Ci scrive Donatella: “In Sardegna non solo gli operai restano senza lavoro: ecco come la Regione boicotta noi archivisti precari”

Posted on 16 marzo 2012

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Ricevo e volentieri pubblico. Perché gli archivi sono una cosa importante, sono uno degli strumenti maggiori a difesa della nostra democrazia.

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Gentile Vito,

ti contatto per porre all’attenzione tua e dei tuoi lettori un’autentica e vergognosa beffa orchestrata dall’amministrazione pubblica regionale, di cui io e i miei colleghi siamo vittime.

Siamo un gruppo di 16 ex collaboratori dipendenti dalla Regione Sardegna ed è dal 31 luglio scorso che siamo senza lavoro. Apparentemente nulla di anomalo, visti i tempi… Se non fosse che esistono una legge regionale (la n. 16/2011) e una delibera (della Giunta n. 43/26 del 27/10/2011) che parlano espressamente del rinnovo dei nostri contratti e della prosecuzione del nostro progetto di censimento degli archivi dell’amministrazione regionale, finanziato da fondi europei.

Molti di noi hanno lavorato nel progetto S.I.A.D.A.R.S. (Sistema Informativo degli Archivi di Deposito dell’Amministrazione della Regione Autonoma della Sardegna) fin dalla sua nascita nel 2004, e con le competenze, il metodo e la professionalità dataci da anni di studio e lavoro (siamo tutti laureati e specializzati, con anni di lavoro sul campo alla spalle) siamo venuti a capo della situazione disastrosa in versano gran parte degli archivi dell’amministrazione regionale, lavorando per riordinare le carte, razionalizzare gli spazi e rendere più facilmente reperibile la documentazione, facilitando così l’azione amministrativa. Il nostro lavoro ha avuto risalto a livello nazionale (Forum della Pubblica Amministrazione) ed è il fondamentale presupposto per la costituzione dell’archivio storico, di cui ad oggi la Regione è sprovvista, risultando in tal modo inadempiente verso gli obblighi di legge.

E nonostante tutto questo, nonostante ben due atti normativi parlino chiaro, da otto mesi siamo senza lavoro e senza stipendio, vittime dei sotterfugi di una mala amministrazione che ci priva deliberatamente dei nostri diritti. “Deliberatamente”, non per caso: l’amministrazione ci ostacola di proposito perché teme che alcuni di noi, quelli che hanno maturato i termini necessari alla stabilizzazione, una volta contrattualizzati in Regione possano far valere questo loro diritto. Diritto, tra l’altro, sancito da leggi nazionali e regionali, e dunque assolutamente legittimo!!!

Davanti a questa sorta di boicottaggio ai nostri danni, al reale rischio di vedere scaduti i fondi europei destinati al progetto, al patetico rimpallo di responsabilità e allo snervante tergiversare condito da informazioni contraddittorie, che arrivano alle nostre orecchie per tramite del sindacato, abbiamo deciso di rivolgerci alla legge.

Spesso la tv e la stampa danno spazio solo alle storie di operai. Ma in questa epoca i nuovi poveri, senza diritto ad ammortizzatori sociali e a contratti decenti siamo noi, che abbiamo investito anni di vita nelle nostre lauree e specializzazioni e che ci vediamo sottratto qualsiasi diritto al progettare una vita normale. Ti chiedo di aiutare la nostra storia ad uscire dall’anonimato, non solo per urlare i nostri diritti di lavoratori e di cittadini, ma soprattutto perché non avvenga più che le pubbliche amministrazioni siano gestite come il salotto di casa propria.

Donatella Gessa

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Posted in: Politica, Sardegna