Tuvixeddu: a Deliperi la legge per il parco non piace, Maninchedda mette in guardia dai danni da pagare, e Andrea Scano accusa Todde. Vi basta?

Posted on 19 febbraio 2012

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Stefano Deliperi avanza più di una riserva sulla proposta di legge per il parco, Paolo Maninchedda rilancia il dibattito sull’abitrato in corso, Andrea Scano ironizza sullo scrittore apocalittico e ribadisce la volontà dell’amministrazione cagliaritana di preservare il colle dal cemento. Mi sembra che per gli amanti di Tuvixeddu questa domenica offra più di uno spunto di riflessione.

Partiamo dal Gruppo di Intervento Giuridico. In un comunicato stampa inviato stamattina, Deliperi dice la sua sulla proposta di legge presentata nei giorni scorsi da alcuni consiglieri regionali di centrosinistra.

“Ad un esame rapido, la finalità è comunque positiva (realizzare il parco), ma appaiono elementi di grande, per non dire enorme, perplessità. Che bisogno c’è di istituire un “ente parco”, un “comitato direttivo” e un “comitato scientifico”, prevedere la figura di un “direttore” con i connessi compiti di pianificazione, gestione, vigilanza? E il coinvolgimento della Provincia di Cagliari? A che titolo, visto che l’intera area è compresa nel territorio comunale cagliaritano?”.

Per Deliperi

“Le funzioni previste sono quelle che deve svolgere ordinariamente il Comune di Cagliari – che non può che essere il proprietario e il gestore del parco – e la Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari, deputata per legge alla difesa del patrimonio archeologico. Si vogliono creare doppioni per trovar posto a qualcuno? Non sono proprio i tempi giusti e non è aria”.

Ma per il leader ambientalista le riserve sono anche di natura economica. Per il parco la proposta di legge prevede uno stanziamento triennale di 90 milioni di euro in tre anni. Una cifra ingente perché

“i trasferimenti statali per tutti i 23 parchi nazionali ammontano a soli 25 milioni di euro all’anno (2011)”.

Eppoi, perché tutti questi soldi per acquisire i terreni dalle imprese immobiliari titolari? Perché

“con il completamento della definizione dell’area tutelata dal Ppr mediante l’intesa Regione-Comune-Ministero già prevista e il successivo adeguamento del Piano Urbanistico Comunale al Ppr quelle aree avranno un valore economico molto inferiore a quello precedente. Se sarà seguita una procedura corretta, gli importi saranno molto più contenuti di quanto si possa pensare”.

Chiaro no?

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“Due parole su Tuvixeddu” dice il consigliere regionale sardista Paolo Maninchedda oggi sul suo blog. In realtà ne dice qualcune di più. Intanto torna sulla contestatissima vicenda delle intercettazioni telefoniche con Cualbu:

“Lo dico io per primo: molti hanno fatto molti errori; io ne ho fatto di verbali (i famosi e enfatizzati cani da sciogliere) (…) Non è un errore che io sia amico di Cualbu, perché non è né un bandito, né un latitante, né un inquisito né io ho la sua posizione su Tuvixeddu”.

Nel merito Maninchedda, mette in guardia dall’entità dei danni arrecati all’impresa (è in corso un arbitrato) e su chi dovrà pagarli:

“Tutti tacciono su un problema: il rischio dei danni. Questa vicenda non si avvia a conclusione senza un accordo generale che inibisca qualsiasi azione politica sui danni. (…) Il primo patto da fare è prevedere che, qualora anche ci fossero danni da pagare, li si copre con legge del Consiglio regionale.
Non si fanno grandi cose facendo vittime e questa vicenda rischia di farne troppe, sia sul versante pubblico che su quello privato”. 

E ancora:

“Nessuna legge, nessun negoziato sembra essere praticabile prima che si concluda l’attività del collegio arbitrale.
E allora occorre fare un patto politico su un obiettivo alto: fare il grande parco.
 Ci si siede, ci si parla; se serve una legge, la si fa, e si mette la parola fine su questa vicenda senza che vi siano strascichi per nessuno.
L’unico problema, oggi, è dato dalla crisi finanziaria. Bisognerà sforzarsi per trovare soluzioni sostenibili, ma se prevale una logica positiva, ce la si può fare”.

Conclusione:

“Bisogna fermarsi e capirsi. Io mi fermo; non voglio stare in posizione di attacco, ma di soluzione. Altri facciano un po’ quello che vogliono”.

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Andrea Scano è il presidente della commissione Urbanistica del Comune di Cagliari. Oggi l’esponente del Pd trova spazio su La Nuova Sardegna che nella pagina dei commenti pubblica il suo intervento dal titolo “Non siamo cementificatori ma per difendere la necropoli è necessaria una mediazione”. Il mite consigliere del Pd ironizza sulla posizione dello scrittore Giorgio Todde (senza però mai citarlo) e sul suo recente intervento. Dice Scano:

“Questi personaggi sono vittime di un’ossessione: spararla grossa per produrre effetti sensazionali. Perdono così il contatto con la realtà. (…) Forse qualcuno degli Apostoli della Luce si sarebbe aspettato soluzioni pronte in tempi rapidissimi su tutti i “grandi temi” che riguardano la città (…) La Luce che si impone con forza e immediatamente sulle tenebre… Mi dispiace deluderli: ci stiamo lavorando, ma occorreranno tempo, pazienza e disponibilità a qualche compromesso”.

Scrive ancora Scano:

“Si parla tanto di adeguamento del Puc al Ppr. È necessario e doveroso farlo. Ma con questo adeguamento non sarà possibile ottenere per magia “zero metri cubi di cemento e un parco gratis subito”. Piacerebbe tanto anche a noi ma la realtà è diversa. Nella realtà ci dovrà essere un accordo tra Comune, Regione, Soprintendenza”.

Infine, la stoccata all’Apocalittico Todde:

“Mettere insieme tutte queste istanze per produrre un risultato (e non chiacchiere) comporta la disponibilità a porsi da un altro punto di vista. È necessario rinunciare a tutte quelle “lettere maiuscole” per riuscire a leggere una realtà fatta di luci e ombre”.

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Sempre su La Nuova Sardegna vi segnalo l’intervento di Enrico Pau. In realtà il regista spazia su tutto il fronte della politica urbanistica della Giunta Zedda e si chiede: “Esiste cemento e cemento, ma quello di sinistra è buono?”. Si tratta di un intervento che Pau ha postato anche su questo blog e che potete trovare tra i commenti del 12 febbraio al post “Todde su Tuvixeddu l’ha sparata grossa”.

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