Tuvixeddu: Deliperi molla due schiaffoni a Todde, La Nuova ancora contro Zedda e il centrosinistra alla Regione presenta una proposta di legge sul colle!

Posted on 16 febbraio 2012

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Giornata piena di novità sul fronte Tuvixeddu, altroché!

La prima: così come preannunciato, sul sito del manifesto sardo Stefano Deliperi del Gruppo di Intervento Giuridico ha nettamente preso la distanze da Italia Nostra e dallo scrittore Giorgio Todde che qualche giorno fa aveva lanciato l’allarme cemento. Nel suo articolo dal titolo “Tuvixeddu, basta volerlo”, Deliperi scrive:

2Difficile cogliere quando, dove e come l’Amministrazione Zedda abbia dato il “via libera al cemento sul colle di Tuvixeddu”.

Chiaro, no? Secondo Deliperi, Zedda subisce

“…un assillo quotidiano da parte di mille parti che vorrebbero veder realizzate ora-subito-adesso le proprie istanze da parte del sindaco Zedda. Che di nome fa Massimo, non Mandrake e nemmeno Merlino. E nemmeno è uno studente atteso dal compito in classe che deciderà il suo primo quadrimestre”.

E la tanto contestata delibera, allora? Per Deliperi

“Con la deliberazione n. 1 dell’11 gennaio 2012 la Giunta comunale di Cagliari ha proposto al Consiglio l’adozione dei criteri a cui attenersi per la definizione del futuro dell’area d’interesse archeologico-ambientale di Tuvixeddu in sede di attuazione del P.P.R., alla luce della nota sentenza Cons. Stato 3 marzo 2011, n. 1366.

Niente di più, niente di meno. Una griglia per preparare il terreno al futuro accordo, tenuto conti di due punti fermi:

“In primo luogo, l’accordo di programma immobiliare (…) deleterio per i valori storico-culturali e ambientali del sito, è valido ed efficace, fin quando non verrà revisionato o reso nullo da decisioni amministrative o giurisdizionali o da esercizi della facoltà di recesso, salvo eventuali penali”.

Eppoi c’è la sentenza del Consiglio di Stato.

“La sentenza rappresenta un deciso riconoscimento del valore ambientale, archeologico e paesaggistico di Tuvixeddu e riporta l’area nell’alveo della tutela del Piano Paesaggistico regionale, con tutte le disposizioni di carattere generale e particolare. In buona sostanza – al di là di divergenze interpretative sempre possibili – il Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno ricordare che c’è “una zona di tutela integrale”, “una fascia di tutela condizionata” e una restante area da disciplinare mediante intesa fra Regione e Comune”.

Conclusione:

“Sicuramente oggi è radicalmente complicata la vita ai progetti edilizi nelle aree interessate, le esigenze della tutela sono state nettamente rafforzate, ma sarà fondamentale seguire attivamente le fasi di formazione della prevista “intesa” Regione-Comune indicata dal Consiglio di Stato”.

Avete capito? Per Deliperi per fermare la cementificazione del colle le sentenze e le battaglie nei tribunali non bastano, ci vuole un accordo! Ma adesso cosa può succedere?

“Rimangono necessari la revisione del piano urbanistico comunale nel senso indicato dal Consiglio di Stato e la revisione dell’accordo di programma.  A meno che non si voglia puntare sul recesso comunale dall’accordo di programma – sempre possibile – con tutte le conseguenze economiche del caso e la conseguente retrocessione delle aree ai Privati. Preferibile, comunque, eliminare ogni riferimento all’eventuale contrazione della fascia di rispetto, per evitare di offrire qualsiasi appiglio a chi di “rispetto” verso il bene culturale-ambientale ne ha sempre avuto poco. In buona sostanza, si tratta della mera “base di partenza” (per conto del Comune) per la definizione puntuale dell’area come individuata nel P.P.R. e indicata dal Consiglio di Stato”.  

Infine, una tiratina d’orecchie al sindaco:

“Ciò non toglie che un po’ di sana comunicazione istituzionale in favore dei cittadini non farebbe male, visto che si tratta di vicende complesse e scelte importanti per la Città”.

Deliperi ricorda anche che sul fronte meridionale della necropoli già si può intervenire. Da qui il titolo del suo intervento (“Tuvixeddu, basta volerlo”).

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Che il cuore dell’intervento di Todde fosse un attacco all’amministrazione Zedda e non solo una critica per la gestione del caso Tuvixeddu lo avevamo detto da subito. Oggi La Nuova Sardegna sferra un duro attacco al sindaco. In un articolo dal titolo Attacchi a Zedda: «Non adegua il Puc al piano paesistico»”, il quotidiano sassarese accusa il sindaco di aver predicato in un modo in campagna elettorale e di aver razzolato in un altro in questi primi mesi alla guida del Comune.

A parte che sulla delibera La Nuova continua a prendere in considerazione solo e solamente l’interpretazione data di Italia Nostra, ciò che colpisce è l’accusa a Zedda di non voler adeguare il Puc al Ppr, in piena continuità dunque con i suoi predecessori di centrodestra. Peccato che in Consiglio comunale martedì scorso (due giorni fa!) il sindaco ha detto proprio il contrario, e la dichiarazione è stata riportata anche dai giornali! Martedì 14 in Consiglio comunale il sindaco Zedda ha ufficialmente comunicato che è iniziata la procedura per adeguare anche a Cagliari il Puc al Ppr! L’assessorato all’Urbanistica sta lavorando alla delibera. E allora perché La Nuova oggi non tiene conto di questa importante novità? La ignora volutamente o non ne era a conoscenza?

***

Infine, volevate la politica? Eccola! Poco prima delle 17, ci è giunto questo comunicato stampa:

Domani, venerdì 17 Febbraio, sarà illustrata la proposta di legge per l’Istituzione del Parco Paesaggistico – Archeologico di Tuvixeddu – Tuvumannu a Cagliari, firmata dai consiglieri regionali Luciano Uras, Giampaolo Diana, Adriano Salis, Antioco Porcu, Carlo Sechi. L’appuntamento è fissato per le 9.30 nella saletta stampa del Consiglio regionale.

Tutto il centrosinistra avanza il suo progetto sul futuro del colle. Qualcosa dunque si sta muovendo.

 

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