Questa domenica tutti a Tuvixeddu! Perché vedere la necropoli è indispensabile per capire. E per salvare il colle dal cemento

Posted on 22 marzo 2012

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Dei 670 monumenti che il Fai aprirà questo fine settimana in tutt’Italia, quello di Tuvixeddu a Cagliari forse sarà l’unico che avrà bisogno di una speciale dispensa da parte della Procura della Repubblica per essere visitabile. L’area della necropoli punica è infatti sotto sequestro per una delle tante vicende giudiziarie che caratterizzano la storia recente del sito.

Questo particolare basterebbe da solo a raccontare l’assurdità del caso Tuvixeddu. Perché al di là delle diverse opinioni sul futuro del colle, spesso ci dimentichiamo di quanto questa vicenda sia inaccettabile.

Perché è inaccettabile che un’area così importante sia stata per anni in gran parte privata (e ancora lo è, eccetto la zona del parco passata al Comune per effetto dell’Accordo di Programma del 2000); ed è inaccettabile che per anni una consistente parte della politica (insieme, è bene ricordarlo, ai sindacati) abbia scommesso sul cemento per “salvare” il colle.

Cagliari invece da più di 25 anni dice no. La resistenza al progetto è sempre stata dura, chiara, evidente. Cagliari non vuole cemento a Tuvixeddu, e la prova lampante che, a parte le palazzine in via Is Maglias, i costruttori non siano riusciti a spuntarla.

Cagliari non vuole cemento e vuole invece capire. Per questo l’apertura al pubblico prevista per domenica (ma si replicherà il 21 e 22 aprile) sarà un’occasione da non perdere: per dare un segnale forte che la città vuole riappropriarsi di un tesoro così importante. E più saremo, meglio è.

E non sono d’accordo con chi teme che la fruizione del parco possa impedire un allargamento in futuro dell’area tutelata. Il parco va aperto subito, perché consentire ai cagliaritani di vedere che cos’è Tuvixeddu sarà un’arma in più contro ogni tentativo di speculazione.

Ricordo non so più quanti anni fa. Era il 1995 o il 1996, sicuramente prima della prima edizione di Cagliari Monumenti Aperti. Noi dell’associazione Ipogeo proponemmo agli altri gruppi culturali che si erano riuniti per una raccolta di firme a favore del colle, di effettuare delle visite guidate nella necropoli.

L’idea, per quanto banale, lasciò tutti interdetti: allora la difesa del colle andava avanti solo a colpi di ricorsi e raccolte di firme. Poi davanti alle nostre insistenze (eravamo giovani…) dovettero arrendersi. Era già primavera inoltrata. Le visite si svolgevano di mercoledì. Fu un’invasione clamorosa. In quattro settimane accompagnammo alla scoperta di Tuvixeddu migliaia di persone.

Questa consapevolezza stava ovviamente cambiando il modo dei cagliaritani di percepire il caso Tuvixeddu. Infatti, non a caso, dopo appena un mese, Coimpresa recintò l’area che da allora restò inaccessibile a tutti. I cagliaritani non dovevano vedere, non dovevano capire.

Ecco perché questa domenica più persone andranno a Tuvixeddu maggiore saranno le possibilità di salvare il colle dalla speculazione edilizia. Perché per capire bisogna vedere.

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