È arrivato “Me ne vado”! Se Monti si autoproclama “uomo della Provvidenza” allora è meglio tornare alle urne. Al più presto

Posted on 27 marzo 2012

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Dice Monti che “Se il Paese non è pronto il governo potrebbe non restare”. A cosa non sarebbe pronta l’Italia non si capisce bene. Ad una riforma del mercato del lavoro che trova una dura opposizione non nei partiti (che non rappresentano praticamente più nessuno) ma nel paese reale? Ad un governo che prende le sue decisioni ostentando l’intenzione di non volere il consenso della gente? Ad un governo che (come ha scritto bene Massimo Giannini su Repubblica), asseconda i tassisti ma ignora la Cgil? Di cosa si lamenta Monti? Che cosa vorrebbe più di quello che ha già?

I grandi partiti sono costretti ad appoggiarlo, i maggiori quotidiani sono spudoratamente con lui. Nella sua azione quotidiana di sostegno, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è arrivato perfino a stravolgere la Costituzione materiale del nostro paese, trasformandolo da democrazia parlamentare a presidenzialista.

Perché il combinato disposto dell’azione di Monti e di Napolitano è proprio questo: l’introduzione di un presidenzialismo di fatto, senza che nessuno l’abbia mai voluto né votato. Come Monti, d’altronde.

Con la sua battuta lanciata a Seul, il Presidente del Consiglio tradisce l’antica presunzione delle élite nazionali di essere la parte migliore di questo paese: la storia ha dimostrato che non è così. Ma tradisce anche l’antico vizio del potere di ritenersi indispensabile, e dunque ingiudicabile. Non criticabile.

Giorno dopo giorno emerge il tragico errore di Napolitano di non aver indetto le elezioni dopo la caduta del governo Berlusconi. Perché adesso, dopo tutto quello che abbiamo passato e che ancora ci aspetta, ci mancava solo l’ex rettore della Bocconi che si autoproclamava “uomo della Provvidenza”.

Per uscire dalla crisi prima si torna alle urne meglio è: speriamo che il Pd lo capisca presto. Purtroppo però le minacce in Italia funzionano sempre. E da oggi Monti potrebbe essere più forte di prima.

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