Altro che stipendi degli onorevoli! Oggi sotto il Consiglio regionale il festival del qualunquismo e dell’intolleranza criptofascista

Posted on 16 giugno 2012

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Protestare senza delegittimare le istituzioni. Criticare duramente la politica senza sconfinare nel qualunquismo. È ciò che le persone responsabili in Italia dovrebbero fare. Sotto il Consiglio regionale di via Roma a Cagliari, oggi invece abbiamo visto tutt’altro. Un manipolo di gente qualunque, attirata da una parola d’ordine qualunque, pronta a fare cose qualunque. Cioè sbagliate.

Se la democrazia tanto invocata da coloro che dicono di voler riformare la politica italiana si risolve nel fischiare il deputato Federico Palomba (senza motivo, perché al di là delle spaccature interne l’Italia dei Valori sul tema delle indennità ha sempre avuto una linea coerente) o addirittura impedire alla consigliera indipendentista Claudia Zuncheddu di parlare (vergogna, perché la Zuncheddu l’altra notte si è addirittura astenuta e ha ben spiegato in una nota i motivi tecnici di questa scelta), io non ci sto.

Non si alimenta in maniera così maldestra il malcontento, non si fomenta la piazza. Prima di indignarsi bisogna innanzitutto capire. Di quanto si sono ridotti lo stipendio i consiglieri regionali l’altra sera? La norma è talmente pasticciata che secondo la Nuova Sardegna di oggi affianco all’interpretazione prevalente che ha fatto indignare molti, ce n’è un’altra secondo la quale il taglio mensile sarebbe addirittura di 2779 euro lordi!

Ma la prudenza e i buoni argomenti ormai non servono a niente, la gente vuole protestare e basta, entrare nel merito delle questioni sembra solo una perdita di tempo. La gente vuole incazzarsi senza aver ragionato prima: questa è l’antipolitica. E chi la cavalca è un’irresponsabile perché ottiene (così come è avvenuto stamattina) dei risultati sgradevoli e forse nemmeno messi in conto, come i fischi vergognosi a Palomba e Zuncheddu.

Non si va in piazza a demolire le istituzioni, non si alimenta il qualunquismo, non si scherza col fuoco della democrazia e della protesta. La lotta politica è un’altra cosa. C’è un aria di criptofascismo nascente in Italia. E leggere in pubblico i nomi dei 63 consiglieri regionali come è stato fatto stamattina è sbagliato, stupido e pericolossissimo. e speriamo di non doverne pagare un giorno le amare conseguenze.

 

 

 

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Posted in: Politica, Sardegna