Le nuove Brigate Rosse? Fanno pena quanto le vecchie. E come quelle non capiscono nulla: perché oggi antagonismo non fa rima con terrorismo

Posted on 16 maggio 2012

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Adesso ci manca solo il terrorismo a tormentarci le giornate, a renderci più difficile una vita che semplice non è per nulla. Ci mancano solo le lezioni date da dietro le sbarre sulla “violenza inevitabile” e i conseguenti applausi di qualcuno, perché (come ci ha insegnato Berlusconi) basta salire su un palco che qualcuno che applaude si trova sempre.

Ho visto le immagini delle nuove Brigate Rosse, ho letto anche le loro dichiarazioni, e devo dire che mi hanno fatto la stessa pena delle vecchie. Stessa supponenza, stessa pochezza culturale, stessa mancanza di un senso alto della storia, stessa volontà di piegare gli eventi in maniera bizzarra e questo solo per far tornare i conti a proprio uso e consumo.

Eppoi questa esaltazione della violenza, perfettamente antitetica al concetto di democrazia che (quello sì) ha consentito a un numero enorme di persone di poter uscire dalla propria condizione di sfruttamento e di oppressione.

Io credo nella democrazia anche quando i suoi strumenti possono sembrare (o anche sono) inadeguati. Perché ho capito che altri non ce ne sono e, se ci sono, portano a conseguenze alla lunga peggiori.

Negli anni ’70 ero un bambino ma mi ricordo perfettamente che ogni giorno, accendendo la radio o la televisione, non mancava mai la notizia di un attentato, di un ferimento di una rivendicazione. L’Italia non è uscita rafforzata da quella stagione, anzi.

Le contraddizioni di questo sistema economico devono essere smascherate con gli strumenti della democrazia, non con le P38. Opporsi non vuol dire né sparare né uccidere. Oggi antagonismo non fa più rima con terrorismo. E chi lo ritiene non solo sta sbagliando, ma non avrà nessun tipo di comprensione. Da me no di sicuro.

 

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Posted in: Politica