Teatro Lirico di Cagliari, agente Odabella in azione: “Ecco chi sono e cosa hanno fatto i candidati alla poltrona di Sovrintendente”

Posted on 25 giugno 2012

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Sono circa trenta i candidati alla poltrona di Sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari. Le manifestazioni di interesse sono giunte qualche giorno fa sul tavolo del cda e presto verranno valutate, in primis dal sindaco Massimo Zedda che della Fondazione è il presidente. Siamo in grado di anticiparvi dodici nomi, forse quelli più qualificati. Ed il merito è solo di Odabella, nome in codice di una emiliana ardente operatrice addentro al settore dell’opera. Forse, fa parte dello staff amministrativo di uno dei tanti teatri della regione, o forse lo è stata in un recente passato. Passa il suo tempo fra una consulenza e una partecipazione in giuria ai concorsi vocali assieme ad alti papaveri delle Fondazioni lirico-sinfoniche e ne raccoglie le confidenze. Che ha deciso di bugare perché è schifata dell’andazzo che regna nella maggior parte delle Fondazioni italiane.
Odabella, tanto per capirci, sa tutto del bando in atto al Regio di Parma e sa che in corsa sono rimasti in pochi, ne conosce i nomi. Conosce la vera storia del bando per il Comunale di Bologna e la vera storia del commissariamento al Petruzzelli di Bari con l’invio di Carlo Fuortes da parte del ministero che ha fornito conti che non risultano ai sindacati.
Grazie Odabella, restiamo in attesa dei profili degli altri candidati.

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Simone Brunetti
Ex direttore del Teatro di Fano e manager del settore lirico. Dottorato di ricerca e master specifico, notevole esperienza nel settore. Recentemente nominato Direttore della prestigiosa Accademia Bizantina di Ferrara, il plurititolato giovane manager è ancora oggi rimpianto dalla amministrazione del Teatro di Fano perché durante i suoi anni di gestione ha particolarmente curato i rapporti del Teatro cittadino con le scuole, con i circoli culturali e con i semplici cittadini ampliando il pubblico di abbonati e di frequentatori e rimettendo il teatro al centro della vita culturale della città.
Valutazione complessiva: giovane molto competente e attento.

Luca Canonici
Ve lo ricordate? Era l’unico vero cantante nel trio con il principe Emanuele Filiberto e Pupo. Tenore di fama internazionale, da parecchi anni è apprezzato direttore del toscano Operafestival. La gestione di Luca Canonici, grazie alla sua conoscenza del settore, ha portato il festival a ottimi risultati di produttività e qualitativi, grazie a cooproduzioni e a utilizzo di risorse ottimizzate.
Valutazione complessiva: nuovo, competente.

Umberto Fanni
Direttore artistico del Teatro Grande di Brescia, ex Direttore artistico del Teatro Verdi di Trieste, ex direttore artistico dell’Arena di Verona. Non ha mai ricoperto incarichi di sovrintendenza ma nell’ambiente lo si conosce come uomo di fiducia di Salvatore Nastasi, il dirigente responsabile del MIBAC per il settore beni culturali lirico.
Valutazione complessiva: troppo legato al ministero

Marcello Lippi
Baritono di origine genovese dalla carriera internazionale, direttore di teatri lirici dalla pluriennale esperienza, ha gestito con grande successo i teatri di Rovigo prima e oggi di Pisa. In entrambi i teatri è riuscito nell’intento (a parità di budget o con meno denari addirittura) ad aumentare la produttività raddoppiando quasi le serate di spettacolo in cartellone. Anche l’ultimo anno di gestione al Teatro di Pisa si è chiusa con i conti in perfetto ordine e un aumento della produttività del 30 per cento.
Particolare caratteristica delle gestioni di Marcello Lippi è la attenzione costante alle cooproduzioni con altri teatri nazionali, permettendo di abbattere i costi dal 50 al 60 per cento e il contestuale incremento anno per anno del numero di titoli e delle alzate di sipario in stagione.
Valutazione complessiva: ottima soluzione tecnica

 

Mauro Meli
Ha appena proposto al neosindaco di Parma Pizzarotti di rimanere per un anno al Teatro Regio di Parma addirittura senza stipendio. Il sindaco Pizzarotti però ha rifiutato la sua offerta.
Sicuramente formalmente il curriculum più importante di tutti i presenti. Autore delle più interessanti stagioni artistiche del teatro di Cagliari, Meli si è trovato al centro delle polemiche dopo che si è scoperto che dopo la sua gestione aveva lasciato un disavanzo di 24 milioni di euro. Aveva preso il Lirico di Cagliari dal commissario Angela Spocci che aveva lasciato un attivo di più di un miliardo delle allora lire. Lui ha sempre negato le responsabilità relative al disavanzo registrato dopo il termine del suo mandato e ha sempre sostenuto che, al momento della conclusione della sua gestione cagliaritana, le cifre erano invece solamente in leggero disavanzo.
In seguito è stato nominato al Teatro alla Scala dove tutto il personale artistico ha chiesto le sue dimissioni in quanto il suo modello gestionale che aveva mostrato a Cagliari avrebbe rappresentato (a dire dei sindacati) un’inaccettabile e pericolosa situazione per lo storico teatro milanese. Quando anche Riccardo Muti scese in campo per difendere la nomina di Meli (“se mandate via Meli, vado via anche io”), le spese le fecero tutti e due che dovettero allontanarsi per sempre dalla più prestigiosa Fondazione italiana.
In seguito Meli giunse a Parma nel 2005 con una retribuzione altissima, comprendendo tutti i benefit, la più alta d’Italia e superiore all’appannaggio del Re di Spagna Juan Carlos di Borbone.
Attualmente il Teatro Regio di Parma versa in condizioni disastrose con un disavanzo pare addirittura in doppia cifra di milioni di euro (anche se il Regio di Parma gestisce un budget pari a un terzo di quello della Fondazione Lirico di Cagliari). Mauro Meli, comunque, anche in questo caso, sostiene di non avere nessuna responsabilità in quanto tutti gli atti e i contratti sono da sempre stati firmati solo dal Segretario Generale del Teatro Regio di Parma Gianfranco Carra.
Mauro Meli porta in dote una credibilità politica sicuramente di primo piano. È dato vicino sia agli ambienti della destra nazionale che a quelli della sinistra, oltre che vicino all’ex governatore Renato Soru.
Se venisse a Cagliari si avvarrà della collaborazione di Giancarlo Liuzzi, il suo fido collaboratore anche lui a suo tempo al centro di un esame della Guardia di Finanza sulla gestione Meli di Cagliari, per l’uso di configurazioni societarie di particolare complessità e difficile lettura, risoltosi poi in un nulla di fatto. Non ci fu nessun procedimento.
Valutazione complessiva: apocalisse!

Paolo Miccichè
Regista e esperto di utilizzo di nuove tecnologie, da anni sperimenta e realizza installazioni in tutto il mondo utilizzando l'”Architectural show”. Esperto in allestimenti di grandi dimensioni e in mega allestimenti, Paolo Miccichè ha le competenze necessarie per costruire a Cagliari un repertorio per il Lirico utilizzando a costi limitati infrastrutture leggere e tecnologicamente innovative, tali da poter essere utilizzate anche in luoghi normalmente non deputati allo spettacolo, per favorire le attività di decentramento e di scambio produttivo. Potrebbe essere il nome giusto per una svolta nella gestione della fondazione nel segno della modernità.
Valutazione complessiva: soluzione coraggiosa e innovativa

Valeria Orani
Produttrice teatrale con esperienza di più di venti anni in tutto il territorio nazionale, è stata direttrice del Teatro Stabile d’Abruzzo, coordinatrice e organizzatrice del festival Volterra Teatro e produttrice di numerose compagnie teatrali nazionali. Creatrice del circuito di “369 gradi” centro diffusione e promozione delle performing arts, è esperta nella gestione, produzione e promozione di ogni tipo di spettacolo teatrale. È cagliaritana di nascita ed è molto conosciuta nell’ambiente teatrale e musicale nazionale ma anche in quello cagliaritano.
Valutazione complessiva: buona fama, una scommessa

Guido Pagliaro
Fratello del regista di prosa Walter Pagliaro, Guido Pagliaro è l’amministratore di una piccola compagnia teatrale: il Centro Diaghilev di Bari. Per qualche tempo, con il centro destra, è stato il braccio destro della sovrintendente Filipponio al Petruzzelli di Bari ricoprendo il ruolo di direttore artistico. Non ha esperienze di gestione di Fondazioni lirico sinfoniche. Assieme ai nomi di Silvio Maselli (direttore della Apulia Film Commission) e Franco D’Ippolito, consulente della giunta Vendola, Guido Pagliaro fa parte della terna di nomi caldeggiati dagli ambienti pugliesi.
Valutazione complessiva: pericolo! Un favore a Vendola

Sergio Rendine
In realtà non è data per certa la sua partecipazione alla manifestazione di interesse per il Lirico di Cagliari, ma sicuramente in Italia va in giro a dire che ha incontrato il sindaco Massimo Zedda qualche settimana fa, non si sa se per caldeggiare la sua candidatura o quella di qualcun altro. Autore di numerose musiche sacre,  è stato Consigliere d’amministrazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 1994 al 1999, Commissario della SIAE per la Sezione Lirica dal 1995 al 2000, Presidente e membro delle Commissioni tecniche della SIAE per la Sezioni Lirica e Musica.
Fra le sue esperienze di gestione teatrale la direzione del Teatro Marrucino di Chieti conclusasi nelle polemiche con il commissariamento della struttura e con le querele di Rendine al commissario straordinario (qui un riassunto delle vicende).
In seguito il maestro Rendine è stato nominato direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. Nello scorso aprile la sovrintendente dell’Orchestra Siciliana Ester Bonafede ha revocato l’incarico al Maestro Rendine perché “l’incarico non è stato svolto secondo le nostre aspettative”.
Valutazione complessiva: pericolo!

 

Angela Spocci
Laureata con Master alla Luiis in Management dello Spettacolo. Già direttore di Teatri come il Regio di Parma prima della gestione Rubiconi, segretaria generale dell’Arena di Verona, Commissario dell’ente lirico di Cagliari tra il 1993 e il 1995, è una esperta conoscitrice della macchina gestionale dei Teatri Lirici. Al termine della sua esperienza commissariale a Cagliari ripianò i debiti e consegnò a Mauro Meli un attivo di poco meno di due miliardi di lire. Possiede una grande conoscenza del panorama artistico nazionale e internazionale e conosce personalmente i più blasonati registi e artisti lirici del mondo. È professionista esperta nei rapporti sindacali e nelle contrattazioni aziendali ed ha al suo attivo stagioni di recupero economico e di riassestamento dei conti dei teatri dove ha lavorato.
È stata manager al Regio di Parma, Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, Fondazione Arena di Verona, Auditorium di Roma, Sinfonica Toscanini, Ente Teatrale Italiano, oltre alle consulenze artistico gestionali per il Comune di Roma e Comune di Parma.
Valutazione complessiva: ottima soluzione tecnica con la maggiore esperienza di tutti i candidati

Marco Tutino
Compositore ed ex sovrintendente e direttore artistico del Comunale di Bologna, si dimise dopo essere stato al centro di polemiche nazionali in opposizione ai sindacati delle masse artistiche italiane. È stato creatore a Bologna, assieme al consulente artistico di Di Benedetto, Alberto Triola, della Scuola dell’Opera del Comunale di Bologna che ha concesso i suoi studenti per i titoli della stagione portati a Cagliari da Di Benedetto. Convinto assertore di un radicale cambiamento necessario nei CCNL delle fondazioni lirico sinfoniche chiedendo da sempre l’aumento delle ore di lavoro degli orchestrali e la ridiscussione di tutti gli integrativi, Tutino è spesso accompagnato da polemiche anche nei teatri dove si mettono in scena le sue opere, come era successo al Massimo di Palermo dove le masse contestavano la presenza della sua opera in cartellone.
Valutazione complessiva: sarebbe guerra sindacale immediata, è attento solo al suo tornaconto artistico

Giandomenico Vaccari
Uomo di vasta esperienza nel settore, è stato nelle direzioni artistiche più prestigiose in Italia e ha firmato cartelloni di grande levatura nazionale e internazionale. Di recente, chiamato dal sindaco Emiliano, ha ricoperto la Sovrintendenza del Petruzzelli di Bari fino a che il centrodestra non ha preteso la sua testa rifiutando da parte del Mibac e della Regione Puglia i fondi indispensabili per la stabilizzazione delle masse e causando così il commissariamento del teatro a causa di un presunto disavanzo che tuttora i sindacati dicono non esserci mai stato. Giandomenico Vaccari ha riportato il Petruzzelli ad alti livelli artistici e produttivi ed aveva avviato prestigiose e proficue collaborazioni internazionali di altissimo livello.
Nonostante sia stato un uomo fortemente voluto dal sindaco Emiliano, Vaccari non è legato da appartenenze politiche particolari e risulta da sempre un tecnico del settore.
Valutazione complessiva: ottima soluzione perché molto competente, sarebbe gradito ai sindacati

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