“Il nuovo consulente artistico del Lirico di Cagliari lavorerà gratis”: la sciagurata, demagogica e controproducente decisione del sindaco Zedda, aspirante grillino

Posted on 11 giugno 2012

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Perché si deve lavorare gratis? Già, perché? E perché si deve lavorare gratis per le pubbliche amministrazioni? Mistero. Eppure ricorderete lo scandalo dei contrattisti all’università pagati un euro, o quello dei medici costretti ad anni di volontariato negli ospedali. Storie che sabato a Cagliari ci ha raccontato Eleonora Voltolina, fondatrice della “Repubblica degli stagisti” e autrice del libro “Se potessi avere mille lire al mese”.

E sempre sabato compro l’Unione Sarda e cosa ti leggo in prima pagina? “Nuovo consulente artistico al Teatro Lirico di Cagliari: lavorerà gratis”.

Poche ma sentite parole: il Teatro Lirico di Cagliari è in crisi ma non ha un problema così drammatico di soldi tale da non potersi permettere di pagare un consulente artistico (e leggetevi questo post scritto qualche settimana fa sul suo blog dal cantante Gianluca Floris). Gli manca piuttosto una direzione forte e un piano industriale che per il momento il sindaco Zedda (che è anche presidente della Fondazione) non è riuscito a dargli. Comunicare con orgoglio all’universo mondo che per tre mesi il direttore del coro assumerà gratuitamente anche il ruolo di direttore artistico forse farà dimenticare a qualcuno la confusione che regna da tempo in via Sant’Alenixedda, ma è senza dubbio è una mossa sbagliata, dannosa e controproducente.

In Italia il lavoro intellettuale è fortemente sottopagato, sostanzialmente perché non viene riconosciuto. Nessuno si sognerebbe di non pagare un idraulico, mentre in tanti chiedono a giornalisti, musicisti e attori di lavorare senza compenso o per un tozzo di pane. Per questo motivo la mossa di Zedda è demagogica: perché sminuisce agli occhi dell’opinione pubblica cittadina un ruolo così importante come quello di direttore artistico di un grande teatro nazionale qual è il nostro.

Se al consulente fosse stato riconosciuto un compenso minimo ma rispettoso della dignità del ruolo, nessuno avrebbe avuto niente da ridire. Ma sbandierare ai quattro venti il fatto che il lavorerà gratis rappresenta una pericolosa deriva grillina che il sindaco si sarebbe dovuto evitare, se non altro per rispetto di quella parte politica di cui è espressione e che mette al centro il lavoro. Lavoro sempre retribuito, perché chi non paga un lavoro sostanzialmente non lo rispetta.

Eppoi è una scelta dannosa, e vi spiego il perché. Fra tre mesi qualcuno dovrà scegliere finalmente il direttore artistico. Il compenso del nuovo arrivato sarà subito noto e sembrerà assolutamente spropositato rispetto al nulla percepito dal suo temporaneo predecessore. Il sindaco Zedda si troverà dunque contro giornali e opinione pubblica e cosa farà? Sulla spinta demagogica, cercherà di contenere le spese per il nuovo direttore artistico. Scelta sciagurata, perché così abbasserà il livello delle professionalità che possono venire a Cagliari. Il ridicolo risparmio di oggi diventerà una dura condanna domani. Perché i migliori costano di più e il Teatro Lirico di Cagliari i soldi ce li ha, eccome se ce li ha. Anche se adesso piange miseria.

Ma il sindaco Zedda sembra interessato solo a risparmiare una manciata di migliaia di euro, come se questo fosse il vero problema del Lirico.

La cultura costa, il lavoro intellettuale va sempre pagato e non può mai essere sminuito. Un politico di sinistra non può vantarsi di fare lavorare qualcuno gratis: perché adesso Zedda mi stia diventando un grillino è un mistero che non riesco a comprendere.

Io comunque una decisione l’ho presa: da oggi smetto di lavorare gratis, lo farò solo per questo blog. Per il resto, accetto anche lingotti d’oro e travel cheques.

 

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