Servitù carceraria! Asinara o no, il progetto dello Stato è chiaro: tutti i mafiosi e i camorristi più pericolosi verranno detenuti in Sardegna!

Posted on 22 marzo 2012

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Una nuova servitù si avanza dunque all’orizzonte per la Sardegna: quella carceraria. È il destino di ogni isola, si dirà. Ma ciò che colpisce è il silenzio o (nel maggiore dei casi) l’ipocrisia con la quale questo progetto sta prendendo corpo giorno dopo giorno, con sempre maggiore evidenza.

Lo si era capito già qualche anno fa (ed erano partiti gli allarmi: ricordo addirittura una prima pagina de “Il Giornale di Sardegna”) ma il centrodestra aveva subito derubricato a “inutile paura” il disegno (chiaro, chiarissimo) di portare tutti i detenuti in regime di 41 bis (cioè i mafiosi e i camorristi più pericolosi) in Sardegna.

Poi arrivò il famigerato “Pacchetto Sicurezza” voluto nel luglio del 2009 dal governo Berlusconi, in cui si stabiliva che i detenuti “dovranno essere ospitati in istituti a essi dedicati, preferibilmente sulle isole”. Visto che tenere i mafiosi in Sicilia non ha molto senso, basta saper fare due più due.

Infatti arrivò la decisione di dare la precedenza alla realizzazione delle nuove carceri sarde di Bancali, di Uta di Oristano. È vero, da anni San Sebastiano a Sassari e Buoncammino a Cagliari sono ritenute le strutture peggiori di tutto il paese. Ma lo Stato ha approfittato di una condizione di necessità per attuare un progetto che mortifica la Sardegna e la condanna ad essere “la Cayenna d’Italia”.

Dove sono ospitati oggi i circa 700 detenuti in regime di 41 bis? Un po’ dappertutto. E dove andranno in futuro? L’indicazione è chiara. Oggi in una intervista alla Nuova Sardegna, il ministro Severino lo spiega bene.

“Martedì, in occasione dell’audizione in Commissione antimafia, ho risposto a una domanda molto precisa dell’onorevole Giuseppe Lumia che chiedeva se il governo avesse previsto l’apertura di 41-bis nelle zone insulari, con particolare ed esclusivo riferimento a Pianosa e Asinara. Io ho premesso che a Sassari e Cagliari saranno di imminente apertura nuovi istituti, e in parte verranno destinati a tale scopo”.

A Cagliari e a Sassari. E quanti saranno? Elena Laudante su La Nuova Sardegna, in un articolo dal titolo “Sardegna alla prova del 41 bis” è stata ancora più chiara:

“A Sassari il nuovo istituto di Bancali ne accoglierà almeno 150, su 650 posti in media. Uta, nel Cagliaritano, qualcuno in più”.

Quindi di sicuro a Cagliari e a Sassari ospiteranno da sole la metà di tutti i detenuti in 41 bis! Niente di nuovo, lo aveva scritto anche Lirio Abbate sull’Espresso sei mesi fa:

“La Sardegna, con la difficoltà di visite per i familiari e le vie di fuga limitate dal mare, è sempre stata la destinazione dei criminali di rango: mafiosi, camorristi, terroristi neri e rossi del passato e, oggi, ai terroristi islamici. Mentre Cagliari e Sassari si preparano ad accogliere i pezzi da novanta, a Nuoro ci sono già”.

Dopo le servitù militari, quelle carcerarie. Sarà una battaglia durissima alla quale dobbiamo prepararci. Altro che nucleare.

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Posted in: Politica, Sardegna