“Ma quanto ci conviene restare ancora italiani? Se ne parli in Consiglio regionale”! L’eversivo ordine del giorno proposto da sardisti, Idv, Sel e Udc!

Posted on 17 marzo 2012

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Il documento è stringato, stringatissimo. Definirlo “eversivo” non suoni come una provocazione, perché oggettivamente vuole mettere in discussione l’ordine costituito. Eccolo.

Ordine del giorno: Sanna Giacomo, Dessì, Maninchedda, Planetta, Uras, Sechi, Cocco, Cugusi, Steri, Salis.

Il Consiglio regionale

Preso atto delle ripetute violazioni dei principi di sussiadierietà e di leale collaborazione da parte del Governo e dello Stato italiano nei confronti della Regione Sardegna

DELIBERA

DI AVVIARE UNA SESSIONE SPECIALE DI LAVORI, APERTA AI RAPPRESENTANTI DELLA SOCIETA’ SARDA, PER LA VERIFICA DEI RAPPORTI DI LEALTA’ ISTITUZIONALE, SOCIALE E CIVILE CON LO STATO, CHE DOVREBBERO ESSERE A FONDAMENTO DELLA PRESENZA E DELLA PERMANENZA DELLA REGIONE SARDEGNA NELLA REPUBBLICA ITALIANA

Poche righe che sono una bomba. Perché quattro importanti formazioni politiche appartenenti ad entrambi gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, visto l’atteggiamento dello stato nei confronti dell’isola, vogliono capire se i reciproci diritti e i doveri reciproci vengono rispettati.

L’ordine del giorno è stato illustrato stamattina in aula dal consigliere regionale sardista Paolo Maninchedda, e il suo intervento lo potete trovare integralmente sul suo blog (e merita veramente di essere letto). Ha detto Maninchedda:

Lo Stato italiano non ha mai notificato all’Unione Europea (unico Stato membro a comportarsi in tal modo) la previsione dello Statuto sardo per un regime fiscale agevolato per la Sardegna. Non l’ha mai fatto e mai lo farà perché teme una Sardegna con un regime fiscale diverso da quello dell’Italia! L’Italia applica lo stesso regime a tutte le latitudini, un Paese lunghissimo e diverso applica lo stesso regime fiscale in tutti i luoghi. La Sardegna, è stato dimostrato, è stata uccisa prima dal fisco piemontese e adesso dal fisco italiano, che non io, ma il Presidente della Corte dei Conti, ha definito “ingiusto, inefficace e punitivo per gli onesti”: non io, non un sardista, ma il Presidente della Corte dei conti!

L’Italia ha costretto la Regione Sardegna ad essere l’unica Regione in Italia a finanziare una strada statale: siamo gli unici!

L’Italia, con l’accordo del 2006, ha vigliaccamente imposto alla Sardegna di farsi carico del suo svantaggio geografico, gli ha caricato la continuità territoriale e il trasporto pubblico locale, e quando ha concesso il trasporto pubblico locale alle altre Regioni d’Italia dando loro anche i soldi, glieli ha dati fuori dal Patto di stabilità mentre noi siamo ancora con il trasporto pubblico locale compreso nel Patto di stabilità!

Questa è l’Italia a cui voi siete affezionati, noi no!
L’Italia ha impugnato, con la Corte costituzionale, tutte le leggi di questo Consiglio regionale e imposto a tutte le Regioni un presidenzialismo becero, giacché ha bocciato tutti gli statuti e le leggi statutarie che non avevano queste caratteristiche.

Conclusione.

Chiediamo una cosa: che voglia considerare oggi, con un ordine del giorno, l’apertura di una sessione speciale dei suoi lavori, aperta alla società, ai deputati e ai senatori, impegnata a verificare la convenienza del nostro permanere nella Repubblica italiana.
La nostra proposta è di sottoporre a verifica da subito la vigenza dei diritti e dei doveri sanciti dalla Costituzione, per accertare se essi siano rispettati da entrambe le parti; la nostra proposta è sottoporre l’unità d’Italia a verifica di giustizia e di vigenza.

Secondo voi come reagiranno Pd e Pdl ad una richiesta del genere?

 

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Posted in: Politica, Sardegna