Dal nostro inviato nella Zona Delta: “Ecco le foto delle bombe nei fondali di Teulada, in una zona interdetta perché mai bonificata!”

Posted on 1 giugno 2012

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Avete mai sentito parlare della Zona Delta? Sta all’interno del poligono di Teulada, e la Commissione uranio impoverito del Senato, nella sua relazione approvata due giorni fa, ne parla in questi termini:

“Nel corso del sopralluogo svolto da una delegazione della Commissione a Capo Teulada, ha suscitato viva impressione il caso della cosiddetta “penisola interdetta”, indicata nella toponomastica della base come “Poligono delta”. Si tratta di una penisola che costituisce l’unica zona di arrivo di proiettili esplodenti, da terra e dal mare presso la quale l’accesso è interdetto sin dagli anni ’60 al personale militare e civile, per direttiva del Ministro della difesa, a causa della presenza di residuati inesplosi. Interpellato dalla delegazione della Commissione nel corso del ricordato sopralluogo, il Comandante del poligono ha fatto presente che la penisola non è mai stata bonificata e di non avere giurisdizione su quanto avviene in mare, poiché la materia rientrerebbe nella competenza della Capitaneria di porto e della Marina militare (fatto salvo il dovere del poligono di indicare la campana di sgombero della zona a mare, per garantire la sicurezza dei natanti limitatamente al periodo di svolgimento delle operazioni). È evidente che la Commissione non può assumere un atteggiamento acquiescente su tale questione, e non intende pertanto accettare l’idea che una parte, sia pure minima, del territorio nazionale debba essere considerata definitivamente perduta, a causa di una condizione di incuria che si protrae da anni,  e che pertanto non è certamente riconducibile alla responsabilità dell’attuale comando”.

 

Ebbene, c’è sempre un amico pronto ad aiutarci. Ecco dunque alcune foto scattate nel fondale davanti alla Zona Delta.

 

Ci scrive l’anonimo amico:

“La penisola sopracitata, l’ormai nota zona Delta, si trova qui, (è  tutta quella costa che viene inquadrata dal minuto 0:39 in questo video, girato da un turista  a un passo da una delle spiagge più belle della zona, Cala Zafferano. 

 

Il teatro delle esercitazioni (mi riferisco alle foto pubblicate dal tuo blog) è tra Cala Zafferano e Porto Scudo (le due spiagge alla destra della zona segnata in rosso).

 

Il promontorio evidenziato nel punto “2” è probabilmente quello più bersagliato durante gli ultimi anni.

 

Alla fine degli anni ’90 la zona evidenziata ha cambiato radicalmente aspetto. Ora sono evidenti i segni dei bombardamenti, e in alcune zone (visibili anche dal satellite, sono quelle più chiare) le esplosioni hanno messo a nudo la roccia “viva”. Avvicinandovisi è facile scorgere anche dei missili (saranno missili?) conficcati nel terreno.

 

Le foto subacquee sono state scattate nello specchio di mare antistante. La concentrazione maggiore di residui è in una batimetrica che va dalla riva ai 6-7 metri di profondità. “Concentrazione maggiore” signIfica che tuffandosi in acqua con la maschera in un punto qualsiasi di quel tratto di costa è IMPOSSIBILE non vederne.

Oltre a bombe, missili e cannoli alla crema, la zona è anche disseminata di bossoli come quello che vedi in foto (ma anche di altre misure).

 

Grazie caro anonimo amico, grazie per essere sopravvissuto ai proiettili e ai missili inesplosi e averci potuto mandare le tue belle foto.

 

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