Secondo voi, perché l’Emiro del Qatar si è comprato la Costa Smeralda e vuole investire a Teulada? Quelle due o tre cosette che Cappellacci dovrebbe spiegare ai sardi

Posted on 6 aprile 2012

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Un comunicato così insignificante che nemmeno l’Unione Sarda lo ha pubblicato. Giusto un trafiletto sulla Nuova Sardegna di oggi:

“Il Qatar sbarca in Sardegna e compra la Costa Smeralda? Bene. Purché rispetti la nostra idea di sviluppo che prevede, oltre ai benefici economici, rispetto per l’ambiente, sosteniibilità e un ritorno in termini di qualità della vita per i cittadini sardi”.

Il resto delle dichiarazioni di Cappellacci ve lo risparmio, essendo ad altissimo tasso di retorica e banalità.

Ma è evidente che il presidente della Regione non può cavarsela in questo modo. Eh già, perché Cappellacci l’Emiro del Qatar lo conosce benissimo, avendolo incontrato proprio a casa sua, a Doha, lo scorso mese di dicembre, insieme all’allora ministro degli Esteri, Franco Frattini.

Cosa si sono detti in quell’occasione i tre? Secondo un lancio dell’Adn Kronos, “le autorità dell’emirato hanno manifestato particolare attenzione al settore turistico e dell’energia”.

Visto che un’operazione da 600 milioni di euro non si prepara in poche settimane, è quindi plausibile immaginare che al centro dell’incontro ci fosse proprio l’acquisto dell’Emiro del Consorzio Costa Smeralda.

Ma chi è l’Emiro del Qatar, perché è interessato alla Sardegna?

Hamad bin Kalifa al Thani è uno dei politici mondiali emergenti. Il suo paese è la sede della potentissima Aj Jazeera. Il Qatar è ritenuto la potenza silenziosa che sta fomentando e sostenendo a suon di petrodollari le rivoluzioni arabe. Il Qatar si è aggiudicato addirittura i Mondiali di calcio del 2022. L’Emiro non è dunque un oscuro gestore di fondi qual è Tom Barrak. L’Emiro è molto, molto di più, e il Qatar è una potenza regionale in ascesa e che sta facendo, come ha scritto qualcuno, “shopping nell’Europa in crisi”.

Una fonte anonima spiega alla Nuova Sardegna di oggi, in un articolo dal titolo “Costa Smeralda al Qatar, la partita ora è chiusa“, com’è nato l’affare.

“L’investimento in Costa Smeralda è stato fatto per due ragioni. La prima è che la Costa Smeralda è uno dei beni di maggior valore in Europa. La seconda è che, con oculatezza, la famiglia Al Thani pensa di fare un investimento a lungo termine. Deve essere chiaro che non è un ritorno al passato, ma è un viaggio verso il futuro”.

Con oculatezza? L’emiro ha comprato a 600 milioni di euro ciò che Barrack nove anni fa aveva acquistato a 290! Quasi un azzardo. E per chiudere l’affare in tempi rapidi ci spiega sempre la Nuova di oggi che

“Per capire quanto fosse forte nei suoi componenti, a cominciare dal più giovane Tamim bin Hamad, la voglia di impossessarsi di Porto Cervo, basti questo particolare emerso nelle trattative. Ieri era la giornata in cui Barrack avrebbe dovuto restituire a Unicredit 220 milioni, pena far scattare il pegno della banca sulle proprietà smeraldine. Come previsto, Barrack non l’ha fatto e ha lasciato campo libero al Qatar. Che ha estinto il debito tre giorni fa, quando ancora il preaccordo con Colony non era stato sottoscritto. Un messaggio chiarissimo sulle intenzione dell’emirato”.

L’emirato vuole dunque a tutti i costi la Costa Smeralda e per averla, in un periodo di crisi globale, la sta pagando una quantità di soldi impressionante.

Ma cosa è esattamente la Costa Smeralda? Cos’ha comprato l’emiro? Ce lo spiega il Sole 24 Ore di ieri in un articolo dal titolo “Costa Smeralda vale 700 milioni”. Tenetevi forte.

“Costa Smeralda Holding detiene terreni, quattro hotel di lusso (Cala di Volpe, Pitrizza, Romazzino e Cervo Hotel, ndr) sulle spiagge più famose d’Italia e del mondo, il Pevero golf club e la Marina di Porto Cervo”.

E poi? La Nuova Sardegna di oggi parla anche genericamente di “terreni”. Il Sole ne sa qualcosa in più.

“Nei piani del nuovo socio di maggioranza ci sarebbe l’intenzione di investire grandi capitali per una ulteriore valorizzazione dell’area. Nel rispetto dell’ambiente e dei turisti. La transazione comprende infatti 2.300 ettari di terreni tuttora preservati in base alla legge Salva Coste voluta dall’allora Governatore Renato Soru nel 2004 e che vieta costruzioni a meno di duemila metri dal mare. Una tutela che ha anche garantito nel corso del tempo la solidità dei valori immobiliari della zona. Compresi quelli delle ville di lusso che sono sorte negli anni nelle location più prestigiose come il comprensorio del Pevero fino alle dimore di Porto Rotondo”.

L’emiro si sta dunque comprando anche la bellezza di 2300 ettari! Ora non edificabili. Anche se, per il quotidiano economico, nulla esclude che un giorno lo possano diventare… Leggiamo ancora Il Sole.

“A oggi non risultano depositati in Comune e Regione nuovi progetti di sviluppo, ma non è detto che in futuro su quei terreni gli arabi non sognino di realizzare uno sviluppo di abitazioni di lusso residenziali attorno a un nuovo campo da golf, un richiamo per turisti e acquirenti di seconde case. Anche se al momento la motivazione all’acquisto dell’emiro è quella di entrare in possesso di strutture ricettive di prestigio che al mondo non hanno eguali”.

“Al momento” niente nuovo cemento in Costa Smeralda. Poi, si vedrà.

Ma l’emiro a quanto pare guarda anche a sud, alla costa di Teulada. Ce lo dice l’Unione Sarda di oggi in un articolo dal titolo “Un’altra Porto Cervo a Teulada”, e il giornale ci dà l’impressione di non dirci tutto quello che sa. Perché “Teulada” e “sud Sardegna” sono concetti troppo generici, è evidente che l’Emiro ha già adocchiato qualche situazione che gli interessa. Magari anche già avviata, chi lo sa (avete visto la foto pubblicata a corredo dell’articolo?). Una cosa appare però certa:

“Da oltre un anno, dunque, sull’asse Cagliari-Olbia-Doha si lavora all’investimento del fondo del Qatar sull’isola. Si parla do somme consistenti: se per la Costa Smeralda, tra alberghi, terreni e progetti di sviluppo si mettono sul piatto oltre 600 milioni di euro, altrettandi sarebbero destinati per il Sud dell’Isola, per un totale di 1,2 miliardi. Questa la cifra che l’emiro avrebbe stanziato per i suoi progetti in Sardegna”.

Quindi, ricapitolando: quattro mesi fa il presidente Cappellacci vola a Doha con il nostro ministro degli Esteri, incontra il potentissimo Emiro del Qatar che pochi mesi dopo si compra la Costa Smeralda e poi fa sapere di fare un altro consistente investimento dalle parti di Teulada. Un business mostruoso. E Cappellacci, che conosce le intenzioni dell’Emiro da tempo, cosa ci dice? Praticamente nulla.

Dalla semplice lettura dei giornali emerge un piano complesso, molto articolato e ambizioso. Che forse avrebbe bisogno di un dibattito pubblico e di maggiore trasparenza da parte di tutti.

I sardi hanno diritto di sapere, la Regione e il suo presidente non se la possono cavare con le solite quattro banalità assortite.

Per cui, iniziamo con le domande. Presidente Cappellacci, cosa vi siete detti e lei e l’Emiro a dicembre? Cosa ha messo sul piatto della trattativa che ha convinto l’Emiro a investire da noi invece che in un qualunque altro posto del pianeta? Cosa ha promesso?

 

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