Ci scrive Anonimo Forestale: “Perché protestiamo? Per un aumento concesso e poi negato. Grazie a Giorgio Oppi ed a un ex Generale dei Carabinieri che dice sempre di sì”

Posted on 20 maggio 2012

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Ricevo e volentieri pubblico. In effetti di questa storia dai comunicati stampa e dai giornali non avevo capito moltissimo.

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Caro Vito,

come avrai potuto leggere e vedere, noi “forestali” siamo tornati ahimè a far parlare di noi. Il casus belli di questi giorni riguarda l’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli operai forestali e degli impiegati agricoli. Ritengo interessante segnalarti e scriverti di questo perché mi pare, magari sbagliando, che questa situazione, del tutto contingente e particolare (riguarda solo noi, infatti), rifletta in una applicazione semplice e pratica un paradigma sintomatico della situazione politica e sociale della Sardegna.

Vengo a spiegarmi meglio (ovvero: i fatti).

La genesi del problema è insita nella Legge Regionale 24/99 che istituisce l’Ente.

L’articolo 9 indica il contratto che si applica: il CCLN dei lavoratori agricoli e forestali più un integrativo regionale (CIRL). Il CCLN è un contratto “privatistico” e viene ricontrattato regolarmente, senza i “blocchi” della legge Brunetta. Ha infatti previsto alcuni aumenti contrattuali che sono l’argomento del contendere. Questi aumenti, inizialmente erogati, stanno (sin da maggio, ci dice l’Assessore all’Ambiente, Giorgio Oppi) per essere richiesti indietro. Si tratta di circa un migliaio di euro a dipendente (da mille a millecinquecento, a seconda del livello).

La plural (?) tenzone (ovvero: i contendenti).

Su questa questione dell’integrativo regionale sono nate, a colpi di delibere, controdelibere, note, trequarti, ecc, due correnti: la prima, capitanata dal presidente dell’Ente Foreste (l’avvocato ogliastrino Giorgio Murino), ha sposato l’ipotesi dell’aumento dovuto, secondo il seguente ragionamento: “Il Contratto da applicare è in legge. Per modificare la quale, occorre (soprattutto negli argomenti in cui la Regione ha potestà primaria) un passaggio in Consiglio regionale”. Punto di vista corroborato anche dalla “controparte” che, nella delibera di Giunta che recepisce la “Brunetta”, dà mandato per le iniziative legislative di competenza. Che ad oggi, non sono mai state promulgate (ma neanche proposte).

La seconda corrente, capitanata in primis dall’assessore all’Ambiente Oppi, vorrebbe una integrale ed immediata applicazione della Brunetta, sostanzialmente motivando che la legge ha una immediata applicazione e che abroga implicitamente quanto in contrasto.

Che c’è dietro? (ovvero: io e mio cugino).

La prima domanda che io mi farei, se fossi nei miei panni consueti di lettore e (non in questi, mal calzati, di scrittore) sarebbe: ma chi ha ragione? E come al solito, stoltamente, vedrei il dito e non la luna. Infatti, per il mio ragionamento poco importa chi ha ragione (e qui ti ho fatto perdere tutti i lettori costituzionalisti…).

Il punto è che non si può, irresponsabilmente, considerare delle persone come se fossero delle frecce da scagliarsi l’un l’altro o delle spranghe con cui darsele di santa ragione.

Nessuno dei dipendenti ha chiesto di mettere in busta paga gli aumenti. Il Presidente ed il Consiglio di amministrazione dell’Ente Foreste hanno deciso, probabilmente per opportunità politica e per attirare consensi, di applicare gli aumenti, anche con il parere contrario della struttura (che chiedeva cautela). Ed il Direttore generale dell’Ente (dott. Gilberto Murgia), da bravo ex Generale dei Carabinieri ha detto “obbedisco”.

Questa popolarità facile ed immediata ha certamente fatto passare un brutto quarto d’ora al re Giorgio Oppi, che ha immediatamente comandato al generale direttore (o viceversa, vedi tu) di cancellare tutto. Il nostro buon Murgia (sempre memore del passato in Benemerita) ha ridetto “obbedisco” anche all’ordine contrario al precedente .

Il presidente dell’Ente a questo punto anche, lui stizzito dall’ingerenza oppiacea, ha a sua volta imposto al direttore (sempre il nostro eroe con le stellette) di rimangiarsi ciò che si era rimangiato e cioè di ripristinare gli aumenti tolti dal Giorgione . Indovina un po’: ha detto per la terza volta “obbedisco” anche se si trattava di un contro-contrordine!.

Sembrerebbe tutto finito in gloria, come il migliore dei salmi, ma invece non un nuovo “colpo di scena”: il bilancio è finito nelle mani dei revisori che, su suggerimento del re Giorgio (che li ha scelti non a caso) hanno provveduto a dare una “bocciatura” per via degli aumenti, con conseguente segnalazione alla Corte dei Conti.

Ed infine l’apoteosi: il Giorgione regionale, in un tripudio di “obbedisco” e di “sissignore” del solito Generale Murgia, si eleva a rango di salvatore della patria, permettendo di “sbloccare il bilancio” (da lui e per lui bloccato) per pagare i dipendenti, con la condizione di procedere sin da maggio al recupero delle somme erogate (ecco la delibera).

Morale.

Ora, anche a me sta sulle palle mio cugino. È roba vecchia, di quando eravamo bambini. Mia nonna aspettava sempre che tornasse per dividere il cioccolato della merenda. Quando arrivavo tardi io il cioccolato era sempre puntualmente finito. Cose da poco, ma anche adesso gli vado sempre contro, anche quando ha palesemente ragione. Spero sempre di fargli fare una figuraccia, ma non per questo me la piglio con i suoi figli….

Anonimo Forestale

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Posted in: Politica, Sardegna