Turismo in Sardegna/3 “Elmas? Villasimius? Ai Arts, ai no spic inglisc!”. La straordinaria avventura di Alessandro in piazza Matteotti

Posted on 11 luglio 2012

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Ed eccoci alla terza puntata della nostra personalissima inchiesta “Turismo in Sardegna, ovvero cosa c’entrano i prezzi dei traghetti con il crollo delle presenze?”. L’amico Alessandro ci manda la sua corrispondenza nientemeno che dall’Arst di piazza Matteotti di Cagliari. Leggere per credere! Vi ricordo che le vostre testimonianze devono riguardare solo episodi accaduti in questa magica estate 2012. E buone vacanze a tutti.

***

Dover andare all’aeroporto di Elmas non potendo essere accompagnati in auto può mettere in seria crisi un cagliaritano, sottoscritto incluso. Taxi? Zeeero, caru che fogu! Ctm? Non ci passa. Però c’è il servizio di collegamento da piazza Matteotti! Stamattina ho, quindi, pensato di consultare il sito dell’Arst (siamo pur sempre nel 2012!) che mi ha leggermente disorientato dopo due minuti di consultazione con una specie di supercazzola costante dovuta alla poca flessibilità dell’interfaccia e, forse, un po’ anche alla mia poca pazienza.

Spento il computer mi sono recato, a frastimi po sa basca lègia, allo sportello “Informazioni” della Stazione Arst. Mi sono messo in fila e ho, inevitabilmente, sentito i dialoghi tra l’utenza (visibilmente turistica) e “l’addetto alle informazioni”…

[Il dialogo è qui riportato a memoria, nessuno dei turisti era inglese e non ho nessuna pretesa di scrivere in forma corretta. L’intento è solo quello di dipingere il quadro surreale di un tentativo di comunicazione… ahimè univoco. Altro che informazioni…]

“Good morning! Dou you speak english or spanish? Please, could you tell me when it departs the next bus to Villasimus?”
– “Ah? Come? No inglese, no. Villasimius? Numero 3… capisci?” (il numero è casuale, in realtà non ricordo quale fosse il numero della linea, ndr)
“Number 3? When it departs?”
– “Aaah?”
“¿A qué hora?”
– “Eeh, mezzogiorno e mezza. Aspe’ che ricontrollo: sì, mezzogiorno e mezza!”.
“I can’t understand… no lo entiendo!”
– “M e z z o g i o r n o e m e z z z za…” (mostrando una scritta incomprensibile su un foglio).

A quel punto traduco io: “Half past twelve, bus terminal number 3”.

E la ragazza trasforma un’espressione disperata e perplessa in un sorriso, salutandomi e correndo a prendere il bus per Villasimius, armata di zainetto e borsa per la spiaggia. Avrà capito che il biglietto si deve acquistare DENTRO al McDonald’s? Eja, proprio DENTRO! Boh!

Io invece chiedo lumi per il bus navetta per l’aeroporto e mi vengono indicati un mouse e uno schermo. Consulto rapidamente e mi compare una tabella decisamente più leggibile di quella del sito internet dalla quale apprendo che, per fare 8 miseri km di viaggio, debbo pagare ben 4 euro. Mentre rifletto sulla non opportunità di attanallarsi per 4 euro, arriva una coppia di ragazzi e riprende lo show:

“Bonjour! Est-ce que…”

Provo, allora, notevole imbarazzo a vedere che non vengono minimamente calcolati da “l’addetto alle informazioni” che scherza ad alta voce con tre colleghi autisti che ridendo gli dicono: “E imparalo l’inglese, ah ah ah!”. Sono appena entrati dalla porta sulla quale c’è un foglio A4 attaccato col nastro adesivo che comunica un “divieto d’accesso ai non autorizzati”, scritto penosamente a pennarello… ovviamente.

Guardo i ragazzi francesi che si stanno innervosendo e gli dico: “Vous devez attendre…”. Saluto e vado via, per non dover assistere e prendere parte all’ennesima pantomima allo sportello “Informazioni” dell’ARST.

Cagliari come Babele?

Alessandro

 

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Posted in: Cagliari, Sardegna