di tagli alla difesa e 300 milioni di minori investimenti”. Le pensioni minime sono state tagliate e adesso raggiungono la somma di 360 euro lordi al mese. Un disastro.

Senza contare poi la soglia di esenzione fiscale, abbassata da 12 mila a 5 mila euro; l’aumento dal 13 al 23 per cento per bar, ristoranti e beni di lusso; l’aumento della benzina; una nuova Ici sulla casa che si è aggiunta al prelievo straordinario fino al 5 per cento per i redditi più elevati; i tagli alle pensioni pubbliche e il prelievo del 20 per cento sulla quota che supera i mille euro e del 40 per cento per i pensionati under 40; un taglio del 40 per cento (avete capito bene: 40 per cento) degli stipendi medi del pubblico impiego; l’eliminazione di 57 province e la riduzione dei Comuni da 1034 a 325.

E tutto questo, dopo due anni di misure che hanno progressivamente messo in ginocchio il paese e si sono rilevate inefficaci.

Ripeto: l’Europa ha dichiarato guerra alla Grecia e la Grecia sta morendo senza che nessuno si opponga. Il paese è condannato a non riprendersi mai più, perché con queste misure economiche non c’è resurrezione possibile.

Che colpa hanno dunque i greci? Non esiste nessun altra strategia politica ed economica se non quella di annientare la vita di milioni di persone? Una volta le forze della sinistra si caratterizzavano per la loro capacità di allargare gli orizzonti dell’analisi e comprendere in una lettura complessiva anche avvenimenti e situazioni lontane da noi. C’è qualcuno in Italia che da sinistra si sta opponendo al massacro greco? Non mi risulta.

E non è solo un fatto di solidarietà. Qui si tratta di salvare l’idea solidaristica dell’Europa, e di impedire che scelte sciagurate (perché sostanzialmente inutili) e in malafede (come l’imponente piano delle privatizzazioni: un paese spolpato dalle multinazionali) vengano messe a punto in Grecia per poi essere esportate in altri paesi “in crisi”. Come, ad esempio, l’Italia.

Ps.
Avete notato che anche in Grecia il governo è in mano ad un tecnocrate?

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Posted in: Politica