Campo nomadi a Cagliari: c’è una politica del Comune oltre ai blitz? L’integrazione è possibile: il caso Nuoro e la vittoria di “Zingarò”

Posted on 15 marzo 2012

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Ci informano le cronache che ieri al campo nomadi di Cagliari sulla 554 c’è stato non un blitz, ma addirittura un “maxi blitz”. Polizia, carabinieri, vigili urbani, tutti insieme appassionatamente hanno identificato 105 rom. Che cosa le forze dell’ordine stessero cercando non si sa, visto che alla fine non è stato denunciato nessuno e che tutto si è concluso con l’invito rivolto a due persone a presentarsi all’Ufficio Immigrazione della Questura per accertamenti.

Con questo non si vuole certo negare la realtà. Il campo nomadi sulla 554 è quello che è, cioè anche un crocevia di traffici illeciti e di smaltimento di rifiuti speciali (e rileggetevi un articolo uscito qualche giorno fa sulla Nuova Sardegna, in cui si metteva bene in risalto come certe aziende preferiscono affidarsi ai rom per smaltire materiali industriali a costi bassissimi).

Ma adesso, dopo il maxi blitz, che si fa? Il problema dell’inadeguatezza del campo nomadi resta in tutta la sua urgenza e complessità. Gli abitanti di Mulinu Becciu da troppo tempo stanno subendo la violenza dei fumi tossici sprigionati dai roghi provenienti dalle baracche. E lo stesso campo versa in condizioni pietose, ormai inaccettabili per una città civile.

La Giunta Zedda aveva da subito posto l’attenzione sulla vicenda, poi tutto si è inabissato. Il sindaco qualche settimana fa, intervenendo in aula, era tornato sulla necessità di dare una svolta alla questione del campo nomadi, magari anche coinvolgendo le altre amministrazioni dell’area vasta, così come l’assessore ai servizi sociali, Susanna Orrù, aveva promesso novità a breve.

Quelle novità le stiamo aspettando. E ormai sono urgenti e ineludibili.

Mentre ieri le forze dell’ordine eseguivano il loro rituale maxi blitz, a un paio di chilometri, al Cineworld, il documentario “Zingarò” vinceva il concorso “Il cinema racconta il lavoro”. L’opera racconta la storia di un gruppo di ragazze del campo nomadi di Iglesias, coinvolte in un progetto di integrazione. Un corso di sartoria è diventato un’occasione di riscatto e di lavoro, che i registi Marilisa Piga, Nicoletta Nesler e Nicola Contini hanno raccontato con grande efficacia.

E il lavoro è un arma potentissima di integrazione. Ne sanno qualcosa a Nuoro, dove lunedì il sindaco Bianchi ha fatto visita al campo nomadi e dove il comune ha sostenuto un progetto di inserimento lavorativo per quattro ragazzi rom presso Nuoro Ambiente, la controllata che si occupa della raccolta dei rifiuti.

Il Pdl nuorese ha polemizzato in maniera squallida, al grido di “prima i nuoresi”. Però io mi chiedo: quando avremo una iniziativa simile anche a Cagliari? Quando il sindaco Zedda farà una visita ufficiale al campo sulla 554?

 

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Posted in: Cagliari, Sardegna