Ci scrive Roby: “Ok, non parliamo più dell’Anfiteatro: ma uno spazio per i concerti a Cagliari lo vogliamo trovare o no?”

Posted on 18 marzo 2012

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Ricevo e volentieri pubblico. Leggo oggi sui giornali che il Comune renderà note le sue proposte giovedì prossimo. Nel frattempo una sana discussine non guasterebbe.

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Egregio Vito, possiamo parlare di musica e di concerti a Cagliari?

Eccoci al dunque, credo e spero che tu sia d’accordo nell’identificare e trovare uno spazio nel tuo blog, per aprire una conversazione sull’annosa questione relativa alla location estiva, e non solo, nella città di Cagliari.

“Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’”, avrebbe detto il grande Lucio, e ti garantisco che distrarsi sarebbe molto più salutare che continuare a combattere in modo donchisciottesco contro la realtà dei fatti attuali.

Se sei d’accordo cerco di spiegare come la penso, entrando in punti di piedi, dopo aver letto le innumerevoli diatribe relative agli spazi cagliaritani di cui vi siete occupati tu e una buona parte dei tuoi interlocutori.

Parlare del passato, ha un senso? Per me no!

Questo è il motivo per cui chiedo cortesemente a tutti di non tornare sulla questione Anfiteatro romano, che sinceramente ha stancato, cercando di dimenticare, almeno momentaneamente, ciò che è stata l’evidenza dei fatti, che non potrà aiutarci a risolvere le questioni dell’oggi. Solo un’unica annotazione, ci avevano garantito uno spazio alternativo dignitoso, al momento non è pervenuto!

Parliamo del presente, possibilmente con un po’ di lungimiranza che in questi casi non guasta.

È giusto che una città come Cagliari non abbia uno spazio dedicato ai concerti? Dimentichiamo l’odiata terminologia “Grandi Eventi”, pensiamo a situazioni spettacolari usufruibili per tre/quattromila persone, ecco il punto: la nostra città deve avere si o no uno spazio accogliente degno di questo nome? E deve averlo novanta giorni o tutto l’anno? Oppure neanche un giorno all’anno.

Dispiace prendere atto che la questione sembrerebbe non interessare praticamente a nessuno, ma allora alle decine e forse centinaia di migliaia di spettatori che amano i concerti chi glielo spiegherà? Perché la nostra città non inizia a pensare ad una seria pianificazione, per risolvere questo che alla prova dei fatti è diventato un problema irrisolvibile?

Ci sono diverse soluzioni al vaglio, la prima potrebbe essere una tensostruttura per tutto l’anno che d’estate sarebbe parzialmente aperta per sfruttare le nostre fantastiche notti stellate, poi se nel corso della stagione servirà per uno o due giorni uno spazio per diecimila persone, non sarà difficile identificarlo. Una cosa è certa: abbiamo bisogno di una location dignitosa che vada bene agli artisti che si esibiranno, ma sopratutto al pubblico che paga il biglietto.

Scartiamo a priori le proposte indecenti di pseudo-operatori che si ergono a salvatori della patria, indicando in giro per l’Italia soluzioni sulla carta (realizzate con photoshop, visibili solo su siti internet che raccontano favole) irrealizzabili nella pratica. Diamo voce, almeno inizialmente, a chi ha già dimostrato, rischiando la stragrande parte delle risorse in proprio, di essere un professionista del settore.

Sinceramente essendo giunti a metà marzo, credo che il 2012 (se non ci sarà l’annunciata fine del mondo) verrà ricordato come l’anno della fine dei Concerti a Cagliari.

Dopo trent’anni, sarebbe un gran peccato! Sopratutto se si tiene conto che Cagliari ha tutte le caratteristiche per essere alla pari con città sulla carta molto meno importanti e strategiche della nostra, che hanno serate musicali di alto pregio e livello. Un esempio: Livorno ha uno spazio al chiuso con ottomila posti disponibili, con il dovuto rispetto ribadisco Livorno non New York.

La domanda è la seguente: è compito degli operatori dello spettacolo occuparsi dell’organizzazione generale di uno spettacolo, oppure dobbiamo anche costruire i teatri?

In conclusione sembra di avere appreso da come vanno le cose, che il settore dell’entertainment (vedi tempo libero, intrattenimento ecc.) dal calcio agli spettacoli, sia al capolinea, almeno dalle nostre parti, eppure fatte salve le tante problematiche che angustiano i nostri tempi che hanno sicuramente la precedenza, una serata di distrazione o divertimento non ha mai fatto male a nessuno, anzi ha sempre aiutato.

Cordiali saluti a tutti

Roby Massa

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