Governo Monti, o della morte della politica. Perché chiedere ai cittadini di “segnalare gli sprechi” è una pericolosa buffonata

Posted on 3 maggio 2012

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Non riesco ancora a capire se l’ultima richiesta avanzata ai cittadini dal governo Monti, cioè di “segnalare gli sprechi”, sia più inutile o dannosa. Inutile, perché per segnalare uno spreco della pubblica amministrazione bisogna innanzitutto avere la consapevolezza di quanto sia complessa la macchina della burocrazia: trovare le criticità non è semplice nemmeno per chi è dotato della migliore preparazione. Ed è chiaro che se vogliamo trovare gli sprechi a tutti i costi, gli sprechi li troviamo anche se non ci sono (citando Bolognesi, “chi ha solo un martello vede chiodi dappertutto).

Insieme a Beppe Grillo, i giornalisti del Corriere della Sera Rizzo e Stella sono i veri cattivi profeti di questi nostri tempi. E hanno fatto perfino scuola. Uno dei tanti epigoni è il direttore del Tg24com Mario Giordano, che nel suo ultimo libro “Spudorati” se la prende, ad esempio, con la provincia di Oristano, rea di aver finanziato una serie di sagre locali con importi evidentemente risibili. Leggiamo dunque Giordano:

«La Provincia di Oristano (meno di 30mila abitanti) è riuscita a finanziare in un solo anno: la sagra della fragola (8.948 euro), la sagra dei pesci (2.257), la sagra dei muggini (1.474), la sagra de sos cannisones (983), la sagra dei culurzones de patata (903), la sagra del riso (1.493), la sagra degli agrumi (1.867), la sagra del pomodoro (5.465), la sagra dei ravioli (1.806), la sagra del pane e dei prodotti tipici (2.709), la sagra de su pai fattu in domu (1.354), la sagra del carciofo (1.331), la sagra de su bino nou (903) e la sagra del pane e olio in frantoio (1.422)».

In tutto fa poco meno di 30 mila euro per quattordici iniziative in altrettanti paesi. Soldi buttati? Per chi guarda la Sardegna dalla luna (cioè da Milano) questo è uno scandalo. Ma la realtà è un’altra, e non perdiamo nemmeno tempo a dircelo.

(Peraltro, se non ricordo male, gli stessi Rizzo e Stella nel loro famosissimo “La casta” riportarono il caso dell’allora assessore regionale alla Pubblica istruzione Elisabetta Pilia, giubilata dal presidente Soru per aver organizzato un buffet a spese della Regione. È evidente che quel buffet era solo un pretesto per l’allontanamento, e peraltro poi si scoprì che non era neanche stato pagato dall’assessorato…).

Insomma, che cos’è uno spreco e cosa non lo è? La domanda è inutile se non condividiamo un ragionamento politico. Ed è proprio questo il punto: il Governo Monti si picca di non essere politico, non vuole esserlo. E dunque che cosa vuole tagliare? A che titolo? Con quale consapevolezza? Con quali obiettivi? Non certo solo quelli del risanamento (ma questo lo vediamo fra un attimo, abbiate pazienza).

Dunque l’iniziativa del Governo, oltre che essere inutile, è soprattutto dannosa. Perché acuisce questo senso di sfiducia nei confronti della cosa pubblica che ora sta montando in maniera incontrollata, e soprattutto danneggerà le aree più deboli del paese. Non ci credete?

Bene, allora andate nella pagina del Governo dedicata a questa buffonata della spending review, un modo elegante e subdolo per rafforzare le aree forti del paese a scapito di quelle periferiche.

Nel sito di Palazo Chigi vengono indicate le “le cinque anomalie del sistema”. L’ultima parla di noi, di noi sardi. Perché

“La quinta anomalia è nel rapporto centro-periferia, per cui gli enti locali esercitano le stesse funzioni, a prescindere dalle dimensioni e caratteristiche territoriali. Ciò porta ad una lievitazione dei costi negli enti con un numero inferiore di abitanti”.

Avete capito? È il trionfo di Rizzo e Stella: la Lombardia e le altre aree forti del paese prese a modello per tutte le altre regioni.

Con questa logica perversa, le scuole nei nostri piccoli paesi sono uno spreco. Così come gli uffici postali, le prefetture, le sedi dei tribunali, gli ospedali. Tutto può essere è uno spreco di denaro pubblico. È le spese per l’integrazione non sono uno spreco? E le spese per la cultura e lo spettacolo non sono forse uno spreco?

Con questa buffonata della spending review e della richiesta ai cittadini di “segnalare gli sprechi” il governo Monti è giunto, idealmente al capolinea. Perché aizza i cittadini contro la pubblica amministrazione per cercare di recuperare un consenso che sta perdendo ogni giorno di più, incapace com’è di dare risposte vere alla crisi che non siano tagli sempre più selvaggi e tasse sempre più alte.

Ora Monti offre la scure del boia ad ogni singolo italiano. E in tanti, purtroppo, esultano.

Un governo di tecnici non solletica i bassi istinti di un paese in crisi solo per salvare la propria faccia. Un governo tecnico fa poche cose e le fa bene.

Oggi Barbara Spinelli, in un articolo splendido dal titolo “I cardinali dell’economia e il cannocchiale di Galileo”, spiega come oggi a tutti noi serva un’idea condivisa di Europa che ci salvi dai tecnocrati, i quali vedono la democrazia come un inciampo. Per questo, secondo me, andare ad elezioni ad ottobre sarebbe l’unica vera grande soluzione: per dare un senso ai sacrifici che stiamo facendo e per salvare l’idea che senza uno Stato equo, giusto, capace di aiutare i più deboli, l’Italia farà una pessima fine. Invece qui il Governo di affida alle delazioni da condominio. Ma per carità.

 

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Posted in: Politica, Sardegna