Ora basta! Tredici parlamentari sardi scrivono al Ministro degli Interni: “No alle camicie nere in piazza a Cagliari nel giorno della Liberazione”!

Posted on 23 aprile 2012

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Tredici parlamentari sardi di tre diversi gruppi (Pd, Udc e Idv) hanno presentato stasera un’interpellanza alla Camera e al Senato, rivolta al Ministro degli Interni Cancellieri, per chiedere se non sia opportuno annullare la manifestazione neofascista autorizzata a Cagliari dal prefetto Balsamo e che dovrebbe tenersi nel pomeriggio di dopodomani, 25 aprile.

L’interpellanza è firmata dai deputati del Partito Democratico Giulio Calvisi, Arturo Parisi, Paolo Fadda, Siro Marrocu, Guido Melis, Caterina Pes, Amalia Schirru e Antonello Soro, da Federico Palomba dell’Italia dei Valori e da Antonello Mereu dell’Udc. Al Senato il documento è stato invece proposto da Francesco Sanna, Giampiero Scanu e Antonello Cabras del Pd.

Questa di stasera è solo l’ultima iniziativa contro la decisione di autorizzare la manifestazione neofascista, dopo le due lettere dell’Anpi, la presa di posizione del sindaco Zedda, il sit in del Comitato Antifascista Cagliaritano e l’appello rivolto da alcune associazioni ad inviare una mail di protesta al prefetto Balsamo.

Ormai la manifestazione neofascista in programma a Cagliari sta diventando un caso nazionale. Speriamo che Sua Eccellenza Balsamo capisca che l’ordine pubblico è realmente a rischio. E che tragga le opportune conseguenze.

L’iniziativa dei nostri parlamentari è importantissima. Per questo vi chiedo di diffonderla il più possibile attraverso tutti i vostri canali.

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Interpellanza

Al Ministro dell’interno – per sapere – premesso che

lo scorso 2 febbraio il coordinamento provinciale di Cagliari dell’Anpi ha scritto al Prefetto, al Questore e al Sindaco per chiedere che non venisse autorizzata la manifestazione neofascista che ormai da anni si tiene a Cagliari nel pomeriggio della giornata del 25 aprile;

opportunamente, in tale documento si rileva come tali iniziative, svolte in contrasto e  in concomitanza con quelle che si celebrano il giorno della Festa nazionale della Liberazione, da parte di ben noti gruppi neofascisti, abbiano ad oggetto la “commemorazione  della repubblica di Salò”, con un evidente intento provocatorio il quale, oltre ledere la memoria storica della Resistenza al fascismo e, da cui origina la Repubblica Italiana, possono  costituire motivo di incontrollabili contrasti e di turbamento dell’ordine pubblico;

in data 22 febbraio, il Prefetto ha risposto affermando di non avere il potere di vietare la manifestazione se non per motivi di ordine pubblico;

va sicuramente ribadito il saldo riferimento al  principio costituzionale della libertà di manifestazione del pensiero e di riunione pacifica e senz’armi, è da osservarsi che in passato la concomitante provocatoria rievocazione dell’esperienza repubblichina nella medesima giornata della Festa della Liberazione, ha dato luogo nella città di Cagliari a tafferugli e scontri;

il nostro ordinamento preveda altresì, in particolare con la legge n. 645 del 1952, nota come “Legge Scelba”, di attuazione della XII disposizione transitoria (comma primo) della Costituzione, il divieto di ricostituzione del partito fascista configurandolo in una serie di condotte che possono essere sanzionate, tra le quali “…quando esaltando, minacciando o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”;

a parere degli interpellanti, non sembrano esserci dubbi sui reali intendimenti degli organizzatori della iniziativa dei gruppi neofascisti ;

anche su istanza del sindaco di Cagliari, il Prefetto non ha autorizzato il corteo neofascista per le strade della città, ritenendo tuttavia di non vietare un lungo sit-in nel centro di Cagliari;

proprio in riferimento ai motivi di sicurezza pubblica, presupposto che la Costituzione individua per vietare riunioni pubbliche, si ricorda che già il 25 aprile del  2009 (in occasione di una manifestazione neofascista della stessa indole) vi furono disordini culminati da scontri tra  la polizia e  manifestanti antifascisti scesi in piazza per contestare il presidio delle camicie nere;

le celebrazioni della Liberazione stanno registrando preoccupanti segnali di denigrazione e provocazione in più parti d’Italia:

se non ritenga opportuno impartire le dovute direttive utili a garantire il sereno svolgimento della Festa Nazionale della Liberazione nel capoluogo della Sardegna, verificando che i neofascisti antagonisti rispettino la legge 645/1952, impedendo – per i motivi previsti dall’articolo 17, ultimo comma della Costituzione – concomitanti “celebrazioni” della repubblica di Salò, che potranno legittimamente tenersi in altra giornata;

quali urgenti iniziative intenda assumere al fine di assicurare che la festività del 25 aprile non risulti condizionata da iniziative provocatorie di gruppi ampiamente minoritari, ma pericolosi sul piano della tutela dell’ordine pubblico, volte a creare un clima di tensione e di oltraggio della memoria della Resistenza e dei valori fondanti della nostra democrazia.

Alla Camera: CALVISI,PALOMBA,MEREU,FADDA,MARROCU,MELIS,PARISI,PES,SCHIRRU,SORO

Al Senato: SANNA,CABRAS,SCANU

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