La Giunta Zedda pensa ad un parcheggio sotto le mura di Castello. Ma prima non sarebbe meglio capire quale futuro si vuole per il quartiere?

Posted on 6 marzo 2012

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È già da qualche mese che, con mezze frasi e dichiarazioni smozzicate date alla stampa, la Giunta Zedda prova a tastare il terreno su una delle questioni più spinose: quella della possibile realizzazione a Cagliari di un parcheggio interrato da trecento posti sotto le mura del bastione di Santa Croce, a ridosso del quartiere di Castello.

Già la precedente amministrazione di centrodestra aveva provato a realizzare l’opera (ecco il progetto), ma tutto si era fermato sia per le proteste del centrosinistra e delle associazioni ambientaliste, sia per l’oggettiva difficoltà nel realizzare un’opera di questo genere in un contesto storico e architettonico di eccezionale pregio.

Ora si riparla della vicenda e bisogna ovviamente stare in guardia. Per prima è stata Italia Nostra a mettere tutti sul chi vive; poi in maniera strumentale il capogruppo del Pdl in Consiglio comunale, Giuseppe Farris, ha rivolto un’interrogazione all’assessore all’Urbanistica, Paolo Frau. Il quale, lo scorso 14 febbraio ha detto sostanzialmente due cose: che non verrà toccato nulla fino a che non ci sarà la certezza di non provocare alcun danno alle mura di Castello (e ci mancherebbe altro!) e che il progetto è radicalmente diverso da quello immaginato dalla precedente amministrazione.

Anche il parcheggio allo studio della Giunta Zedda non dovrebbe sorgere proprio all’interno delle mura di Santa Croce ma sfruttando quel riporto di terreno che ora si affaccia sulla parte alta di via Santa Margherita. Se si scava lì è difficile trovare qualcosa di archeologicamente rilevante.

Le radicali differenze di cui parla l’assessore Frau (lo si intuisce sempre mettendo assieme brandelli di dichiarazioni sparse sulla stampa) starebbero nel fatto che:

a – il parcheggio sarebbe funzionale alla pedonalizzazione del quartiere di Castello. Deduciamo che i trecento posti auto sarebbero dunque quasi del tutto destinati ai residenti, mentre nel progetto precedente dovevano essere solo cento (ma su questo punto poi ci torniamo);

b – nel progetto dell’attuale amministrazione non sono previsti né ristoranti, né scale mobili né tapis roulant.

Così come nel precedente progetto, al posto dell’attuale parcheggio a raso sotto le mura sorgerebbe un’area verde. Sparirebbero invece i bar e i ristoranti (era una fissazione del centrodestra, mischini).

Le differenze evidentemente ci sono, soprattutto nella filosofia dell’opera. Ma in assenza di un progetto vero e proprio (che evidentemente ancora non c’è) i dubbi restano tutti, e soprattutto preoccupa l’impatto ambientale degli ascensori che dovrebbero collegare il parcheggio al quartiere.

Il punto però è un altro. L’idea di pedonalizzare Castello (che potrebbe essere vincente in chiave turistica) andrebbe calata su di un progetto complessivo per il quartiere. Che, ad esempio, dal punto di vista urbanistico attende ancora il suo Piano Particolareggiato. E non dimentichiamoci che ad oggi in Castello non ci sono né un ufficio postale, né un’edicola né un bancomat, non ci sono servizi igienici per i turisti (che usano quelli del bar della Cittadella dei Musei…). Vivere in Castello oggi è estremamente disagevole (e infatti gli eroi sono più o meno 1500…).

La giunta Zedda aveva attivato il laboratorio Casteddu 2.0, molto apprezzato dai residenti che hanno dato i loro suggerimenti e i lori consigli. Ma adesso perché parlare di un parcheggio quando ancora non è chiaro a nessuno come l’attuale amministrazione vuole rivitalizzare il quartiere?

C’è un progetto che metta nero su bianco quali saranno i servizi e per quanti i residenti, quali i collegamenti garantiti dai servizi pubblici? Quale sarà il ruolo dell’università, della Chiesa (a proposito: ma perché dopo otto anni i lavori di recupero dell’episcopio non sono finiti?), delle Soprintendenze (musei e uffici), e della Provincia (che gestisce il palazzo Viceregio)? Che ne sarà dei vuoti urbani?

Castello ha bisogno di un progetto, non (solo) di un parcheggio. E la Giunta Zedda ha il dovere di studiarlo prima di immaginare la realizzazione di qualunque opera.

E poi, per stare sempre e solo sull’utilizzo del multipiano, cosa significa che sarà funzionale alla pedonalizzazione di Castello? Che i residenti avranno uno stallo gratis o a prezzi assolutamente convenienti? E da chi verrà gestita la struttura? Dal Comune? Siamo sicuri che non si trasformerà in un attrattore di traffico?

E (anche se so già la risposta) invece che realizzare un nuovo parcheggio perché non si pensa di acquisire quello realizzato dall’Apcoa affianco alla sede dell’ex Unione Sarda in viale Regina Elena?

Ecco, forse sarebbe opportuno che i cittadini avessero chiari già da subito tutti questi aspetti relativi al recupero del quartiere prima di sbandierare un progetto che, nella sostanza, è già stato combattuto dal centrosinistra negli anni scorsi.

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