Sorpresa! Le amministrative sarde puniscono il centrosinistra. Senza un progetto, il Pd non sfonda e prende pure qualche bastonata

Posted on 11 giugno 2012

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Per fare analisi più approfondite ci vorrà ancora del tempo, ma che il centrosinistra sardo esca malconcio da queste elezioni amministrative sarde è sotto gli occhi di tutti.

La sconfitta di Selargius brucia assai, ben poco mitigata dalla vittoria a Quartiucciu (dove, dati alla mano, se il centrodestra si fosse presentato unito avrebbe stravinto). Il ballottaggio di Oristano difficilmente vedrà vittorioso il centrosinistra, mentre ad Alghero la situazione è in equilibrio (e questa è di per sé una sconfitta).

Perché ad Alghero, Oristano e Selargius il centrodestra uscente godeva degli sfavori del pronostico, e (a parte il centro alle porte di Cagliari) sembrava dover scontare una pessima gestione avvenuta negli ultimi anni da parte delle sue amministrazioni. Invece no, tutto questo non ha contato.

Così come non ha inciso la permanente crisi regionale, con un centrodestra capace di portare l’amministrazione sull’orlo del caos.

Allora perché questi risultati? Vi propongo tre elementi di riflessione.

Il primo: la politica sarda sta regredendo e si sta sempre più basando sui notabilati. I politici detengono pacchetti di voti e possono contare su di essi a prescindere dalle logiche fissate dall’opinione pubblica regionale e nazionale. I partiti non esistono praticamente più. Siamo in un sistema maggioritario dove i due principali partiti raggiungono a stento il 40 per cento: follia. C’è una frammentazione esasperata che porterà alle prossime regionali alla nascita di microformazioni legate ai singoli politici, mascherate da liste civiche.

Il secondo: il centrosinistra, così com’è, non sfonda. Manca un progetto e non basta sedersi sotto il pero e aspettare che il frutto caschi. L’opposizione alla giunta Cappellacci si è dimostrata sterile, e senza una leadership riconosciuta e un sistema di alleanze chiaro non si va da nessuna parte. Ma d’altronde, come si può chiedere a Silvio Lai di avere le idee più chiare del suo segretario nazionale, Bersani?

Il terzo: gli scontenti hanno preferito votare Grillo piuttosto che il centrosinistra. Cioè hanno preferito votare dei perfetti sconosciuti piuttosto che esponenti di una classe dirigente che si contrappone da anni al centrodestra. Grillo in Sardegna toglie voti al centrosinistra e ne ridurrà notevolmente i margini di manovra.

Conclusione: con il voto di oggi Cappellacci respira e il centrosinistra sardo mostra tutti i suoi limiti.

 

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Posted in: Politica, Sardegna