L’inno alla libertà di don Ettore Cannavera e don Mario Cugusi, due uomini che non temono la verità. Il racconto di una serata speciale

Posted on 17 febbraio 2012

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Penso che, come me, tanti di coloro che mercoledì hanno partecipato all’ex Liceo Artistico all’incontro organizzato da Miele Amaro sulla Chiesa a Cagliari, porteranno a lungo nel cuore il ricordo e l’emozione di una serata intensa e piena di speranza, dove due sacerdoti, don Ettore Cannavera e don Mario Cugusi, hanno dato prova di una umanità e di una libertà straordinarie.

Non sono tempi facili per la Chiesa italiana, e i due sacerdoti lo hanno ricordato. Ma quale Chiesa? La Chiesa gerarchia o la Chiesa popolo di Dio?

Don Mario ha ricordato la necessità di non avere mai paura di dire ciò che si pensa. È la parresia di cui già parlano alcuni Padri della Chiesa. E con indiscutibile capacità e passione ha accompagnato il pubblico (c’erano duecento persone!) in un excursus sulle tendenze delle teologia contemporanea, dal Concilio Vaticano II in poi. A dimostrazione che tra l’adesione alla Chiesa e la libertà di pensiero e di espressione non c’è nessuna contraddizione e che la Chiesa non può essere ridotta a quella macchietta a cui spesso la gerarchia la confina. “Non ha più senso dire che fuori dalla Chiesa non c’è salvezza, ma che fuori dal mondo non c’è salvezza. E la Chiesa deve stare nel mondo”, ha detto l’ex parroco di Sant’Eulalia.

E don Ettore Cannavera questo principio lo ha ribadito, con forza. Criticando le manipolazioni del Vaticano, l’immotivato no al sacerdozio femminile, al celibato per i preti, criticando (sempre col sorriso sulle labbra e con grande semplicità) l’amore delle gerarchie per il potere e per il denaro, condannando l’ora di religione nelle scuole pubbliche, prendendo le distanze da discutibili iniziative come quella dell’arrivo in città delle reliquie (qualche goccia di sangue…) di Giovanni Paolo II.

Si può credere o meno, si può condividere o meno ciò che Cannavera e Cugusi hanno detto, ma della serata resterà la dimostrazione di una straordinaria libertà di pensiero di due uomini che, restando fedeli a se stessi e ai loro principi, hanno l’intelligenza, il coraggio e la forza di criticare con forza il sistema nel quale sono inseriti. Alla faccia del dogma e del diritto canonico, “che non può valere più della Bibbia”.

“Non sono un prete del dissenso, ma cerco di dare un senso alle cose che faccio”, ha detto don Cannavera. Un principio che dovrebbe valere per tutti noi, in qualunque ambito operiamo. Ma io raramente ho sentito uomini criticare con tanta forza e passione la realtà in cui sono immersi e di cui hanno deciso consapevolmente di far parte, senza ipocrisia e con una straordinaria onestà intellettuale.

Dire ciò che si pensa senza avere paura del conflitto, credere negli uomini, cambiare il mondo con la forza dell’amore e della verità si può. Grazie a don Ettore Cannavera e a don Mario Cugusi di avercelo ricordato, e di testimoniarlo da anni con le parole e con i fatti.

Di questi uomini e dei loro valori, il nostro paese non può fare a meno se vuole uscire dalla palude nella quale è finito. La Chiesa popolo di Dio può dare molto all’Italia.

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Posted in: Cagliari, Cultura