Turismo in Sardegna/2 “A Gavoi affittano stanze, ma non a chi ha bambini. E all’Isola di San Pietro, niente caffè!”. Regina Madry tour 2012

Posted on 9 luglio 2012

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Inizia a riscuotere un certo successo la nostra rubrica “Turismo in Sardegna, ovvero cosa c’entrano i prezzi dei traghetti con il crollo delle presenze?”. Dopo L’Asinara e Terralba (protagoniste del racconto propostoci da Elio Turno Arthemalle), oggi andiamo a Gavoi e all’Isola di San Pietro. Ricordo a tutti sono ammessi solo racconti di questa estate 2012. Grazie a Regina Madry per questa testimonianza (e fate un salto nel suo blog, che ne vale la pena). Buone vacanze a tutti!

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Gavoi, luglio 2012: vorremmo trascorrere due o tre giorni in paese in occasione del Festival “L’Isola delle Storie”. Non ci sono più posti nei B&B, alberghi o affittacamere e così ci affidiamo al passaparola di amici che sono già stati là l’anno scorso. La nostra amica si interessa per noi, sembra quasi che abbia trovato posto dalla signora gavoese che vende pecorino ma le affitta anche la stanza ma purtroppo…. “non vogliamo bambini”. Come? In che senso? In questo senso: i bambini non sono ospiti graditi, e quindi, siccome noi ne abbiamo ben due, cambiamo destinazione e ce ne andiamo da un’altra parte, possibilmente baby-friendly.

Isola di San Pietro, sabato 7 luglio 2012, h.21.30. Andiamo a mangiare una pizza in un locale consigliatoci da persone del luogo. Al telefono specifichiamo che siamo in quattordici, e dall’altro capo del filo ci rispondono, in sequenza: A che il locale è pieno; B che però ci sarebbe un tavolo da 8; C che a ben vedere si possono unire due tavoli e allora ci staremo in 14, tranquilli eh.
Un po’ divertiti, arriviamo in pizzeria; effettivamente il tavolo c’è, e a parte gli antipasti risicatissimi la pizza è buona. Nel menu sono disponibili 8 tipi di pizza e 2 vini, e basta. Quando chiediamo il caffè ci rispondono che loro non lo fanno, il caffè. Gli amici belgi che sono con noi sono un po’ stupiti, e lo sconcerto aumenta quando la signora della pizzeria ci presenta, senza battere ciglio, due pezzi di carta: uno è il conto vero, di 165 euro, e l’altro è la ricevuta fiscale di 115.

La prossima volta, farinata anche a cena… e vi risparmio certi prezzi spenna-turisti in zona Santa Margherita, per carità di patria!

Regina Madry

 

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Posted in: Cultura, Sardegna