25 aprile a Cagliari, mai così tanta gente in piazza dal 1994. Le cinque cose che ricorderemo di questa bella giornata di festa

Posted on 25 aprile 2012

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Era dal 1994 che a Cagliari per il 25 aprile non scendeva in piazza tanta gente. Quello di oggi è stato un corteo bello, colorato, gioioso. In piazza del Carmine alla fine c’erano almeno 4000 persone e il colpo d’occhio era bellissimo.

Ricorderemo questa edizione 2012 della festa della Liberazione per molte cose. La prima: una partecipazione giovanile forte, unita alla presenza di tante rappresentanze politiche. A Cagliari qualcosa sta cambiando. La città non vuole più subire passivamente, vuole tornare ad essere protagonista. Questo 25 aprile lo ha dimostrato. L’anno scorso in piazza per il 25 aprile c’erano solo 500 persone. È vero che pioveva ed era il giorno di Pasquetta. Ma la tanta gente in piazza del Carmine oggi non si spiega solo con il bel tempo.

Secondo elemento: l’emozione di rivedere tra di noi il sindaco di Cagliari. Per troppo tempo il nostro primo cittadino è stato assente. Massimo Zedda ha colmato un vuoto politico gravissimo. Con il loro comportamento, Mariano Delogu prima ed Emilio Floris dopo hanno umiliato il sentimento democratico dei cagliaritani. Oggi finalmente la città si è ritrovata e ha onorato se stessa.

Terzo: il prefetto Giovanni Balsamo. Che alla fine, nonostante tutti gli appelli e i richiami non ha voluto annullare la manifestazione neofascista organizzata a Cagliari. Balsamo ha scritto una pagina nera (è proprio il caso di dirlo) di questa città. Nel momento in cui in tutta Italia si registra un sentimento nuovo nei confronti del 25 aprile (e basta leggere gli articoli di Miguel Gotor e di Aldo Cazzullo, comparsi oggi rispettivamente su Repubblica e il Corriere per rendersene conto) Balsamo ha invece assunto una posizione profondamente sbagliata e ipocrita nel suo voler trovare giustificazione nella Carta costituzionale. Gli scontri che ci sono stati questo pomeriggio nei pressi di piazza Gramsci sono la prova provata che la manifestazione neofascista doveva essere annullata e che l’interpellanza presentata da tredici deputati (e sollecitata dall’Anpi) aveva un solido fondamento. Ma Balsamo, invece che ammettere il suo errore, ha preferito commetterne un altro. Quelle cariche degli agenti in tenuta antisommossa sono la dimostrazione che l’ordine pubblico era a rischio. E di questo deve rispondere politicamente anche il ministro Cancellieri, che ha consentito che in un capoluogo di regione la Festa della Liberazione venisse macchiata da questa vergogna.

Quarto: la reazione dei cagliaritani alla manifestazione neofascista. È stata netta e chiara, e si è manifestata in tanti modi. Il più eclatante è stato quello del Coordinamento Antifascista, che ha occupato piazza Gramsci con l’obiettivo di far saltare l’iniziativa in camicia nera. Tentativo in sostanza fallito, ma soltanto un ingenuo poteva credere che lo scontro frontale non avrebbe visto prevalere i neofascisti. La gazzarra in piazza doveva e poteva essere evitata. Anche perché solo di questa parleranno domani i giornali. Il movimento antifascista cagliaritano quest’anno ha mostrato coesione e solidità, ma certe ingenuità andavano evitate.

E poi cosa resta? Ma sì, resta il vice coordinatore provinciale del Pdl in allegra combutta con i neofascisti. Chissà se anche di questo parleranno domani i nostri giornali, con il risalto che una vergogna del genere meriterebbe. Voi cosa dite?

 

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