L’Unione Sarda, quando la guerra è un videogame. Storia di una foto spacciata per vera ma… presa dalla playstation!

Posted on 6 luglio 2012

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Giuro che non ci volevo credere. E così sono andato a riprendermi il giornale, la copia dello scorso 4 luglio dell’Unione Sarda. Pagina 11, “Iraq, doppia esplosione al mercato: 50 morti e almeno 100 feriti”. “I resti dell’esplosione al mercato di Diwaniya” recita la didascalia dell’immagine a corredo del pezzo. Nella sfondo dell’immagine si vede un’esplosione, e in primo piano un soldato dietro ad una sorta di muretto. E sopra di lui la scritta “jump”. Sì, avete capito bene. Io non lo avevo notato, ma qualcun altro sì. E così la notizia della fotografia falsa tratta da un videogame è finita su facebook e poi sul sito nonleggerlo. Che ha pubblicato l’articolo con la foto incriminata.

Ora, io riesco a malapena a capire cosa certe volte mi passa per la testa, figuratevi dunque se riesco a immaginare perché un giornalista serio debba fare una cosa del genere. Peraltro, in un’epoca storica in cui ogni cazzata viene fuori in poco tempo, spacciare per vera una foto falsa mi sembra un’idiozia totale. Anche perché sarebbe bastato prendere una immagine d’archivio qualunque, scollegata dalla notizia ma comunque evocativa di ciò che sta avvenendo in medio oriente, e titolarla “Ancora violenza in Iraq” che nessuno avrebbe avuto niente da ridire.

L’Unione Sarda invece ha spacciato per vera un’immagine presa da un videogame. Una foto falsa equivale ad una notizia falsa. E un giornale che ha già dei precedenti specifici (ricordate la notizia farlocca del pensionato che rubava in un market di Is Mirrionis?) dovrebbe stare molto attento a non mettere ulteriormente a rischio la propria credibilità.

Recentemente mi sono confrontato con un collega che si è lamentato con me perché ho criticato duramente l’Unione Sarda per via di alcuni articoli usciti sul gay pride. “Noi dell’Unione non siamo omofobi, ci sono colleghi e colleghi e bisogna distinguere”, mi ha detto. È vero, ma il giornale è un prodotto collettivo e come tale va valutato. Ed ha anche la sua rappresentanza sindacale, ha un’assemblea che dovrebbe vigilare sulla qualità del prodotto offerto ai lettori. E chi non interviene è complice di questo disastro.

E invece scommettiamo che anche stavolta, dopo questa ennesima figuraccia, nessuno pagherà per quello che ha fatto? E così alla fine a passarci sarà la credibilità di tutti i giornalisti. Di tutti, perché quelli del grande formato sono, ahiloro, già abbastanza sputtanati.

Post scriptm
Se su Google cercate “Diwaniya bomb” trovate l’immagine incriminata (è la nona della serie): incredibilmente, l’unica evidentemente falsa. E comunque il videogioco si chiama Splinter Cell.

 

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