“Voi da qui dovete andare via!”: l’amministrazione Zedda caccia venti associazioni culturali dall’ex Liceo Artistico! E anche LucidoSottile finisce per strada…

Posted on 13 aprile 2012

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La notizia è molto semplice: il Comune di Cagliari ha intimato alle venti associazioni che lavorano e che hanno sede nell’ex Liceo Artistico di piazzetta Dettori di lasciare immediatamente lo stabile. La notizia la trovate in questo articolo pubblicato oggi da Sardegna Quotidiano.

Il motivo dello sfratto? Le associazioni non hanno titolo per stare lì. Nel senso che la precedente amministrazione di centrodestra aveva concesso alle associazioni l’utilizzo dei locali, dando ad alcune un pezzo di carta, ad altre no. Ora l’amministrazione Zedda vuole vedere quel pezzo di carta, che ovviamente non c’è o è scaduto. E in pochi giorni le associazioni dovranno lasciare lo stabile.

E dire che in questi mesi le associazioni hanno per ben due volte chiesto ufficialmente al Comune che la loro posizione fosse formalmente regolarizzata. Ma dall’amministrazione Zedda non è arrivata alcuna risposta.

È chiaro che il Comune può fare dei suoi locali quello che vuole, ci mancherebbe altro. Ed è altrettanto chiaro che la logica che si sta seguendo è, dal punto di vista tecnico, ineccepibile. I problemi sorgono quando ci si chiede che senso ha cacciare di malo modo dall’oggi al domani venti associazioni che hanno un’attività in corso programmata da tempo. Se una cosa simile l’avesse fatta una giunta di centrodestra, il centrosinistra come avrebbe reagito?

Nell’ex Liceo Artistico si tengono mostre di pittura, proiezioni cinematografiche, letture bibliche, corsi di canto e di musica, lezioni di inglese, di salsa per anziani, attività ludiche per bambini con tanto di baby parking. Attività che coinvolgono centinaia di persone. Le associazioni in questi anni hanno sostenuto i costi della manutenzione dei locali. E all’ex Artistico c’è anche la sede della compagnia teatrale LucidoSottile.

Guardate, mi occupo di spazi culturali a Cagliari da oltre vent’anni e quindi il fatto che in questa vicenda ci sia implicata una compagnia a me molto cara è marginale. Voi siete certo liberi di credere il contrario, ma io resto del mio parere, e dirò dunque quello che penso di questa vicenda.

Quello degli spazi culturali a Cagliari è un problema molto sentito. La commissione Cultura presieduta da Francesca Ghirra ha tenuto numerose audizioni con gli operatori del settore. Ora però, dopo la condivisione di obiettivi e strategie, arrivano gli sgomberi: perché?

Perché la strategia è chiara: fare tabula rasa prima di procedere con l’assegnazione degli spazi. Una strategia ingiusta, sbagliata e perdente. Per assicurare un diritto a tutti, l’amministrazione Zedda si comincia col togliere quel diritto a chi ce l’ha già. Una mossa che non ha molto senso.

Una amministrazione avveduta, nel caso del Liceo Artistico, dovrebbe semplicemente preparare un bando, fissare dei criteri per l’assegnazione dei locali presenti nello stabile della Marina. Dopodiché fuori i vecchi, dentro i nuovi: e nessuno avrebbe niente da ridire.

Invece ci troviamo di fronte ad una amministrazione di centrosinistra che dall’oggi al domani preferisce mandare un’ordinanza di sgombero a venti associazioni culturali, costringendole a trovarsi improvvisamente una nuova sede, con tutti i disagi che questo comporta. Perché?

Anche perché (e questo è uno degli aspetti sconcertanti della vicenda) è che non risulta che il Comune di Cagliari, eseguiti gli sgomberi, abbia la minima idea di che cosa fare all’Artistico. Il suo unico obiettivo ora è quello di dare una prova di forza e cacciare gli occupanti. Con un risultato evidente: mandati via tutti e sospese tutte le attività, i locali resterebbero vuoti per chissà quanto tempo, in attesa di un bando o di che cosa.

In queste ore diversi consiglieri di maggioranza stanno cercando di far ragionare l’assessore alla Cultura Enrica Puggioni, chiedendo che l’ordinanza venga annullata e che si apra un tavolo con le venti associazioni per concordare assieme un percorso che porti alla riassegnazione dei locali attraverso criteri condivisi e tempi certi: niente da fare.

Ieri l’assessore con piglio militaresco ha addirittura fatto visita nell’ex Liceo, dicendo al rappresentante di una delle associazioni presenti nello stabile l’infelice frase “Voi da qui ve ne dovete andare”. I motivi? Vari e disparati: “Non avete titolo”, “I locali sono inagibili”, “I locali servono alla pubblica istruzione” (con tutte le scuole vuote che ci sono!? Ndr), “Ci sono altre associazioni che hanno diritto ad avere una sede”. Lo stato confusionale dell’assessore è evidente.

Di fronte a tanta inadeguatezza e a tanta supponenza c’è da restare senza parole. Ma la situazione non può sorprendere: la sinistra ha sempre avuto un pessimo rapporto con la cultura. Anche stavolta in assenza di un progetto politico chiaro, si preferisce fare la voce grossa e affidarsi alle “regole”. Come se queste fossero il fine e non il mezzo di ogni buona amministrazione. Dove non ci sono strategie politiche credibili, arriva sempre la burocrazia.

La scelta dell’amministrazione Zedda di far sgomberare l’ex Liceo Artistico è un pessimo segnale per le politiche culturali di questa città. Sconcerta l’assoluta assenza di dialogo e di confronto, sbandierata sempre come nuovo modello di rapporto con i cittadini e con le associazioni. In questo modo il Comune non manda via neanche i venditori abusivi fuori dai mercati civici, manco quelli che occupano le case popolari: perché riserva questo trattamento a venti associazioni che, evidentemente, abusive non sono?

L’assessore Puggioni forse non era a Cagliari quando il suo predecessore utilizzava sulle questioni della cultura in città toni altrettanto ultimativi e manifestava un discreto disprezzo per le associazioni culturali, dicendo anche pubblicamente “Sono troppe”. Forse è la comune estrazione accademica a generare atteggiamenti che si ripetono, a dispetto della differenza di schieramento politico.

Il centrosinistra cittadino si chiarisca le idee e decida in fretta cosa fare, come risolvere questa situazione che rischia di degenerare.

Un’ultima cosa: ma se Massimo Zedda aveva intenzione di far sgomberare i locali, perché appena dieci giorni fa è andato all’Artistico a vedere lo spettacolo dei Batisfera? Non si rende conto il sindaco di non essere uno spettatore qualunque, ma che con la sua ripetuta presenza in questi mesi all’ex Artistico ha legittimato politicamente l’attività e le associazioni che li operano da tempo? Com’è possibile che il sindaco va a vedere gli spettacoli all’ex Liceo e poi dopo pochi giorni lo fa sgomberare?

 

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