Referendum, ed è subito caos! I consiglieri regionali restano senza stipendio ed ora devono decidere al volo quanto guadagnare!

Posted on 7 maggio 2012

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Referendum, ed è subito caos. Sì, perché con l’abrogazione dell’articolo 1 della legge regionale 2 del 7 aprile 1966 e successive modificazioni (quesito numero 8, tanto per intenderci) i consiglieri regionali sono al momento senza stipendio. Perché è saltato il meccanismo che fissava la loro indennità, e dunque non possono essere pagati fino a che la legge abrogata non sarà sostituita.

“Che figata!” diranno in molti, “che lavorino gratis!”. Peccato che questa “figata” non sia consentita per legge, esattamente dallo Statuto di Autonomia, secondo cui i consiglieri devono essere obbligatoriamente retribuiti (e ci mancherebbe pure!).

Di questa distorsione provocata dal referendum già si parlava negli ambienti politici nelle settimane scorse. Stamattina però il problema è esploso in tutta la sua concreta drammaticità. Il centrodestra è entrato subito in agitazione, con tanto di riunioni improvvise (e anche abbastanza tese) per capire che fare. Servirà una legge da approvare in quattro e quattr’otto? È molto probabile.

Ma il problema è più serio di quanto non si immagini. Qual è la giusta retribuzione per un consigliere regionale? Vi sembra che adesso ci sia il clima giusto per affrontare un tema del genere?

Tanti auguri allora al centrodestra e al Comitato Referendario, a cui ora spetta l’obbligo di affrontare in tempi rapidissimi una questione estremamente controversa.

 

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Posted in: Politica, Sardegna