Ma Zedda cosa sta facendo? Ecco il bilancio dei Servizi Tecnologici! Ma sulla Cultura Gianluca Floris avanza le prime critiche

Posted on 20 febbraio 2012

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Non di solo Tuvixeddu vive il cagliaritano, ma anche di aliga, trasporti, servizi sociali e cultura. Per questo che, al grido di “Ma Zedda cosa sta facendo?”, continua la meritoria opera del consigliere e presidente della commissione Affari Generali Filippo Petrucci, che nel suo blog sta pubblicando le schede fornitegli dagli assessorati sull’attività svolta nei primi sei mesi di attività della nuova giunta di centrosinistra.

Dopo la scheda fornita dall’assessorato ai Lavori Pubblici, da oggi sul sito meglioprimanoncibasta trovate il bilancio sintetico presentato dell’assessore ai Servizi Tecnologici, Pierluigi Leo, esponente dell’Italia dei Valori.

Quelle proposte da Petrucci sono schede riassuntive che servono a noi comuni mortali a farci un’idea dell’attività dell’amministrazione cagliaritana. Ma c’è chi si è portato avanti col lavoro e ha iniziato a criticare la Giunta anche senza aspettare la fatidica scheda.

È il cantante lirico Gianluca Floris, che nel suo blog “Costruire sulle macerie” non usa giri di parole e scrive un post dal titolo “Giunta Zedda: una mia delusione personale sulla cultura”.

Gianluca Floris, per chi non lo sapesse, è l’animatore di Laboratorio 5, l’interessante iniziativa che da mesi mette a confronto gli operatori culturali e gli artisti cagliaritani con l’obiettivo di delineare una strategia comune da proporre alla nuova amministrazione.

Cosa dice Floris?

“Credo che questi primi sette mesi possano dare già il senso e l’idea della direzione intrapresa e delle volontà politiche espresse. In particolare, visto che la seguo da vicino, la politica culturale della nuova giunta sembra segnare pesantemente il passo, marciando in direzione per certi versi decisamente opposta rispetto a quelle che erano le premesse, e le promesse”.

Parole forti, non c’è che dire. Così come sono forti gli argomenti portati da Floris: sulle linee di indirizzo culturale (“Nessuno di noi artisti e operatori, sentiva l’esigenza di un Assessore-direttore-artistico che valutasse progetti e proposte in base al suo gusto o alla sua formazione culturale”); sui bandi di gestione degli spazi culturali (“Scritti senza la necessaria condivisione e la consulenza degli operatori professionali operanti in città, sembrano scritti negli anni 30, anziché nel dodicesimo anno del terzo millennio”); sulla Fondazione Teatro Lirico (“L’amministrazione Comunale, nel ruolo del Sindaco presidente del CDA della Fondazione, ha di fatto deciso, con la sua ostinata inerzia, di non fare nulla per un cambio di gestione virtuoso di rotta nella gestione del Teatro”); sull’alibi del “non ci sono soldi” per non agire una politica culturale nuova (“Ci sono tanti soldi disponibili con mille nuovi strumenti e pensare che l’azione di un assessorato alla cultura possa esaurirsi nel distribuire i pochi soldi a disposizione in bilancio è fuorviante”).

Gianluca Floris non viene preso molto sul serio dalle parti di via Roma, e questo perché ha avuto l’ardire di essersi espressamente proposto quale nuovo sovrintedendente del Teatro Lirico. Capisco che si debba fare la tara a tutto, ma le considerazioni di Floris rappresentano comunque delle critiche argomentate di cui non sarebbe male tenere conto, magari anche solo per dire che sono campate per aria.

Io, da parte mia, non posso che riporporre le considerazioni espresse in un post di qualche mese fa: dal titolo Arriva la crisi e la Regione taglia brutalmente la cultura e lo spettacolo. E la Giunta Zedda che fa? Ascoltare non basta più”.


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