Privatizzazioni selvagge e faremo la fine della Grecia. Con il pretesto del debito pubblico, Monti fa il gioco degli speculatori e affossa il paese

Posted on 14 giugno 2012

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Alla fine il Governo Monti ha gettato la maschera. Dopo aver girato intorno alla preda per mesi, adesso ha deciso che è il momento buono per fare ciò per cui è stato chiamato, cioè spolpare lo Stato.  “L’Italia non è la Grecia”, si dice da tempo: peccato che la strategia per “combattere la crisi” sia di fatto la stessa. Ora infatti spunta improvvisamente fuori un piano di privatizzazioni selvaggio, contrario a qualsiasi logica.

Perché da che mondo è mondo, lo Stato si dovrebbe disfare delle imprese che gestisce male, non quelle che invece gestisce benissimo e i cui profitti hanno ricadute benefiche sulla collettività. Il governo Monti invece venderà i gioielli dello Stato italiano, puntando soprattutto alle municipalizzate locali. E perché lo farà? Solo perché improvvisamente qualcuno si è reso conto che il rapporto debito/Pil è troppo alto e che dunque bisogna fare cassa?

Eppure al centro del dibattito politico ed economico c’è da mesi la necessità di istituire gli eurobond, che trasformerebbero il debito dei singoli stati in debito europeo. Un piano del genere dunque è totalmente inutile e serve solo a soddisfare gli stozzini che hanno ridotto l’Europa in questa situazione, cioè il cosiddetto “mercato”.

D’altra parte, basta guardare alla Grecia. Anche lì le privatizzazioni non hanno risolto nulla e hanno impoverito lo Stato. E intanto nel paese ellenico che questo fine settimana torna alle urne, da settimane la gente ritira dai depositi bancari in media 800 milioni di euro al giorno, e lo Stato ha ormai in cassa solo la miseria di due miliardi di euro.

Se la Grecia è il laboratorio, allora conviene capire cosa sta succedendo da quelle parti per comprendere quale logica anima il nostro governo. Domenica scorsa un articolo su Il Sole 24 Ore dal titolo “All’Europa conviene salvare Atene”.

Cosa dice il Sole? Dice che le misure terribili imposte alla Grecia hanno migliorato sicuramente i conti ma che il vero problema del paese (così come in Italia, e questo lo dico io) è debito pubblico (quasi 328 miliardi di euro, il 162 per cento rispetto al Pil). E di chi è il debito greco?

“Il debito greco ormai è in gran parte nelle mani di Stati e Bce. Gli investitori privati hanno già accettato, obtorto collo, di tagliare del 70% i loro crediti verso la Grecia. Fin tanto che a pagare il conto dovevano essere i privati (risparmiatori inclusi) tutti i leader politici erano d’accordo. Ma oggi, che i più esposti verso la Grecia sono gli Stati e la Bce, nessuno parla più di tagliare il debito”.

Avete capito o no?

“Calcola Barclays (con stime che si discostano un po’ da quelle di Rbs) che gli Stati europei sono esposti direttamente o indirettamente attraverso le loro banche centrali verso la Grecia per 290 miliardi di euro: 52,9 miliardi sono i prestiti bilaterali concessi direttamente dagli Stati, 73 miliardi sono rappresentati dalle garanzie date al fondo salva-Stati Efsf, e il resto è legato all’esposizione della Bce e a quella della Banca centrale greca verso l’eurosistema.

Ebbene: se tutti questi soggetti rinunciassero a 100 miliardi, il debito greco scenderebbe al 110% del Pil nel 2012. Se rinunciassero a 150 miliardi, dimezzando di fatto l’esposizione, il rapporto debito/Pil scenderebbe all’86%: come la Germania”.

Conclusione: per salvare la Grecia, e dunque tutta l’Europa, basterebbero 200 miliardi di euro. Ma l’obiettivo dei mercati non è quello di salvare l’Europa, ma di spolpare il più possibile i suoi stati.

Questo Monti lo sa oppure no? Perché invece di provare innanzitutto a ristrutturare il debito pubblico (quasi duemila miliardi, di cui la metà in mani estere) preferisce massacrare il sistema pensionistico, stravolgere le regole del mercato del lavoro e privatizzare in maniera selvaggia? Di chi fa gli interessi Monti? Dell’Italia o dei fantomatici “mercati”?

 

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Posted in: Politica