“Ma perché Buongiorno Cagliari non sta più andando in onda?”. Qualche spiegazione e una promessa

Posted on 19 marzo 2012

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Ieri la sezione di Cagliari dell’associazione Articolo 21 ha scritto questa nota.

Dopo oltre sei anni, da lunedì scorso Cagliari si mette quotidianamente in moto, o tenta di farlo, senza che nessuno le auguri “BUONGIORNO”. In un generale assordante silenzio di chi dovrebbe difendere il diritto di informazione tacciono le voci di Vito Biolchini e Elio Turno Arthemalle che dalle frequenze di Radio Press pungolavano il potere svelando agli ascoltatori, con l’arma corrosiva della satira, i giochi, e talvolta anche le miserie, degli uomini che governano i piccoli e i grandi Palazzi cagliaritani e sardi. Ragioni economiche hanno provocato la sospensione della trasmissione che faceva sorridere migliaia di cittadini, invitandoli nello stesso tempo alla riflessione sul modo in cui sono amministrati. Articolo 21, che del diritto all’informazione e all’essere informati fa la sua bandiera, esprime preoccupazione per la scomparsa di una voce libera del panorama informativo e si augura che le difficoltà possano essere al più presto superate. Anche per evitare il sorgere del sospetto che sull’interruzione del programma abbiano avuto un peso altre motivazioni.

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Prima o poi dovrò spiegare a tutte le persone che mi chiamano, che mi scrivono, che mi fermano per strada, perché da una settimana Buongiorno Cagliari non va più in onda. Ringrazio tutti per l’attenzione, la solidarietà, le belle parole. Ringrazio coloro che senza essere sollecitati e senza ipocrisia hanno pubblicamente fatto notare che c’era qualcosa di nuovo nell’etere: il silenzio. Sono attestazioni che fanno sempre piacere nei momenti nei quali si è in difficoltà. E io sono in difficoltà.

Ma ringrazio anche coloro che non si sono fatti vivi, che hanno fatto finta di niente. Si fa il tagliando alle macchine, grazie a questa situazione io l’ho potuto fare ai miei rapporti personali. Mi piacciono i momenti di verità.

Il motivo per il quale la trasmissione si è bloccata lo ha già bene espresso in una nota affidata a Facebook una settimana fa il direttore di Radio Press, Paola Pilia: “Gentili ascoltatori,
come sapete la radio vive un momento di grande difficoltà economica. Vito ed Elio hanno deciso di fermarsi in attesa che la situazione migliori”.

Io ho sempre compreso le difficoltà economiche della radio. Ma adesso la radio ha deciso di non capire più le mie. Così mi son fermato. Con la speranza di tornare in onda. Al più presto.

In questa settimana però la situazione non è migliorata, anzi. L’editore (Alessandro Manunta, tanto per fare nomi e cognomi e togliere a qualcuno la curiosità) ha risposto alla comunicazione del mio stop dicendomi che, se mi fossi fermato, non sarei più tornato in radio. E io mi son fermato lo stesso. Da lunedì 12 poi non ho ricevuto nessun tipo di comunicazione da parte della società editrice. Silenzio totale. Anch’io sono stato in silenzio, proprio per favorire una ripresa dei rapporti.

Ma lo stop di Buongiorno Cagliari è forse un problema per me, per Articolo 21 e per qualche ascoltatore della radio, ma non per il suo editore.

Di questo devo solo prendere atto. Ed è chiaro che per i capricci di qualcuno io non butto a mare anni di duro lavoro. Prima o poi, Buongiorno Cagliari riprenderà. Ovviamente non a Radio Press. A cui auguro di cuore di poter uscire dalla crisi, visto che da oggi i notiziari e molti programmi non andranno più in onda.

Ho contribuito a fondarla, più di tutti ho creduto nel suo rilancio e sono orgoglioso del lavoro che ho fatto. Ma una settimana di silenzio totale dice con estrema evidenza che a Radio Press il programma “Buongiorno Cagliari” non interessa più, che preferisce farne a meno.

Buona fortuna a tutti e a risentirci presto. Statene certi.

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