“Anche i fascisti possono sfilare in corteo il 25 aprile”: ecco la lettera del Prefetto di Cagliari! E mercoledì sit in di protesta sotto il Comune in via Roma

Posted on 15 aprile 2012

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Si avvicina il 25 aprile, e i nodi vengono al pettine. Ci sono seri rischi che Cagliari conosca anche quest’anno l’onta e la vergogna di un corteo neofascista nel giorno che ricorda la liberazione dell’Italia dalla dittatura di Hitler e Mussolini. Una cosa indegna.

L’Anpi di Cagliari (associazione di cui sono, lo dico per inciso, vice presidente provinciale vicario) lo scorso 2 febbraio aveva inviato una lettera al prefetto di Cagliari Balsamo, al sindaco Zedda e al Questore, chiedendo che le autorità non autorizzassero il corteo neofascista.

Lo scorso 22 febbraio il prefetto Balsamo ha risposto (la lettera la trovate qua sotto), affermando semplicemente che la Costituzione, all’articolo 17, afferma che “i cittadini hanno diritto a riunirsi pacificamente e senz’armi”. E che quindi i neofascisti potranno manifestare tranquillamente, e che anzi “sarà cura delle Forze di Polizia l’attenta vigilanza a garanzia del rispetto dell’ordinato svolgimento della manifestazione da parte dei promotori”.

L’Anpi ora scriverà nuovamente al Prefetto e chiederà anche un incontro al sindaco Zedda.

Contro il corteo neofascista si è mobilitato anche il neonato Coordinamento Antifascista Cagliaritano, che per mercoledì prossimo, 18 aprile, ha organizzato alle 18 un sit in sotto il Comune in via Roma. L’obiettivo è quello di chiedere espressamente “ai consiglieri comunali, al sindaco e alla cittadinanza di prendere una posizione contro la parata fascista organizzata il 25 aprile (festa per liberazione dal nazi-fascismo) a cui partecipano vari gruppi dell’estrema destra cagliaritana”.

Due settimane fa ho preso parte a Chianciano ai lavori del Consiglio nazionale dell’Anpi. Il nostro presidente, Carlo Smuraglia, nella sua relazione, ha annunciato che l’associazione ora farà una ricognizione degli strumenti normativi che consentono ai neofascisti di aggirare la norma costituzionale che proibisce l’apologia del fascismo, con l’obbiettivo di approntarne di nuovi, assolutamente efficaci.

Io da parte mia, nel mio intervento di fronte al Consiglio, ho raccontato la sconcertante vicenda dell’assemblea del Coordinamento Antifascista saltata lo scorso 1° aprile, quando una serie di visite preventive di agenti e carabinieri hanno “convinto” il gestore della sala a non concedere più la disponibilità della stessa per l’assemblea.

Poi ad altri dirigenti dell’associazione ho raccontato anche la situazione cagliaritana. Il presidente dell’Anpi di Roma, quando ha saputo del corteo nazifascista il 25 aprile, si è scandalizzato e mi ha detto: “Il vostro Prefetto autorizza il corteo? Allora bisogna denunciare Sua Eccellenza per abuso d’ufficio”. Ma il presidente dell’Anpi di Roma è un tipo bizzarro, il padre era un militare che, all’altezza di Caserta, sparò sulle camicie nere che marciavano su Roma, ammazzandone sei. Poi scappò in Africa e tornò in Italia per fare la Resistenza. Altri tempi. Altri uomini.

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Prefettura di Cagliari

Ufficio Territoriale del Governo

Area I Ordine e Sicurezza Pubblica

Prot. n. 12697/2012                                                                                                                                                                            22 febbraio 2012

Al Sig. Presidente A.N.P.I.
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Comitato Provinciale
Via Sonnino, 36
CAGLIARI

e, p.c. Al Sig. Questore
Al Sig. Sindaco
CAGLIARI

OGGETTO: 25 aprile – Festa della Liberazione Nazionale

Con nota inviata anche a questa Prefettura, codesta Associazione ha stigmatizzato che nella ricorrenza del 25 Aprile, Festa della Liberazione, si svolgano concomitanti manifestazioni organizzate da “gruppi neofascisti” che intenderebbero commemorare la Repubblica Sociale Italiana.

Al riguardo, giova osservare quanto segue.

Come noto, ai sensi dell’art. 17 della Costituzione “i cittadini hanno diritto a riunirsi pacificamente e senz’armi”, salvo preavviso delle riunioni in luogo pubblico alle autorità, “che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o incolumità pubblica”.

Tale specifica garanzia costituzionale, caratterizzata da un generale “favor libertatis”, disciplina nel dettaglio le modalità di esercizio del diritto di riunione, prescrivendo – come limiti oggettivi – che le riunioni si svolgono pacificamente e senz’armi e prevedendo il preavviso ove si tengano in luogo pubblico.

Tutte le riunioni sono, pertanto, tutelate dalla norma costituzionale nella misura in cui si svolgono entro i predetti limiti, essendo sancita la possibilità di divieto preventivo esclusivamente per motivi di sicurezza o incolumità, che debbono essere comprovati, con conseguente necessità di esauriente motivazione circa il concreto pericolo che l’esercizio del diritto potrebbe comportare.

Ciò posto, sempre che siano salvaguardati gli altri interessi costituzionalmente rilevanti (in particolare la libertà di circolazione), non risultano ammissibili ulteriori forme di intervento limitative della libertà in questione, fatte salve le prescrizioni in ordine alla modalità di svolgimento delle manifestazioni dettate dall’autorità di p.s..

Anche in tale occasione, sarà cura delle Forze di Polizia l’attenta vigilanza a garanzia del rispetto dell’ordinato svolgimento della manifestazione da parte dei promotori.

IL PREFETTO
(Balsamo)

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