L’Anpi di Cagliari scrive di nuovo al Prefetto: “In nome della Costituzione e della legge, vieti il corteo dei fascisti il 25 aprile. Non si può denigrare la Resistenza”.

Posted on 18 aprile 2012

19


Fra una settimana celebreremo la Festa della Liberazione. Per noi dell’Anpi sono giorni intensi perché siamo impegnati nelle scuole a parlare di Resistenza, di antifascismo e di Costituzione. La Costituzione è bella anche perché è scritta in maniera semplice e pure i ragazzini ne capiscono il senso e lo spirito senza tanti problemi. Il problema è quando si diventa grandi, e allora ci si attacca alle parole e si perde di vista il significato profondo di un testo nato alla fine della guerra e della Resistenza.

Oggi il Comitato provinciale dell’Anpi di Cagliari ha scritto nuovamente al prefetto, Giovanni Balsamo, chiedendogli di non autorizzare il corteo nazifascista in programma il prossimo 25 Aprile a Cagliari. La lettera la trovate di sotto. Poi chiederemo anche al sindaco di Cagliari Massimo Zedda di prendere una posizione politica riguardo questa vergogna non più tollerabile.

E adesso attendiamo una risposta di Sua Eccellenza.

***

Al Signor Prefetto di Cagliari
Ufficio territoriale del Governo
Area I Ordine e Sicurezza Pubblica
Piazza Palazzo n. 2
09124  CAGLIARI

Oggetto:     25 Aprile Festa della Liberazione Nazionale.

Rif.  Lettera del 22.02.2012 – Prot. 12697/2012.

 

Signor Prefetto,

In data 2 febbraio 2012, l’A.N.P.I. – Comitato Provinciale di Cagliari, Le ha inviato una lettera invitandola, con ampie e  circostanziate motivazioni,  a vietare le piazze ai neofascisti cagliaritani il 25 Aprile del 2012,  Festa della Liberazione nazionale dal nazifascismo.

Lei ci ha risposto, con lettera del 22 febbraio – Protocollo n. 12697/2012 – richiamando l’art. 17 della Costituzione e  affermando che questo articolo non consente divieti preventivi se non per comprovati motivi di sicurezza e d’incolumità pubblica, ossia ove esista un collegamento con accadimenti già accertati (disordini dei giorni precedenti, scontri fra opposte fazioni etc.) che lascino prevedere con un ragionevole tasso di probabilità che la manifestazione possa degenerare.

E siccome le iniziative promosse dai gruppi neo- fascisti a Cagliari il 25 aprile non metterebbero in pericolo la sicurezza e l’incolumità delle persone, Lei conclude nella nota che non c’è spazio per vietarle.
Tuttavia, con il dovuto rispetto, ci permettiamo di dissentire da questa Sua convinzione.

E’ pur vero che l’art. 17 della Costituzione garantisce la libertà di manifestare, ma le disposizioni di legge s’interpretano non singolarmente e isolatamente, ma inquadrandole nel sistema normativo. Accanto all’interpretazione sistematica c’è poi quella teleologica che guarda alle finalità delle norme per svelarne il significato. Ora, nella Costituzione ci sono anche le disposizioni transitorie e  la XII vieta la ricostituzione in qualunque forma del partito fascista.

Più in particolare la legge n. 645 del 1952, nota come “Legge Scelba”, che reca le norme di attuazione della su richiamata XII disposizione transitoria (comma primo) della Costituzione, prevede, all’art. 1, il divieto di ricostituzione del partito fascista configurando il divieto di una serie di fattispecie che possono essere sanzionate, tra le quali “…quando esaltando, minacciando o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.

Questa disposizione può apparire in contrasto con la libertà di associazione, fra le quali spicca quella di formare partiti politici, ma in realtà non lo è.

La nostra  Costituzione afferma con forza che la libertà si ferma davanti a chi la usa per riorganizzare o inneggiare al fascismo, o “denigrare i valori della Resistenza”. Questa preclusione alla libertà di organizzazione dei fascisti vale anche per le manifestazioni che inneggino a quei valori, antidemocratici e di sopraffazione.

Ed allora,  Signor Prefetto, alla luce della lettera e soprattutto dello spirito della Costituzione, che nasce dalla Resistenza al fascismo, emerge che le Autorità Repubblicane – anche i Prefetti – hanno il potere-dovere di impedire ai fascisti di porre in essere una manifestazione che si prefigge di infangare i valori della Resistenza sui quali è stata costruita la Costituzione, manifestazione promossa proprio nel giorno che ricorda la Liberazione del Paese.

Quella Liberazione, frutto della Guerra Partigiana e della Resistenza, che consente a tutti noi di godere delle libertà costituzionali.

Per l’insieme di queste ragioni, l’ANPI, Le rinnova con forza l’invito a vietare a Cagliari, in nome della Costituzione, le provocazioni fasciste previste per il giorno della Festa della Liberazione.

Distinti saluti

Il Presidente
(Marco Sini)

Cagliari, 18 Aprile 2012

 

Annunci